Parte il nuovo anno scolastico con la solita assente: la sicurezza delle scuole!


Dopo l’ennesima segnalazione al prefetto, in una paradossale diretta social il sindaco annuncia che le verifiche di vulnerabilità sismica hanno confermato la situazione critica delle scuole. E che anche il nuovo anno scolastico partirà in edifici scolastici per nulla sicuri…

Era il novembre del 2016 quando il Comitato Scuole Sicure Ascoli segnalava al prefetto il mancato rispetto da parte di Comune e Provincia delle norme sulle verifiche di vulnerabilità sismica nelle scuole cittadine. Quasi 4 anni dopo sono la lista civica “Ascolto e Partecipazione” e i suoi due consiglieri comunali, Canzian e Nardini, a rivolgersi al prefetto, sempre sul tema delle verifiche di vulnerabilità sismica nelle scuole. “Un atto che arriva a seguito di un’altra interrogazione presentata 9 mesi fa per conoscere lo stato dell’arte relativamente alle verifiche nei plessi scolastici di competenza comunale senza, ad oggi, aver ottenuto alcuna risposta” hanno spiegato.

Sembra evidente, nel capoluogo piceno, almeno per quanto riguarda la sicurezza delle scuole, nulla è cambiato, sono passati 4 anni, sono cambiati sindaco e amministrazione comunale ma tutto è rimasto come era allora. In realtà a ben vedere la situazione è addirittura peggiorata, nel senso che rispetto ad allora ora non ci sono più dubbi sul fatto che le scuole cittadine sono in condizioni a dir poco preoccupanti e, al tempo stesso, che l’amministrazione comunale ha solamente perso tempo, vittima dei propri clamorosi errori e della propria imbarazzante inadeguatezza. Ironia della sorte, a confermare quello che chi si occupa da sempre della sicurezza delle scuole sa da tempo, è stato proprio il sindaco Fioravanti nel corso della sua ultima diretta social, quella di lunedì 7 settembre.

Pochi minuti (complessivamente 7) sufficienti per smontare e smascherare inesorabilmente le “favolette” raccontate dall’agosto 2016 in poi dall’allora sindaco Castelli e per confermare come l’incredibile serie di decisioni sbagliate dell’attuale candidato consigliere regionale hanno prodotto effetti devastanti. Quello di cui il primo cittadino non si è reso conto è che, al tempo stesso, di fatto ha ammesso, del tutto inconsapevolmente, i suoi errori. Se non altro per il fatto che non ha avuto la forza, il coraggio e probabilmente neppure la competenza necessaria per cambiare radicalmente rotta ma, anzi, ha sostanzialmente seguito la stessa linea, contribuendo a peggiorare ulteriormente una situazione già molto allarmante.

In evidente stato confusionale Fioravanti di fatto ha anche smentito… se stesso, le sue improvvide e insensate accusate lanciate nei giorni scorsi contro il Comitato Scuole Sicure, partecipando non si capisce bene a quale titolo ad uno dei vari incontri organizzati dalla Lega nell’ambito della campagna elettorale (a tal proposito qualcuno dovrebbe ricordargli che, dal momento in cui è stato eletto primo cittadino, è il sindaco e rappresenta tutti gli ascolani, non solo quelli della sua parte politica). La cosa più grave, però, è che quanto dichiarato dal sindaco nel corso di quella diretta social è la conferma ufficiale che i nostri ragazzi (e ovviamente anche tutto il personale scolastico) negli anni passati e, soprattutto, anche nell’anno scolastico che si appresta ad iniziare vengono impunemente esposti ad un gravissimo rischio, costretti a frequentare edifici scolastici che non sono per nulla sicuri. Nulla di nuovo per chi conosce bene la situazione delle scuole cittadine e ha davvero a cuore la sicurezza degli edifici scolastici.

Però è impossibile non ricordare come, dall’agosto 2016 in poi, l’allora sindaco Castelli, di fronte alle preoccupazioni e alle richieste del Comitato Scuole Sicure, ha sempre replicato sostenendo che le scuole cittadine erano assolutamente sicure, che non avevano bisogno neppure delle verifiche di vulnerabilità sismica perché “avevano brillantemente superato la verifica delle scosse di terremoto” (solo 2 scuole dichiarate inagibili e qualche milione di danni…) e, di conseguenza, che non c’era alcuna necessità di trovare sedi temporanee alternative (per le quali erano stati stanziati cospicui fondi…).

Ora, invece, il sindaco Fioravanti afferma esattamente il contrario, cioè che il Comune sapeva perfettamente quale fosse la reale situazione delle scuole cittadine (“d’altra parte la maggior parte degli edifici scolastici cittadini sono datati” ha dichiarato) e che le verifiche di vulnerabilità sismica, in fase di valutazione, hanno dato i risultati che si aspettavano. Cioè che bisogna intervenire, con adeguamento sismico o ricostruzione, su gran parte delle scuole. E se anche l’ex sindaco Castelli sapeva, è ancora più inaccettabile il ritardo con cui si è mosso il Comune che aveva il dovere quanto meno di effettuare immediatamente le verifiche di vulnerabilità sismica sulle scuole, come d’altra parte ha fatto la Provincia.

Sempre nel corso della diretta social, Fioravanti ha poi annunciato che tra 15 giorni si farà la gara per l’affidamento della progettazione dell’intervento di adeguamento sismico per la scuola Malaspina, aggiungendo che l’amministrazione comunale conta (spera) di effettuare le gare per la progettazione di tutte le altre scuole cittadine entro la fine dell’anno. Questo significa, come ha ammesso lo stesso sindaco, che bisognerà attendere ancora molto tempo prima che concretamente possano partire i lavori sia alla Malaspina che, ovviamente, nelle altre scuole.

Non siamo neppure alla fase preliminare, bisogna ancora affidare l’incarico di progettazione, poi, una volta che sarà pronto il progetto, bisognerà affrontare tutto l’iter fino all’approvazione del progetto esecutivo, con la conseguente gara per l’affidamento dei lavori. A voler essere smisuratamente e immotivatamente ottimisti almeno un anno di tempo. All’orizzonte, in caso di ulteriore slittamento dei tempi, il rischio di perdere i fondi che dal 2017 sono a disposizione del Comune per le scuole (31 milioni di euro), visto che, se non ci saranno proroghe, il limite previsto per la conclusione dei lavori era stato fissato alla fine del 2023.

Naturalmente Fioravanti si è ben guardato dal dirlo, ma è del tutto evidente che la ragione di questo incredibile ritardo, che rischia di costare carissimo al Comune, deriva da tutto il tempo inutilmente perso dalla passata e dall’attuale amministrazione nell’inseguire un improponibile project financing che sin dalla sua presentazione era chiaro che non fosse fattibile, visto che non rispettava alcune norme e prescrizioni. In quei 3 anni persi anche a cercare una soluzione che non c’era il Comune avrebbe potuto far effettuare le verifiche e, sulla base dei risultati, la progettazione per i relativi interventi, alcuni dei quali quanto meno ora potevano già essere in fase di realizzazione. Emblematico, a tal proposito, quanto accaduto proprio con la scuola Malaspina. Già a fine 2016 il Comune era conoscenza della necessità di un intervento (scheda Aedes n. 32671 del 4/11/2016).

Nel corso del 2018 ha, poi, avuto la conferma della situazione critica, con il risultato della verifica di vulnerabilità sismica effettuata sulla scuola ma, in attesa degli esiti del project financing, ha aspettato fino al luglio scorso (delibera 138 del 14/7/2020) per dare il via all’iter per l’intervento di adeguamento sismico. Ad ulteriore conferma di come questo inaccettabile ritardo sia esclusivamente responsabilità dell’amministrazione (quella passata e quella attuale) ci sono i dati forniti il 24 agosto scorso dal commissario straordinario Legnini in merito agli interventi di adeguamento o ricostruzione finanziati con gli stessi fondi che sono a disposizione delle scuole cittadine.

Ebbene quei dati ci dicono che, 3 anni dopo, ben 17 interventi nelle scuole sono già terminati, mentre la maggior parte sono in corso di effettuazione o, nella peggiore delle ipotesi, sono nella fase di affidamento dei lavori. Meno del 30% degli interventi finanziati (compresi, purtroppo, tutti quelli che interessano la nostra città) sono, invece, ancora in alto mare.

La situazione è sin troppo chiara e non meno sconcertante, così come è a dir poco imbarazzante il fatto che il sindaco, nel corso di quella diretta social, non si è sentito in dovere di spendere neppure una parola sul fatto che i nostri ragazzi (e tutto il personale scolastico) ancora una volta dovrà svolgere un intero anno scolastico in edifici a rischio, dovendosi affidare solamente a Sant’Emidio per evitare il peggio. Inutile girarci intorno, è l’ennesima dimostrazione che la sicurezza delle scuole interessa solo in chiave di propaganda elettorale, non certo in concreto.

D’altra parte che la scuola in generale non sia certo in cima alle preoccupazioni del sindaco e della sua amministrazione comunale è confermato dal mancato spostamento dei seggi elettorali dalle scuole. Al momento sono circa 200 i Comuni che hanno deciso di spostare in altre sedi i seggi che erano nelle scuole, la Regione Marche addirittura ha previsto un contributo economico per le amministrazioni comunali che lo fanno.

Il Comune di Ascoli non se ne è neppure interessato, con il sindaco che non ha saputo fare altro che chiedere a Regione e Governo di rinviare l’inizio dell’anno scolastico. Forse sarebbe la soluzione migliore, almeno per il capoluogo piceno, magari si potrebbe pensare addirittura di abolire definitivamente la scuola. Così almeno il problema della sicurezza degli edifici scolastici verrebbe definitivamente risolto…

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