Ascoli fuori dalle Marche per il tg regionale


In occasione delle giornate del Fai nessun accenno e nessun servizio sulla riapertura del teatro Filarmonici nelle principali edizioni del tg3 Marche. E, nel corso dell’ultima settimana, i tg regionali hanno dedicato solo qualche minuto ad Ascoli e al suo territorio. Quasi ignorati e dimenticati anche nei servizi relativi all’interminabile emergenza terremoto

Ascoli e la sua provincia fanno ancora parte delle Marche. Sembra un’affermazione ovvia e scontata ma così non è, soprattutto per tutti coloro che, in questa settimana, ed in particolare nel fine settimana,  hanno guardato  il tg3 delle Marche. E a loro è giusto anche far sapere che il capoluogo piceno ha partecipato alle giornate del Fai, aprendo ai visitatori (tantissimi, in particolare turisti ma anche residenti che non hanno voluto perdere questa occasione) alcune delle sue strutture storiche (l’istituto musicale Spontini, il giardino di Villa Pacifici, l’archivio storico della ditta Paoletti, la collezione privata di arte maiolica di Giuseppe Matricardi, l’ex cinema Olimpia, il museo dell’arte ceramica, l’archivio storico di Meletti e il teatro Filarmonici). Era necessario sottolinearlo perché chi ha guardato in questi giorni il tg3 Marche potrebbe essersi fatto un’idea diversa. Si perché per la redazione regionale del tg3 Ascoli e il suo territorio praticamente non esistono, non vengono quasi mai menzionati, neppure quando ci sarebbero validi motivi per farlo.

Come, appunto, nel corso di queste due giornate del Fai che, almeno per quanto riguarda le Marche, senza ombra di dubbio hanno visto proprio il capoluogo piceno al centro dell’appuntamento di maggiore rilevanza: la riapertura al pubblico del teatro Filarmonici. Il teatro ottocentesco fatto costruire dalla Società dei Filodrammatici dopo anni di attesa è finalmente pronto, l’interminabile opera di restauro e riqualificazione sembra essere terminato (per la verità la stessa illusione l’avevamo avuta nel 2013 quando fu riaperto per una settimana in occasione de “L’Altra Italia”) e l’appuntamento del Fai è stata l’occasione per mostrarlo alla città e ai turisti, in attesa della sua definitiva riapertura. Sicuramente saremo noi che, rispetto al pool di giornalisti da premio Pulitzer che compongono la redazione del tg 3 Marche, non capiremo nulla.

Però sinceramente ci sembrava davvero opportuno segnalare e dare spazio a questa riapertura almeno in una delle edizioni del tg Marche che sono andate in onda tra sabato e domenica. E che, pure, hanno dedicato ampio spazio alle giornate del Fai, riservando a questo evento il titolo di apertura delle edizioni delle 14 e delle 19:30 sia di sabato 25 che di domenica 26 marzo. Il tutto senza mai citare il capoluogo piceno  e, tanto meno, il teatro Filarmonici ma dando grandissimo risalto alla riapertura del Belvedere a Jesi, a Villa la Pieve di Macerata, alla rocca medievale di Offagna.

Per carità, tutti luoghi assolutamente meritevoli e da visitare, ma non fare neppure un minimo riferimento al teatro Filarmonici sinceramente ci è sembrato assolutamente incomprensibile, anche se in fondo non ci ha stupito. Infatti non è certo una novità che il tg3 Marche sia decisamente “anconacentrico”, così come non diciamo nulla di nuovo se sosteniamo che il sud delle Marche, in particolare il territorio ascolano viene sistematicamente ignorato. Però quanto accaduto in questo fine settimana, con addirittura l’oscuramento di una notizia certamente rilevante, come appunto la riapertura del teatro Filarmonici, ci ha colpito. E, soprattutto, ci ha fatto scattare il desiderio di verificare più a fondo se esiste davvero questo “ostracismo” nei confronti di Ascoli e del suo territorio o se si tratta solo  di una nostra percezione errata.

Abbiamo, quindi, verificato quanto accaduto nelle due edizioni principali del tg 3 Marche (quella delle 14 e quella delle 19:30) nel corso di tutta la settimana scorsa (da lunedì 20 a domenica 26 marzo). Ed il quadro che emerge è inequivocabile, addirittura si potrebbe dire che evidenzia in maniera ancora più netta ed eloquente la disparità di trattamento di cui sono oggettivamente vittime Ascoli e il suo territorio. Infatti dei 67 titoli di copertina delle varie edizioni del tg3 Marche di questa settimana 21 riguardavano la provincia di Ancona (10 il capoluogo regionale), 13 la provincia di Pesaro-Urbino (5 Pesaro), 9 quella di Macerata (5 Macerata), 8 quella di Fermo (3 Fermo) e solamente 2 la provincia di Ascoli (1 il capoluogo piceno, il congresso dei medici cattolici che si è svolto in città), mentre 14 di quei titoli sono relativi ad argomenti di carattere generale che riguardano tutto il territorio regionale.

Se possibile la differenza risulta ancora più marcata se si analizza il tempo in quelle edizioni riservato ad ogni provincia. Dei circa 250 minuti complessivi di tg regionale di tutta la settimana, poco più di un quarto di ora (il 7%) è stato dedicato al territorio ascolano. Ancora una volta la parte del leone l’ha fatta la provincia di Ancona, con oltre un’ora e quarto (31%), seguita dalla provincia di Pesaro-Urbino con 50 minuti (il 20%), da quella di Macerata con poco meno di 40 minuti (il 15%) e quella di Fermo con circa mezzora (il 12%), mentre 37 minuti (il 15%) sono stati dedicati ad argomenti di carattere generale. Sottolineato che i dati della provincia di Fermo di questa settimana sono influenzati da un paio di episodi di cronaca importanti accaduti proprio in questi giorni (come, ad esempio, la morte di un ragazzo fermano a Valencia), la disparità di attenzione e di trattamento è sin troppo evidente e  davvero inaccettabile.

E lo è ancora di più se si considerano gli argomenti trattati e a cui il tg 3 Marche ha deciso non solo di dare spazio ma, addirittura, di dedicargli un posto tra i titoli di copertina. Ci sono incontri e convegni che, con tutto il rispetto, faticherebbero a trovare spazio anche nei tg di qualche emittente di paese. Di contro non solo non viene dato spazio nei titoli ma, addirittura, non si fa neppure menzione nel corso dei tg stessi ad appuntamenti, incontri e notizie che sicuramente avrebbero meritato molta attenzione. Mercoledì scorso, ad esempio, ad Ascoli si è tenuto un importante incontro, alla presenza degli assessori regionali Anna Casini e Loretta Bravi, sulle prospettive  per l’area di crisi del Piceno. A San Benedetto, invece, sabato è stato sfiduciato il presidente del Consiglio comunale Gabrielli, un atto politicamente di estrema rilevanza. Entrambi gli avvenimenti, che qualsiasi redazione con un minimo di competenza avrebbe inserito tra i titoli di copertina, nelle principali edizioni del tg3 Marche non sono neppure stati menzionati.

Un esempio davvero emblematico di come il nostro territorio non venga minimamente tenuto in considerazione arriva dalle due edizioni principali del tg regionale di lunedì 20 marzo. Sia alle 14 che alle 19:30  tra i titoli principali c’era quello inerente un interessante incontro che si era tenuto tra alcuni studenti delle superiori di Pesaro e la comunità di San Patrignano. Un’iniziativa sicuramente molto interessante e che assolutamente meritava lo spazio che le è stato riservato. Peccato, però, che la stessa identica iniziativa, effettuata un paio di settimane prima da alcuni studenti delle superiori di Ascoli, non era stata neppure citata dal tg 3 regionale. Sempre nel corso della passata settimana, ad Ascoli si è svolto un interessantissimo incontro sulla ricostruzione post terremoto e sul modello Friuli, quello che unanimemente viene riconosciuto come l’unico che ha funzionato alla perfezione nella lunga storia di terremoti nel nostro paese.

Un appuntamento importantissimo, ovviamente non solo per tutto il territorio ascolano, incredibilmente ignorato dal tg regionale. D’altra parte, però, per quanto riguarda il terremoto si potrebbe scrivere un intero romanzo sul modo assolutamente insufficiente e inadeguato con il quale viene trattato dal tg regionale. Ce ne eravamo già occupati il 2 novembre scorso (“La disinformazione ai tempi del terremoto”), evidenziando come “vedendo le ultime edizioni del Tg3 regionale sembra quasi che la nostra provincia, il nostro capoluogo siano stati a mala pena sfiorati dal terremoto”.

Per chi l’avesse dimenticato, all’epoca, nelle ore successive alla violenta scossa di domenica 30 ottobre, il tg  delle Marche fu a dir poco imbarazzante, dedicando titoli e servizi alla situazione nella provincia di Ancona, al capoluogo regionale dove erano state dichiarate inagibili “ben” 3 palazzine (2 a Vallemiano e una in via Marconi), limitandosi a citare a male pena Ascoli, dove inagibili o a rischio di inagibilità c’erano centinaia di abitazioni e tantissimi edifici pubblici, non menzionando neppure comuni come Acquasanta che allora erano praticamente allo stremo. “Secondo il tg regionale la provincia di Ascoli è una zona miracolata, abbiamo subito meno danni di Ancona. Che culo!” scriveva allora sarcasticamente qualcuno sul profilo facebook del sindaco Castelli, invitandolo a manifestare il proprio sdegno per il comportamento del tg regionale nei confronti di Ascoli e del suo territorio. Comportamento che nei mesi successivi non è certo migliorato.

E’, infatti, innegabile e inconfutabile che, purtroppo, tra i 5 capoluoghi di provincia marchigiani la situazione più critica in questo interminabile post terremoto sia quella che sta vivendo Ascoli, con centinaia di abitazioni ed edifici pubblici inagibili, gran parte del patrimonio architettonico monumentale danneggiato, zone ancora transennate un po’ ovunque e numerose chiese (compreso il Duomo che dovrebbe riaprire per Pasqua) ancora chiuse. Senza dilungarci troppo, al di là di ogni forma di campanilismo (assolutamente fuori luogo in questa situazione), un’informazione regionale competente e attenta dovrebbe dedicare largo spazio alla situazione del territorio provinciale e del capoluogo piceno.

Invece nulla o quasi, in questi mesi il tg regionale ha dedicato davvero pochissimo spazio ad Ascoli e alla sua situazione, dando maggior risalto a situazioni assolutamente meno complesse di altri capoluoghi (Macerata, Fermo ma anche, ai limiti del ridicolo, Ancona). In realtà verrebbe da dire che tutta l’informazione relativa al terremoto del tg regionale lascia molto a desiderare, con un’impostazione totalmente istituzionale e pochissimo spazio alle vere vittime di questo tragico evento, i cittadini, coloro che hanno perso tutto o quasi in questa interminabile emergenza. Vedendo e ascoltando i tg regionali in questi mesi, ad esempio, si ignora quello che invece è l’aspetto più rilevante (e più positivo) di questo periodo: la nascita di tanti comitati cittadini e la loro incessante opera.

Sono comitati nati spontaneamente, che cercano di portare avanti le istanze di chi è stato direttamente colpito dal terremoto o che si occupano di alcuni specifici aspetti di grandissima importanza (come la sicurezza delle scuole) e che meriterebbero ampio spazio, quasi una finestra costante nell’informazione regionale. Certo sappiamo benissimo che il tg  regionale è molto legato alle posizioni delle istituzioni marchigiane (in particolare la Regione) che, invece, sono spesso nel mirino di questi comitati. Però arrivare quasi ad oscurare o, comunque, a dare poco spazio e poco rilievo ad una così importante realtà non depone certo in favore della credibilità del servizio pubblico regionale. Che ormai ad Ascoli e nel territorio ascolano è visto giustamente con sempre maggiore diffidenza, visto che in pratica si comporta come le stesse istituzioni regionali.

Cioè continua a penalizzare e ad ignorare il nostro territorio, come se Ascoli e tutta la provincia ascolana non facessero parte delle Marche.

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