La “bufala” delle reazioni avverse gravi, ennesima “follia” no vax


Su una presunta dichiarazione dell’ex ministro Speranza di fronte al Tribunale dei ministri costruita l’ennesima sconcertante campagna no vax. Peccato, però, che quelle dichiarazioni e quei dati, da tempo ampiamente noti, dimostrano esattamente il contrario…

In uno strano e surreale paradosso, da quando l’Istat ha reso noto i dati sulla mortalità 2023 nel nostro paese, che spazzano via inesorabilmente tutte le loro sconcertanti farneticazioni, improvvisamente i cosiddetti “no vax” hanno ripreso ad infestare i social con le loro fantasiose “bufale”. Trovando immediatamente sponda in quei giornali e quei giornalisti di destra (“Libero”, “La Verità”, Borgonovo, Porro, Giordano) che da tempo hanno smesso di fare il proprio mestiere, cioè informare, e per mero calcolo politico hanno deciso di sposare quelle farneticazioni, anche di fronte ai dati e all’evidenza clamorosamente contraria. Così, nei giorni della diffusione dei dati Istat, ecco spuntare il folle post sulle fantomatiche 900   rilanciato da alcuni pseudo-giornalisti.

Incuranti del fatto che complessivamente in Italia si sono verificati poco meno di 650 mila decessi, con addirittura una leggera diminuzione dei tassi di mortalità rispetto al periodo pre covid (e le 6 mila morti improvvise nel periodo prima della pandemia è un’ulteriore “bufala” perché nel 2018, in Parlamento, dopo la tragica morte del calciatore Astori, erano stati forniti dati che parlavano di 60 mila morti improvvise all’anno…). Per altro sarebbe bastato anche solo visionare i dati ufficiali Istat per scoprire che nelle fasce d’età più giovani, quelle che secondo le “farneticazioni” no vax sarebbero maggiormente colpite dal presunto boom di morte improvvise, si verifica una consistente diminuzione di decessi rispetto al periodo pre covid: -4,5% nella fascia 10-19 anni, -3,9% 20-29 anni, -2,2% 30-39 anni, – 5,7% 40-49 anni.

Demolito quello che era diventato l’ultimo improbabile “cavallo di battaglia” (quello sull’inesistente boom delle morti improvvise), la “follia” no vax è tornata a concentrarsi sul loro bersaglio preferito, il ministro della sanità nel periodo del covid Roberto Speranza, e sul tormentone delle reazioni avverse, secondo il loro racconto, privo di alcun fondamento e puntualmente smentito da tutti i dati ufficiali, numerosissime e spesso gravissime. Così, da dichiarazioni del ministro stesso tutte da verificare (non esiste al momento alcun documento ufficiale, verbale o registrazione che le certifichi), riportate dall’avvocata di Avvocati Liberi Antonietta Veneziano (che ha fatto causa a Speranza e all’ex capo dell’Aifa Nicola Magrini per la gestione della campagna di vaccinazione nel periodo della pandemia), è stato montato il solito imbarazzante polverone su una non notizia, nel senso che, ammesso che siano state davvero pronunciate dall’ex ministro, quelle affermazioni non fanno che ribadire numeri e dati già ampiamente noti e che, per altro, vanno esattamente nel senso contrario di quello che vogliono far credere i no vax.

A lanciare quella che è l’ennesima folle campagna è stato il giornale “La Verità” che addirittura mercoledì scorso ha dedicato l’apertura a questa non notizia sulle presunte dichiarazioni di Speranza sugli eventi avversi provocati dal vaccino anti covid. “Speranza: sapevo che il 20% degli effetti avversi era gravissimo” titola a tutta pagina il giornale diretto da Belpietro che fa riferimento all’interrogatorio dell’ex ministro davanti ai magistrati del Tribunale dei ministri che, per altro, hanno poi archiviato il procedimento a carico di Speranza stesso (e “La Verità” sottolinea con malcelato stupore l’archiviazione da parte del Tribunale dopo quella che definisce la confessione dell’ex ministro).

Non servirebbe neppure essere dei giornalisti attenti per comprendere di cosa si stia parlando, è sufficiente avere anche dei minimi rudimenti di matematica e conoscere un minimo l’argomento in questione per capire che di fatto quell’affermazione e quel dato in realtà dimostrano esattamente il contrario di quello che invece vogliono far credere i “no vax” e certificano il numero irrisorio degli effetti avversi gravi al vaccino anti covid. Se poi qualcuno di quei giornali e giornalisti, anche solo per pura casualità, fosse minimamente informato sull’argomento (ma non si può chiedere così tanto ad una certa stampa…) saprebbe perfettamente che l’eventuale confessione di Speranza davanti al Tribunale non è affatto tale ma, semplicemente, l’ex ministro si è limitato a ribadire dati che sono noti da sempre.

Invece dopo la pubblicazione di quell’articolo quella parte dell’informazione e quei giornalisti che da sempre strizzano l’occhio, per convenienza, al mondo complottista si è scatenata come fossimo di fronte ad un clamoroso scoop. Nicola Porro definisce sconcertanti le dichiarazioni di Speranza, chiedendo parlando di numeri impressionanti che dimostrerebbero il grande inganno del vaccino. Paragone e altri quotidiani (Libero, Il Sussidiario, La Nuova Bussola) “strepitano” contro quel governo e contro l’Aifa, accusandoli di aver tenuto nascosti agli italiani quei dati che definiscono clamorosi. Per non parlare delle accuse lanciate da Byoblu nel corso della trasmissione “Orsobruno” condotta dal giornalista de “La Verità” Francesco Borgonovo e dell’opera di sconcertante disinformazione di qualche quotidiano che trasforma quel 20% degli effetti avversi nel 20% di effetti avversi sul numero complessivo dei vaccini.

Come sottolinea giustamente il sito di fact checking “Butac”  in realtà siamo di fronte ad una vera e propria presa per i fondelli da parte di quella stampa e di quei giornalisti nei confronti dei no vax stessi perché, come ampiamente sottolineato, ammesso che Speranza abbia realmente fatto quelle affermazioni in Tribunale (al momento non c’è nessuna conferma) saremmo comunque di fronte ad un dato noto da sempre, contenuto sui rapporti pubblicati e resi noti periodicamente dall’Aifa stessa durante tutto il periodo della pandemia da covid. In particolare l’ultimo rapporto Aifa sulla sorveglianza dei vaccini anti covid, che fa riferimento a tutto il periodo della pandemia e della conseguente vaccinazione (dicembre 2020-dicembre 2022) certifica che su un totale di 144.354.770 dosi somministrate in Italia sono arrivate 140.595 segnalazioni di sospette reazioni di avverse, con l’81,3% di reazioni non gravi e il 18,7% di reazioni gravi.

In altre parole l’ex ministro davanti al Tribunale si è limitato a ricordare il dato da sempre reso pubblico dall’Aifa, nulla di nuovo e, tanto meno, di sconosciuto. E ancora meno di così clamoroso o sconvolgente perché quei dati, come detto, certificano esattamente il contrario di quello che vogliono far credere i no vax e una certa stampa. Perché la matematica non è un’opinione e, quindi, circa 140 mila su oltre 144 milioni di dosi significa che le reazioni avverse ai vaccini sono complessivamente lo 0,09%, una cifra più che irrisoria. E di quello 0,09% solo il 18,7% sono state registrate come gravi, quindi in termini assoluti le reazioni gravi segnalate sono state 26.291, pari allo 0,018%. Sarebbero sufficienti questi numeri per chiudere ogni discorso e per ribadire che chi ha alzato questo polverone da nulla dovrebbe semplicemente vergognarsi.

Ma c’è di più. Infatti vale la pena ricordare che, secondo il rapporto Aifa, sono considerate reazioni gravi anche la febbre alta o forti disturbi gastrointestinali che poi sono scomparsi nel giro di alcuni giorni. Poi, naturalmente, tra le reazioni gravi ci sono anche quelle che hanno provocato l’ospedalizzazione, che hanno messo in pericolo la vita del paziente e anche quelle che sono risultate fatali. I dati Aifa a tal proposito sono chiarissimi, la maggior parte delle reazioni avverse considerate gravi sono del primo tipo, mentre di effetti gravi con esito fatale correlabili alla vaccinazione complessivamente ne sono stati registrati 29, pari allo 0,2 ogni milione di dosi somministrate. Davvero superfluo aggiungere altro…

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