Ascoli tra rabbia, rimpianti e speranze


Dopo l’ennesima settimana difficile, con la discutibile entrata “a gamba tesa” su Bellini degli ultras, i bianconeri tornano da Avellino con un pareggio che soddisfa a metà, tra le occasioni fallite nel finale e l’ennesimo clamoroso torto arbitrale

Tanta rabbia, molti rimpianti, qualche buona indicazione e la spiacevole sensazione (che però potrebbe diventare un importante propellente con un tecnico come Cosmi) di essere soli contro tutti. Questo è quello che lascia all’Ascoli la partita di sabato scorso al Partenio con l’Avellino e l’ennesima settimana difficile.

Giovedì le dimissioni dei soci ascolani di Bellini, venerdì il duro comunicato contro il presidente da parte degli ultras, assolutamente inopportuno e davvero deleterio in un momento come questo. Poi sabato l’ennesimo clamoroso torto arbitrale a privare i bianconeri di una possibile vittoria. In tempi passati tutto l’ambiente sarebbe in subbuglio e in rivolta contro i troppi torti arbitrali subiti e la partita di giovedì sera con il Pescara si disputerebbe con un contorno infuocato e in un clima di feroce contestazione contro la classe arbitrale che sta così penalizzando l’Ascoli.

Ma oggi, a quanto pare, la preoccupazione e l’interesse dei tifosi più che a ciò che avviene sul campo è su quanto avviene ai vertici della società. In un momento difficile come questo, con Cosmi che cerca di arrivare alla pausa di gennaio mantenendo la squadra a contatto con il resto del gruppo e con Bellini che, dopo le inopportune “sparate” delle settimane precedenti, sembra realmente convinto (e non abbiamo dubbi che sia così per svariati motivi) a fare di tutto (dicasi interventi di mercato) per cercare di raggiungere la salvezza, quel comunicato è davvero inopportuno e fuori luogo. Anche perché i tifosi devono pensare a fare i tifosi, hanno tutte le ragioni del mondo a protestare e chiedere spiegazioni per gli errori commessi in fase di costruzione della squadra e per le discutibili scelte tecniche (la scelta di una coppia di allenatori inesperti) fatte dalle società.

Ma non compete certo a loro interferire e condizionare le scelte che riguardano l’assetto societario. Che siano stati commessi gravi errori nella costruzione della squadra, dalla guida tecnica alla composizione della rosa, è evidente e, sia pure “a mezza bocca”, in sostanza l’ha ammesso anche il presidente Bellini. Che, dopo aver chiamato Cosmi, ha assicurato che interverrà a gennaio sul mercato. Questo è quello che deve interessare chi ha a cuore i bianconeri, non certo se Bellini continua a tenere in società Cardinaletti. Creare ulteriori tensioni ora per questioni che non riguardano direttamente la squadra è puro autolesionismo.

Di tutto ha bisogno questa squadra ora meno che di ulteriori tensioni e un clima così arroventato. Anche perché già non è semplice per Cosmi dover fare i conti con la sfortuna che non accenna a diminuire (dicasi infortuni), senza dimenticare i ripetuti torti arbitrali che continuano a penalizzare i bianconeri. Come quello clamoroso e incomprensibile commesso sabato scorso da Chiffi che, poco dopo il pareggio dell’Avellino, ha negato un rigore sin troppo evidente ai bianconeri.

Il fallo di Bidaoui su Mogos lo avrebbe visto anche un cieco, il difensore bianconero stoppa la palla di petto e viene colpito con un calcio dal giocatore irpino che entra in maniera assolutamente scomposta. Difficile per l’arbitro non vedere, a meno che non stava guardando da qualche altra parte, impossibile non considerare falloso un intervento cosi scomposto, pericoloso e nel quale, per giunta, Bidaoui non colpisce neppure il pallone. L’errore è clamoroso e grave, purtroppo non è il primo di simile entità che penalizza l’Ascoli ed è superfluo ribadire che la squadra di arbitri della serie B è assolutamente inadeguata e impreparata e rischia davvero di falsare il campionato, sia in testa che in coda.

Non abbiamo mai creduto a chi sostiene che nell’arco di un campionato “torti” e “favori” arbitrali alla fine si compensano, se davvero così fosse da qui in avanti di favori ne dovrebbero arrivare non pochi… Guardando, invece, agli aspetti strettamente tecnici paradossalmente l’Ascoli è piaciuto molto più nel secondo che nel primo tempo che pure si era concluso con il gol dello 0-1 di Perez. Un vantaggio sinceramente immeritato perché i bianconeri erano stati salvati più volte da Ragni e avevano creato praticamente nulla, complice un approccio di gara troppo molle (a differenza un Avellino davvero molto battagliero). Molto meglio la formazione vista nella ripresa, dopo il pareggio di Castaldo, soprattutto nell’ultima mezzora quando i bianconeri hanno creato diverse occasioni (clamorosa quella sul finale fallita da Varela).

Nel complesso la partita del Partenio ha confermato quello che si sapeva con qualche piacevole sorpresa. Come quella di Ragni, autore di una grande partita e di diverse importanti parate, e soprattutto come quella di Varela, protagonista di un secondo tempo davvero di grandissimo spessore. Peccato per l’occasione mancata nel finale, ma il giocatore visto nella ripresa potrebbe davvero diventare molto importante per l’Ascoli. Per il resto si è avuta la conferma che con la difesa a tre la fase difensiva è migliorata, anche se ancora si commettono delle ingenuità, con la crescita anche di Da Santis.

Per quanto riguarda la fascia sinistra nell’emergenza è comunque più affidabile Cinaglia, per altro autore dell’assist per Clemenza, mentre nel centrocampo a tre, con Buzzegoli e Addae inamovibili, se sta bene è sicuramente più efficace Bianchi di Carpani. Resta il problema del reparto offensivo nonostante il gol di Perez e il gran secondo tempo di Varela. Il centravanti bianconero, come sempre encomiabile al di là del gol realizzato, fino a quel momento era risultato assolutamente inconcludente, incapace di far salire la squadra e sempre impreciso nei passaggi e negli appoggi. E’ soprattutto lì, nel reparto offensivo che bisogna intervenire sul mercato se si vogliono coltivare speranze di salvezza.

La classifica (senza pensare a quanto potrebbe accadere con la giustizia sportiva) continua a lasciare ampio margine per recuperare. Però è arrivato il momento di tornare a vincere ed è fondamentale farlo giovedì al Del Duca con il Pescara. Perché se è vero che Ternana e Pro Vercelli sono ora più vicine e che il Foggia resta ad appena 3 punti, il rischio che il resto del gruppo si allontani c’è. Bisogna pensare solo a vincere, provando a mettere da parte tutto il resto. Almeno se l’obiettivo di tutto l’ambiente è davvero quello di evitare il peggio…

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