“Pacchi”, cicciottelle e lato B: spopolano sui media le Olimpiadi del “supercafone”


Non solo l’imbarazzante titolo sulle atlete del tiro con l’arco ma anche le attenzioni “morbose” sulla Fiamingo e su una schermitrice brasiliana e le foto con i 36 “pacchi olimpici”

In principio c’è stato il solito elenco delle atlete più affascinanti. Poi si è passati all’esaltazione del lato sexy della futura medaglia d’argento Rossella Fiamingo, per scendere subito dopo sotto il livello della decenza, con l’invito ai telespettatori a seguire la gara di spada femminile (la stessa della Fiamingo) per “ammirare” il lato B di una schermitrice italo-brasiliana. Si pensava di aver toccato il fondo quando un magazine italiano, in una sorta di esasperazione del sessismo al contrario, ha lanciato una nuova disciplina, proponendo, con tanto di foto eloquenti, i 36 “pacchi” olimpici (si avete capito bene, quel genere di “pacco” che ha fatto la fortuna di Rocco Siffredi…) da medaglia d’oro. Mera illusione, appena 24 ore ed ecco l’esaltazione del pessimo gusto, con il disgustoso titolo di un quotidiano italiano sul bronzo mancato nel tiro con l’arco a squadre femminile dalle atlete italiane definite “il trio delle cicciottelle”.

Le Olimpiadi di Rio sono iniziate da appena 4 giorni ma l’informazione italiana ha già dato il peggio di se, scendendo a livelli di bassezza inimmaginabili. L’ossessione erotica – voyeristica dell’aspetto fisico di atleti e atlete rischia addirittura di far passare in secondo piano l’aspetto puramente agonistico-sportivo. Per carità, sarebbe ipocrita negare che ognuno di noi, nel seguire le gare olimpiche, non guardi con un pizzico di piacere o di attenzione in più gli atleti e le atlete fisicamente più avvenenti. Ma c’è un limite che non si può oltrepassare ed oltre il quale si scade nell’indecenza e nel più sfrenato voyerismo. E quel limite, purtroppo, in queste Olimpiadi è stato ampiamente sorpassato dall’informazione nazionale.

Passi pure per il solito tradizionale elenco di atlete e atleti più affascinanti che diversi organi di informazione hanno pubblicato prima del via. Ma poi abbiamo assistito ad un “crescendo” (o forse sarebbe più giusto dire ad un precipitare verso il punto più basso) inquietante ed imbarazzante.

Ha cominciato una delle più importati tv nazionali che, presentando la gara di spada femminile in programma nel corso della prima giornata, si è concentrata quasi esclusivamente sugli aspetti sexy delle atlete. All’azzurra Rossella Fiamingo (poi medaglia d’argento) tutto sommato è andata bene, con i cronisti che, dopo aver brevemente descritto le qualità tecniche della siciliana, si sono soffermati a lungo sul suo fisico da pin-up, mostrando in continuazione foto in costume, con contestuale sottolineatura ed elogio delle forme dell’atleta siciliana. Foto che, evidentemente, devono aver scaldato e fatto perdere ogni freno inibitorio ai cronisti che, subito dopo, si sono lasciati andare a commenti “da osteria” sull’atleta italo-brasiliana Nathalie Moellhausen, arrivando addirittura ad invitare i telespettatori a seguire le sue gesta in gara solo per poter ammirare il suo lato B.

Una vera e propria esplosione di becero sessismo al maschile, al quale ha immediatamente risposto un noto magazine italiano con una sconcertante galleria di quelli che, a giudizio della redazione, sono i 36 “pacchi” da medaglia d’oro, con tanto di commento a dir poco sguaiato (“Questi pacchi regalo meritano il primo posto sul podio e solo per questo varrebbe la pena tifare per questi atleti. Che bei fustacchioni!”) e amletico interrogativo da un milione di dollari (“Sarà madre natura o il costumino troppo stretto?”).

L’illusione che quello fosse il punto più basso che l’informazione italiana potesse toccare, però, è durata poco più di 24 ore. Il giorno dopo, per raccontare l’impresa sfiorata dalle ragazze del tiro con l’arco, ecco l’orribile titolo di un noto quotidiano che ha definito le tre atlete azzurre “il trio delle cicciottelle”. Evidentemente per chi ha scritto l’articolo e per il direttore che l’ha approvato l’aspetto fisico delle tre azzurre è più interessante e meritevole di citazione (nel titolo) delle loro imprese sportive. A peggiorare le cose sono poi arrivate le pseudo scuse del direttore responsabile (“volevamo essere affettuosi…”), poi sospeso dall’editore, che, se possibile, lasciano ancora più esterrefatti.

Abbiamo davvero toccato il fondo, almeno si spera. Perché in caso contrario aspettiamoci nei prossimi giorni nuove esaltanti gare olimpiche, sui media nazionali, “a chi ce l’ha più lungo” o “a chi ha la taglia maggiore di reggiseno”, mentre i giornali esalteranno le gesta di atleti “troppo pelosi” e, magari, di atlete con la cellulite…

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