L’Ascoli precipita, le speranze salvezza legate al mercato di gennaio


Dopo l’inbarazzante prova con il Cosenza, i bianconeri fanno registrare qualche timido segnale di crescita ma pagano i soliti errori difensivi a Vicenza. Ormai è chiaro che la squadra non è all’altezza della serie B, servono rinforzi in tutti i reparti per sperare nella salvezza

Due sconfitte, per ragioni differenti entrambe molto pesanti, in pochi giorni. Un solo punto in 5 partite con Rossi in panchina. La classifica a dir poco preoccupante, con i bianconeri (penultimi a 6 punti) e l’Entella (ultimo a 5 punti) che si stanno inesorabilmente allontanando dal gruppo di coda. Un calendario da brividi per chiudere il girone di andata. Definire sportivamente grave la situazione dell’Ascoli, dopo la beffa di Vicenza, è addirittura riduttivo. Però non è certo il momento di mollare, non ci si deve lasciar travolgere dallo sconforto e dal pessimismo. Pensare che non ci siano più tante opportunità e che solo un miracolo potrebbe salvare i bianconeri, dopo appena un terzo di campionato, è semplicemente folle.

La strada è ancora lunghissima, di tempo per recuperare ce ne è in abbondanza e il campionato cadetto nella seconda parte di stagione riserva sempre molte sorprese, con fragorose cadute e clamorose risalite. Inoltre la storia anche recente insegna che basta pochissimo per far girare una stagione. L’esempio più evidente è il Pisa che, un paio di settimane fa, è arrivato al recupero contro l’Ascoli reduce da un paio di pesanti “scoppole”, dando l’impressione per 75 minuti di essere una squadra allo sbando, destinata con i bianconeri all’ennesima sconfitta che l’avrebbe fatta precipitare in fondo alla classifica.

Invece negli ultimi 15 minuti, con la complicità dell’Ascoli, i toscani hanno ribaltato la partita e da quel momento in poi si sono trasformati, collezionando 7 punti nelle successive tre partite. E, poi, bisogna ricordare che c’è sempre il mercato di gennaio che può e deve essere sfruttato per ridisegnare e rinforzare una squadra che, dopo 13 giornate, anche i più inguaribili ottimisti hanno capito che non è all’altezza del campionato cadetto. Il problema, anche alla luce di questa non positiva considerazione, è che bisogna fare in modo di arrivare al mercato di gennaio con una situazione che non sia già largamente compromessa. In altre parole, bisogna fare più punti possibile nelle 4 giornate che ci separano dall’inizio del mercato che, per altro, coincide con la sosta di 10 giorni del campionato.

Un particolare non secondario perché, se ci si muove con i tempi giusti, i bianconeri già nelle ultime due giornate del girone di andata potrebbero avere a disposizione i rinforzi necessari. L’importante, però, è arrivare a quella data ancora a contatto con il gruppo di coda, ovviamente sperando che per una volta la società riesca a fare un mercato adeguato alle necessità della squadra (che non sono poche…). Ovviamente intanto sul campo ci vorrà un Ascoli completamente differente da quello visto con il Cosenza e anche a Vicenza, dove c’è stato un leggero miglioramento (ma fare peggio della partita con i calabresi era francamente impossibile), almeno dal punto di vista del carattere e della presenza in campo. Il gol subito dopo meno di 10 minuti, dopo che già poco prima il Vicenza si era reso pericoloso, con la solita imbarazzante dormita della retroguardia bianconera, aveva fatto temere in una replica della sfida con il Cosenza.

Invece la formazione di Rossi ha avuto almeno il merito di aver reagito, mettendo in campo quella determinazione che non si era vista contro i calabresi. In concreto, però, la reazione dell’Ascoli è stata quasi esclusivamente caratteriale perché sul piano del gioco non si è visto nulla, con i bianconeri praticamente incapaci di costruire anche una parvenza di opportunità da gol. In compenso, però, dopo il gol subito anche Leali non è stato più impegnato fino ad inizio ripresa, quando un clamoroso errore di Buchel ha rischiato di provocare il 2-0 che avrebbe chiuso la sfida. Poi, all’improvviso, quasi a metà ripresa Sabiri ha tirato fuori dal cilindro la splendida punizione che ha regalato il pareggio e ha ridato slancio all’Ascoli. Che nei 20 minuti successivi ha mostrato il lato migliore, grazie anche agli inserimenti di Chiricò e Donis, sfiorando in un paio di occasioni anche il sorpasso.

Poi la beffa finale per la quale, però, non ha senso prendersela con la sfortuna perché il gol del 2-1 di Padella è semplicemente la conseguenza di una serie di errori inaccettabili ma che, per certi versi, fotografano al meglio le difficoltà e le lacune di questa squadra. Il primo errore è aver concesso, in pieno recupero, a Giacomelli di controllare la palla, avanzare e calciare indisturbato dai 20 metri, senza che nessun centrocampista si preoccupasse di chiudere. Poi, sul susseguente calcio d’angolo e la prima respinta della difesa, sulla palla alta in area non è ammissibile che, tra tre giocatori bianconeri, sia un giocatore del Vicenza a colpire di testa. Infine l’errore finale, quel Padella lasciato indisturbato di deviare in porta il pallone del 2-1, con i difensori bianconeri che non si capisce chi stanno marcando.

Non siamo neppure, come li ha definiti qualcuno, ai dettagli che fanno la differenza. Qui siamo di fronte all’incapacità tecnica e alla mancanza della necessaria cattiveria sportiva dei giocatori della retroguardia bianconera. A partire da Spendlhofer che ogni partita ne combina di tutti i colori ma che, non si capisce bene per quale motivo, continua ad essere schierato sempre tra i titolari (nelle partite precedenti a scapito di Avlonitis che, invece, a Vicenza ha avuto problemi nel riscaldamento). Il centrale austriaco è davvero un mistero, quello visto in queste 13 giornate farebbe fatica anche nei campionati dilettanti in Italia. Eppure sappiamo che nelle ultime stagioni ha giocato nella serie A austriaca con lo Sturm Graz e ha anche fatto parte dell’under 21 del suo paese. Ma se dovessimo parlare dei tanti misteri dell’imbarazzante ultimo mercato dell’Ascoli potremmo andare avanti per settimane.

Tornando alla partita del “Menti” a fianco a Spendlhofer ha giocato per la prima volta Quaranta che, pur se con responsabilità in entrambi i gol (con il resto della difesa), tutto sommato non ha demeritato. Il problema è che chiunque venga schierato al centro della difesa il risultato non cambia, così come possono cambiare gli interpreti ma sulle fasce i problemi restano. A sinistra, in queste 13 giornate, si sono alternati Sarzi Puttini, Kragl e Sini, mentre a destra Pucino e Corbo ed è persino difficile capire chi ha fatto peggio. A rendere più preoccupante il quadro c’è anche il fatto che dall’arrivo di Delio Rossi la situazione della difesa è decisamente peggiorata. I numeri parlano chiaro, nelle prime 8 partite (Bertotto) l’Ascoli ha subito 10 gol, nelle ultime 5 con Rossi ben 12.

Per altro in quelle 5 sfide i bianconeri hanno incontrato la formazione (Cosenza) con la quale condividono il record del peggiore attacco del campionato e le due squadre che sono subito dietro (Cremonese e Pescara). D’altra parte, sempre fermandoci ai numeri, è del tutto evidente che il cambio in panchina al momento non ha sortito alcun effetto, anzi ha decisamente peggiorato la situazione, visto che da quando c’è Rossi i bianconeri hanno racimolato un solo punto in 5 partite contro i 5 punti nelle 8 in cui c’era Bertotto. Con tutto il rispetto che merita (non fosse altro per il suo curriculum) l’allenatore riminese, sembra un film già visto.

Anzi, a voler essere pignoli, lo scorso anno Stellone aveva addirittura fatto leggermente meglio di Rossi, 2 punti in 5 partite. Poi era arrivato Dionigi che aveva compiuto un autentico miracolo, perché quella squadra sembrava destinata ad una retrocessione inevitabile. Ora l’allenatore modenese è sulla panchina del Brescia che, sarà un caso, dal suo arrivo ha collezionato 7 punti in 3 partite. All’Ascoli, invece, dopo la parentesi Bertotto è arrivato Rossi che però per ora non ha in alcun modo inciso, anzi. Certo il materiale umano che a disposizione è quello che è, ma ora l’allenatore bianconero deve trovare qualche soluzione per limitare i danni fino al mercato di gennaio. Non sarà semplice anche perché il calendario fino ad allora è molto complicato.

Dopo la trasferta a Monza di martedì, l’Ascoli domenica 27 dicembre ospiterà la Spal, poi mercoledì 30 dicembre chiuderà il 2020 in casa della capolista Empoli. Il nuovo anno si aprirà con la sfida al Del Duca con la Reggina lunedì 4 gennaio, stessa data in cui si aprirà il mercato di gennaio. Gli ultimi due turni del girone di andata (il 16 gennaio a Cittadella, il 23 gennaio in casa con il Chievo) si svolgeranno dopo la sosta di 10 giorni che può e deve essere sfruttata dalla società per mettere subito a disposizione dell’allenatore bianconero i necessari rinforzi.

Questo significa che bisogna arrivare al 4 gennaio con le idee chiarissime per mettere a segno subito qualche colpo. Il nuovo ds Polito nei giorni scorsi ha dichiarato che sta già lavorando per il mercato. Sperando che almeno questa volta non si ripetano gli errori commessi questa estate e nel mercato di gennaio scorso…

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