Traffico in tilt, Ascoli come Palermo nel film “Johnny Stecchino”


Code interminabili dalla Piceno Aprutina fino a via Napoli ma anche in zona stadio e Campo Parignano con la riapertura delle scuole. E, a complicare la situazione, ci si mettono anche alcuni “colpi di genio” del Comune, come il rifacimento dell’asfalto nei pressi del sottopasso di San Filippo

Nel mondo siamo conosciuti anche per qualcosa di negativo, quelle che voi chiamate piaghe. Una terribile, e lei sa a cosa mi riferisco, il vulcano, ma è una bellezza naturale. Ce ne è un’altra che nessuno riesce a risolvere, lei mi ha già capito… la siccità! Ma è la natura, non ci possiamo fare niente. Ma dove possiamo fare e non facciamo , perché in buona sostanza purtroppo non è la natura ma l’uomo, è nella terza di queste piaghe che veramente diffama la nostra città agli occhi del mondo. E’ inutile che glielo dica, mi vergogno a dillo. E’ il traffico, un traffico tentacolare, vorticoso, che ci impedisce di vivere e ci fa nemici, famiglia contro famiglia. Troppe macchine!”.

La leggenda narra che ormai da giorni si sentono sempre più spesso cittadini ascolani intrattenere ospiti e turisti con monologhi simili a quello notissimo, tratto dal film “Johnny Stecchino”, fatto dallo zio/avvocato del boss a Dante appena arrivato a Palermo. Non sappiamo se, come il capoluogo siciliano, Ascoli ha altre piaghe simili. Di certo, però, ormai da diversi giorni il capoluogo piceno è entrato a far parte del novero delle città italiane che, almeno in determinate ore del giorno, devono fare i conti con il problema del traffico. Una piccola impresa, visto che sembrava impossibile che una cosa del genere potesse accadere in una città di 50 mila anime, resa possibile anche grazie ad una serie di “colpi di genio”.

Impossibile, infatti, definire in altro modo quello che è accaduto martedì 27 settembre, quando, in una città già con problemi di traffico per la chiusura (causa rifacimento del ponte di San Filippo) di uno degli ingressi principali nella città stessa (la strada principale di collegamento da Monticelli verso il centro), qualcuno ha avuto la geniale idea di programmare nell’orario più caldo tra l’entrata a scuola e le tante persone che si spostano per andare a lavorare, il rifacimento dell’asfalto prima del sottopasso di San Filippo, nella zona nei pressi della rotonda davanti alla Caserma. Il tutto con l’aggiunta di qualche iniziativa programmata in Caserma (non sappiamo se il giuramento, visto che era pieno di genitori dei soldati).

Risultato, inevitabile, code interminabili in uscita dalla città (dalla rotonda nei pressi del  “Bazar dell’assassino” fino al semaforo al Battente) ma, soprattutto, in entrata, con code e automobilisti esasperati che partivano quasi dall’ingresso della superstrada Ascoli-Mare (in zona Marino) ed arrivavano fino all’inizio di via Napoli (senza dimentica l’ulteriore fila alla fine della zona industriale). Un vero e proprio “putiferio”, in gran parte replicato nel pomeriggio in occasione della partita Ascoli-Cesena e la conseguente chiusura anche della strada che da Monticelli va verso lo stadio stesso. Di nuovo code interminabili in entrata verso la Caserma e via Napoli ma code lunghissime (un paio di chilometri prima dell’uscita di Porta Torricella) anche in superstrada che, per giunta, si sono protratte fin quasi alle 20.

Ascoli continua ad essere la città dove non si programmano interventi di opere pubbliche – commenta amaramente il capogruppo del Pd Francesco Ameli – una città paralizzata con code chilometriche per una semplice asfaltatura…. Nel 2016 dobbiamo ancora assistere a gesti di inadeguatezza amministrativa come questi”. Sorvolando sull’atavico problema dell’incompatibilità della presenza dello stadio in città (soprattutto con le attuali norme per la sicurezza che impongono, in occasione delle partite dell’Ascoli, la chiusura di alcune fondamentali arterie stradali cittadine) , anche un bambino avrebbe capito che il rifacimento dell’asfalto in quella zona (e a quell’orario) avrebbe mandato in tilt il già iper congestionato traffico cittadino.

Sarebbe stato troppo programmare i lavori di rifacimento dell’asfalto durante le ore notturne, come avviene nelle città e nei luoghi più civili? Tra l’altro i primi giorni di scuola avevano già dimostrato che quello del traffico nelle ore di entrata e uscita dalle scuole (che coincidono spesso anche con quegli di uffici e negozi) era un problema importante, con code interminabili nell’asse viario via Napoli – via Piceno Aprutina, intasamenti e code anche nell’asse viario che da Monticelli va a Campo Parignano e problemi addirittura anche in uscita dalla superstrada Ascoli-Mare (zona Porta Torricella), sia in direzione via Napoli che in direzione ponte di porta Cartara. Va, poi, considerato che, oltretutto, nella zona che comprende via Napoli, via Cellini, via 3 ottobre, via Marconi, via Mari, ci sono un paio di scuole elementari e materne, due asili nido e anche scuole superiori.

A complicare il tutto contribuiscono, poi, altri fattori come la mancanza di un servizio di trasporto scolastico adeguato (il servizio scuolabus è decisamente carente), per non parlare della situazione degli autobus di linea i cui orari, nella fascia di entrata e di uscita, non sono per nulla calibrati in base a quelli delle varie scuole, per non parlare poi dei ritardi e della generale approssimazione del servizio. Problemi non di poco conto, perché un efficace sistema di scuolabus e un buon servizio di linea sicuramente consentirebbe di ridurre il numero delle auto in strada in quegli orari.

Il problema è che mancano capacità previsionale e servizi di trasporto adeguati – scrive Roberta intervenendo in una delle tante discussioni che si è poi scatenata sui social – la verità è che la città è paralizzata in tutti i sensi perché non c’è capacità di gestione, il traffico di una cittadina di 50 mila abitanti è solo uno degli esempi eclatanti”. Già, gestione e programmazione sono termini da tempo sconosciuti in questa città e, soprattutto, tra i nostri amministratori. A cui però non manca fantasia e un pizzico di genialità.

Se, infatti, i problemi di traffico che sono inevitabilmente emersi dal momento della riapertura delle scuole, vista la chiusura del ponte di San Filippo, si sarebbero potuti evitare programmando i lavori del ponte stesso con una tempistica differente (programmazione assente), già questa estate ci sono stati problemi per la viabilità grazie a decisioni bizzarre e ai limiti della follia. Come nel lungo periodo durante il quale è rimasta chiusa, per il rifacimento dell’asfalto, via Ricci, la via che consente a chi viene da Porta Romana, ma anche dalle zone limitrofe a piazza Ventidio Basso, di andare verso la superstrada (zona Porta Torricella) o verso lungo Castellano .

Per ovviare alla chiusura del primo tratto della via (fino al bivio per l’ospedale vecchio) e poter dirigersi verso quelle due zone, bisognava transitare attraverso via Pretoriana (senso unico di marcia), svoltando poi in via delle Rimembranze (altro senso unico di marcia) per arrivare, appunto, al bivio con via Ricci dopo l’ospedale vecchio. All’improvviso, però, senza alcun avviso su stampa, internet o sui social e senza alcun cartello stradale che fornisse indicazioni prima di via Pretoriana o nella via stessa, una sera di agosto chi si è trovato a transitare in quella zona, subito dopo l’ospedale si è trovato la strada sbarrata da un improvviso cantiere. E, per giunta, senza possibili alternative vie di fuga se non di ripercorrere lo stesso percorso (via delle Rimembranze fino a via Pretoriana)  contro senso, con tutti i rischi che una simile situazione comportava.

Una follia, una delle tante di questo periodo. Tornando a quanto accaduto nei giorni scorsi per scherzarci sopra verrebbe da dire che alla fine si può essere soddisfatti di quanto accaduto, visto che, come abbiamo già evidenziato (La domenica del villaggio), ad Ascoli il traffico è uno dei beni da tutelare. Come dimostrato domenica 25 settembre quando, anche in occasione della partenza della gara podistica Ascoli-San Benedetto, l’amministrazione comunale si è ben guardata di interdire al traffico (neppure per una decina di minuti) le vie cittadine dove sono transitati i podisti dopo essere partiti da piazza Arringo.

Nulla di nuovo, visto che la stessa cosa si ripropone ogni anno in occasione della “100 torri” e della “10000 Ascoli”. Difficile capire il perché, però è innegabile che in questa città il rapporto con l’auto, con il traffico ha qualcosa di particolare, che sfugge ad ogni logica. Basti  ricordare che l’unica volta che i cittadini ascolani sono scesi con convinzione in piazza per protestare contro qualche provvedimento del Comune è stato nel lontano 1998, quando il sindaco Allevi, nel nuovo piano traffico, dispose la chiusura al traffico di piazza Arringo.

Una decisione che gli costò carissima e che poi si rivelò determinante (ovviamente insieme ad altre situazioni) nella clamorosa “batosta” elettorale che lo stesso Allevi subì alle successive elezioni amministrative. Con il suo successore, il sindaco Celani, che si affrettò a riaprire subito piazza Arringo al traffico, con la bizzarra tesi che una città che ha una viabilità come quella di Ascoli non può permettersi di tenere chiusa quella piazza.

Tesi clamorosamente sbugiardata qualche tempo dopo quando, in occasione del rifacimento della pavimentazione, piazza Arringo fu nuovamente chiusa al traffico (inizialmente solo per il periodo dei lavori), senza che però la viabilità cittadina ne risentisse in alcun modo.  Cosa che invece sta accadendo ora e che si protrarrà fino a che non ci sarà la riapertura del ponte di San Filippo.

Sperando, nel frattempo, che a qualcun non venga in mente qualche ulteriore “colpo di genio” come quello di alcuni giorni fa…

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