Ascoli e Bucchi in confusione, falsa ripartenza


Quella vista nel primo tempo a Terni è una squadra impresentabile, senza un’idea di gioco, svagata e confusa, “graziata” dagli errori sotto porta di Partipilo. Solo un po’ meglio nella ripresa ma nel complesso prestazione disastrosa. E la classifica inizia ad allarmare

Il minimo che ci si possa attendere da un allenatore, dopo una prestazione indecente come quella dell’Ascoli a Terni, è che si presenti di fronte ai microfoni per chiedere scuse, a nome suo e della squadra, agli oltre mille tifosi bianconeri che erano presenti al Liberati. Bucchi, invece, ha manifestato il suo dispiacere per i cori dei tifosi contro di lui nella parte finale della partita, affermando comunque di avere la coscienza pulita. Chiudendo nel peggiore dei modi una domenica da dimentica per l’Ascoli. Non solo per la sconfitta, molto più netta di quanto non dica il punteggio finale, , ma anche per una prestazione a dir poco deludente, semplicemente penosa nel primo tempo, per la conferma che così com’è questa squadra non è all’altezza delle ambizioni (e deve iniziare a guardarsi alle spalle) e, infine, anche per l’infortunio a Caligara (uscito dallo stadio con le stampelle).

C’è da capirli i tifosi, non hanno certo tutti i torti a prendersela con Bucchi le cui responsabilità sono evidenti ed incontestabili. Nello specifico per la partita con la Ternana innanzitutto perché ha fatto la figura del pivellino, Andreazzoli l’ha portato a scuola con una semplice mossa, l’avanzamento di Palumbo, a cui per tutto il primo tempo l’allenatore bianconero non è riuscito a trovare una contromisura adeguata. Inammissibile a questi livelli, così come non si capisce per quale dannata ragione Bucchi abbia tenuto in campo per tutta la gara un Adjapong irritante, disastroso nel primo tempo (quando non ha azzeccato un passaggio) e che nella ripresa si è visto solo per un paio di rimesse laterali lunghe, fino ad arrivare a centro area.

Soprattutto, però, quella vista nel primo tempo con la Ternana è una squadra impresentabile, senza capo né coda, che non aveva la più pallida idea di cosa fare in mezzo al campo, senza un’idea di gioco che non fosse lanciare la palla in avanti verso i due attaccanti sperando in una qualche loro invenzione. Se poi passiamo dalla partita specifica all’andamento generale della squadra la colpa più grande e inaccettabile dell’allenatore bianconero è di aver “fatto fuori” giocatori come Buchel e Bidaoui in una squadra che avrebbe bisogno come l’aria di regia e geometria a centrocampo e di inventiva e fantasia in avanti.

Attribuite a Bucchi le responsabilità che sono dell’allenatore, è, però, giusto sottolineare che quanto meno non minori sono le responsabilità della società che ha allestito una rosa non all’altezza delle ambizioni e di gran lunga inferiore a quella della passata stagione. Eppure, non più tardi qualche giorno fa, il patron Pulcinelli , che probabilmente pensa che i tifosi ascolani hanno “l’anello al naso”, sosteneva che questa squadra è superiore a quella dello scorso anno.

Non bisogna aver preso il patentino a Coverciano per scoprire che non è così, che non c’è paragone. Basterebbe ricordare la formazione che mandava in campo Sottil nella seconda fase del campionato e i giocatori che venivano utilizzati per entrare a partita in corso. Partendo a destra da un Baschirotto che è di altra categoria rispetto a Donati e, ancora più, Adjapong, proseguendo con un giocatore con le qualità di Maistro che quest’anno i bianconeri non hanno in rosa. E poi il centrocampo, composto da Buchel, Saric e Collocolo con Caligara che era la prima alternativa, mentre Eramo era solamente la terza scelta (ed ora entrambi sono titolari inamovibili).

Se poi pensiamo all’attacco, Dionisi ha un anno in più ed è sempre più nervoso, Gondo è meno utile alla squadra e non molto più goleador di Tsadjou, senza dimenticare quel Bidaoui che lo scorso anno era spesso decisivo e che quest’anno è stato messo ai margini. E’ bene ricordarlo perché, se è giusto attribuire determinate responsabilità a Bucchi, per onestà bisogna riconoscere che in fondo l’attuale classifica corrisponde al valore complessivo di questa rosa. Certo poi, a prescindere da tutto, prestazioni come quella di Terni, soprattutto nel primo tempo, francamente sono inaccettabili.

Di fronte ad un avversario che è sceso in campo con una feroce determinazione, si è visto un Ascoli molle, svagato e confuso. Che, senza l’incredibile errore a due passi da Leali di Partipilo, dopo una spizzata di testa di Favilli da fallo laterale, si sarebbe trovato in svantaggio dopo meno di un minuto. Il preludio di 45 minuti da galleria degli orrori per l’Ascoli, che si sono conclusi 1-0 solo perché Partipilo si è  divorato un altro gol, calciando debolmente un rigore in movimento dopo essere stato smarcato da un delizioso colpo di tacco di Favilli, Agazzi prima si è lasciato anticipare a da due passi da Leali, poi non ha trovato la porta da dentro l’area, mentre il gol del 2-0 siglato da Favilli allo scadere della prima frazione è stato annullato per un fuorigioco di alcuni centimetri in avvio di azione.

Praticamente non pervenuto l’Ascoli che non ha dato segni di vita neppure dopo il gol di Palumbo, ancora su assist di Favilli. Si è dovuta attendere l’ora di gioco per vedere la prima occasione per i bianconeri, un tiro di Gondo da dentro l’area deviato in angolo da un difensore, non prima, però, del terzo gol divorato da Partipilo in avvio di ripresa, ancora una volta solo davanti a Leali. Se sul piano del gioco non si sono visti particolari miglioramenti, quanto meno nella ripresa, in mezzo a tanta confusione, si è rivista la giusta determinazione.

La Ternana ha abbassato il ritmo, Palumbo e Partipilo si sono visti meno e la partita è diventata un po’ più equilibrata, anche se non sono mancate ai padroni di casa le occasioni per chiudere la gara. Prima con Palumbo, che ha concluso sull’esterno della rete dal limite dell’area piccola, poi con il solito Partipilo che, mentre si apprestava a calciare all’altezza del dischetto di rigore, è stato visibilmente spintonato da Falasco (e poteva starci il penalty).

Visto che i padroni di casa non avevano chiuso la partita, nell’ultimo quarto d’ora l’Ascoli ci ha provato, in modo confuso ma deciso, con una squadra imbottita di attaccanti, tra cui il debuttante Alessio Re, classe 2003, l’unica nota positiva di questa disastrosa domenica. Proprio il giovane esordiente ha avuto sui piedi il pallone dell’1-1, dopo un’azione confusa e una serie di rimpalli, ma è stato bravo Iannarilli a respingere con i piedi la sua conclusione. Il portiere rossoverde si è ripetuto poco dopo, respingendo in tuffo un colpo di testa ravvicinato di Pedro Mendes, dopo calcio d’angolo, sigillando una vittoria sulla cui legittimità non possono esserci dubbi.

Un brutto passo falso che, per la volta nella stagione, fa suonare un campanello d’allarme in classifica, con l’Ascoli ancora a 3 punti dai playoff ma anche a 3 punti dai playout. Con, in aggiunta, il fatto che le squadre che sono dietro sono in crescita, di prestazioni e risultati. Per questo diventa ancora più decisivo il mercato che, però, di fatto si è già sbloccato. Lo stesso Bucchi, nel post partita, ha ufficializzato lo scambio con la Spal, con Buchel a Ferrara e Proia in bianconero. Sicuramente un buon rinforzo per il centrocampo ma con caratteristiche diverse rispetto allo stesso Buchel. Che, però, sarà sostituito da Vacca che da qualche giorno si allena con i bianconeri.

Il problema, però, è che l’Ascoli ha bisogno prima possibile di un centrocampista con quelle caratteristiche, mentre Bucchi ha spiegato che è molto indietro di condizione e avrà bisogno di tempo per essere pronto. Non propriamente una situazione ideale, ancor più se il problema di Caligara fosse tale da tenerlo fuori per qualche partita. Perché a quel punto l’allenatore bianconero si ritroverebbe ancora una volta con i giocatori contati a centrocampo e sempre privo di un regista. Senza dimenticare che qualche concreto rinforzo è assolutamente necessario anche in avanti. Non certo il modo migliore per avvicinarsi alla prossima delicata sfida, a Ferrara contro la Spal, che i bianconeri non possono permettersi di sbagliare.

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