La domenica del villaggio


L’assessore Brugni come lo “smemorato di Collegno”, la campagna elettorale 2019 e il ritorno al passato, le teorie della “combriccola del Blasco” sull’incendio di Notre Dame, il singolare tricolore sulle divise della polizia, il primato del Napoli, la denuncia per stalking per la Juve

Si avvicinano le elezioni comunali e nel capoluogo piceno impazza una campagna elettorale a dir poco paradossale, tra gli improvvisi vuoti di memoria di tanti amministratori e politici e il continuo riferimento al passato. Il 26 maggio si voterà anche per le elezioni europee con il paradosso, tutto italiano, che tra i candidati ad entrare nel Parlamento europeo c’è chi ha fondato un’associazione per promuovere l’uscita dall’Italia dall’Europa. Salvini, intanto, promuove il made in Italy… comprando le divise della polizia in Romania.

La settimana è stata caratterizza da due autentiche tragedie. Quella di Notre Dame, che ha dato il via ad una serie di teorie surreali, soprattutto in Italia. Quella “sportiva” dell’eliminazione della Juventus dalla Champions, con le “misurate” reazioni dei tifosi delle altre squadre italiane.  Que­sto e mol­to al­tro nel tra­di­zio­na­le ap­pun­ta­men­to de “La do­me­ni­ca del vil­lag­gio”

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L’assessore Brugni come lo “smemorato di Collegno”. Manca più di un mese ma nel capoluogo piceno impazza la campagna elettorale che, incredibilmente, vede soprattutto gli attuali amministratori promettere di tutto, soprattutto quello che non hanno realizzato negli ultimi 10 anni. O, peggio ancora, auto celebrarsi per interventi e opere che la città attende da anni e che, guarda il caso, improvvisamente vedono la luce proprio a ridosso delle elezioni. Su tutti l’assessore allo sport (e alla pubblica istruzione) Massimiliano Brugni che nei giorni scorsi sui social ha annunciato trionfante l’avvio dei lavori di ristrutturazione della Palestra di atletica pesante. “Iniziano i lavori di ristrutturazione della Palestra di Atletica pesante sede di numerose discipline sportive di arti marziali, lotta e boxe. Per un importo di 550.000 euro i lavori termineranno presumibilmente a novembre. Quello che dico lo faccio!”.

A parte il patetico e imbarazzante tentativo di scimmiottare lo slogan utilizzato dal M5S da quando è al governo (“se lo diciamo, lo facciamo”), evidentemente l’assessore Brugni, probabilmente per lo stress da campagna elettorale, deve essere stato colto da un improvviso vuoto di memoria. Altrimenti ricorderebbe che i lavori di ristrutturazione della Palestra di atletica pesante erano stati inseriti nel programma delle opere pubbliche del 2015. Certo, considerando come vanno le cose al Comune di Ascoli, in fondo “appena” 4 anni di attesa deve essere considerato un ritardo fisiologico…

Dal Palio 2007 alla retrocessione dell’Ascoli nel 1976: le priorità della campagna elettorale 2019. Quelle del prossimo 26 maggio saranno le elezioni comunale del 2019. E’ importante sottolineare l’anno perché, guardando i candidati, sembra di essere tornati indietro di molti anni. E anche i temi della campagna elettorale sembrano guardare al passato più che al presente e al futuro di una città che ha tantissimi problemi da risolvere. In un simile contesto il vero “colpo di genio” l’ha avuto la parlamentare grillina Rachele Silvestri che ha reso noto di aver chiesto al Magnifico Messere (il sindaco Castelli) di assegnare il palio di luglio 2007 a Porta Solestà. Una richiesta che magari non cambierà il destino della nostra città ma che potrebbe portare al M5S qualche voto “gialloblu” in più ai grillini.

Spiazzati da una simile richiesta, gli avversari preparano comunque le contromosse. Nei prossimi giorni uno dei candidati annuncerà l’intenzione di chiedere alla Lega Calcio la cancellazione della retrocessione dell’Ascoli in serie B, con la conseguente restituzione della seria A, nel campionato 1975-76 (per le vicende che coinvolsero la Lazio, finita a pari punti dei bianconeri). Ma il colpo a sorpresa lo prepara, per gli ultimi giorni di campagna elettorale, un altro candidato che chiederà agli organizzatori di cancellare la decisione presa nel 1958 e assegnare il “Festival dei due mondi” al capoluogo piceno…

L’incendio di Notre Dame e le teorie della “combriccola del Blasco”… L’evento della settimana naturalmente è l’incendio che ha colpito Notre Dame. Che, ovviamente, solo quei “boccaloni” dei francesi possono credere davvero che sia stato casuale e non doloso. Sono bastati poche ore, invece, a tantissimi italiani per comprendere che siamo di fronte ad un grave attentato, ad un ennesimo attacco nei confronti della civiltà cristiana. Tra questi non potevano certo mancare due esperti di questioni internazionali come il sindaco Castelli e l’assessore Brugni che da subito, pur a migliaia di chilometri di distanza non avevano dubbi. “Riflettiamoci, era già successo a Saint Sulpice” ha scritto sui social poche ore dopo l’annuncio dell’incendio il sindaco Castelli. “Da molto tempo la civiltà cristiana è sotto attacco” ha subito dopo aggiunto l’assessore Brugni.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche lo psichiatra Alessandro Meluzzi e il filosofo Diego Fusaro (che strano…). “Quella di Notre Dame in fiamme è un’immagine mediatica simile all’11 settembre troppo perfetta per pensare che sia avvenuta casualmente” ha dichiarato Meluzzi a “Quarta Repubblica” (Rete 4). “Ieri abbiamo pianto per Notre Dame. Ora dobbiamo capire chi è il responsabile, perché alla favole che sia un incidente può credere solo qualche sprovveduto” ha aggiunto Fusaro. Che dire, se prima avevamo delle riserve dopo aver ascoltato le teorie di questa improvvisata “combriccola del Blasco” non abbiamo più dubbi…

L’uscita dall’Europa e la tipica coerenza italiana. Uno dei temi più discussi negli ultimi tempi nei vari talk show televisivi è la possibilità (e le eventuali conseguenze) per il nostro paese di uscire dall’Europa. Tra i più accaniti sostenitori di quello che sarebbe un clamoroso strappo c’è Francesca Donato, volto ormai noto perché sempre più presente sugli schermi televisivi, presidente di un’associazione, “Eurexit”, il cui nome è già un programma e che, ovviamente, si propone di fare uscire l’Italia dall’Europa.

L’ideatrice e promotrice del progetto – si legge nel sito dell’associazione – l’avvocato Francesca Donato ha deciso di tradurre in realtà quella che sentiva essere un’esigenza sempre più pressante di molti cittadini, cioè dare vita ad un movimento che avesse come scopo fondamentale l’uscita dell’Italia dall’Eurozona”. Opinione sicuramente discutibile ma da rispettare. Peccato, però, che nei giorni scorsi si è scoperto che la stessa Dona è tra i candidati della Lega alle prossime elezioni europee. In altre parole, con la tipica coerenza italiana, in attesa che l’Italia esca, la Donato ha deciso intanto di entrare lei in Europa. Per circa 20 mila buoni motivi…

Salvini e il singolare tricolore sulle divise della polizia. Fedele al suo motto “prima gli italiani”, nei giorni scorsi con uno dei suoi soliti post sui social il ministro Salvini ha lanciato una crociata in difesa dei prodotti italiani. “Mi auguro che sulle etichette dei prodotti italiani ci sia scritto Made in italy con un tricolore grosso così” ha affermato il leader della Lega. Peccato, però, che nelle stesse ore un’anticipazione di “Report” ha svelato che le divise della Polizia italiana vengono comprate dal ministero dell’interno (quello di Salvini) in Romania (secondo “Report” addirittura sarebbero vendute anche con una “cresta” dell’80%…). Ciò non toglie, però, che sulle etichette di quelle divise ci possa comunque essere un “tricolore grosso così” come auspica Salvini. Semplicemente, invece che bianco, rosso e verde, il tricolore sarà blu, giallo e rosso…

La profezia di Caressa e la vittoria dei situazionisti. Chi, come il giornalista di Sky Fabio Caressa, è davvero esperto di calcio, aveva capito subito quasi tutto su come sarebbe finito il quarto di finale di Champions tra Ajax e Juve. Al punto da lanciarsi, nel giorno del sorteggio, in un commento rassicurante che, di fatto, era al tempo stesso un pronostico inequivocabile. “Sono curiosissimo di vedere questa squadra che tutti dicono essere di fenomeni contro la concretezza dei bianconeri. Ajax – Juventus è questa divisione qua, i situazionisti, cioè quelli che parlano del grande gioco degli olandesi, e la Juventus che è un’altra cosa”. Nell’attesa di scoprire che cosa sia la Juventus, intanto hanno vinto i situazionisti…

Un primato lungo 48 ore per Ancelotti e il Napoli. Come avviene sempre nel nostro paese, l’eliminazione dalla Champions della Juventus è stata accolta con pacatezza dai tifosi delle altre squadre italiane. Su tutti, come sempre, i tifosi del Napoli che addirittura la sera di martedì hanno festeggiato con tanto di fuochi di artificio. Un’euforia che deve aver contagiato anche il solitamente misurato Carlo Ancelotti che il giorno successivo, nella conferenza stampa di presentazione del ritorno della sfida con l’Arsenal, ha dichiarato con orgoglio: “Il Napoli è l’unica squadra italiana rimasta in Europa”. Al di là del fatto che in realtà i partenopei erano stati eliminati dalla Champions da mesi (nel primo turno) e , di conseguenza, erano stati retrocessi in Europa League, il primato del Napoli è durato appena 48 ore, visto che la sera successiva l’Arsenal ha bissato la vittoria dell’andata, eliminando gli azzurri anche dall’Europa League.

Champions amara per la Juve: dopo l’eliminazione, la denuncia per stalking. Come era inevitabile, l’eliminazione della Juventus dalla Chiampions League ha scatenato l’ironia dei tifosi delle altre squadre italiane e del web. Tante le battute ironiche, alcune davvero molto divertenti. Su tutte che quella annuncia per la società bianconera ulteriori e inattesi problemi: “All’ennesimo “ci proveremo ancora” la Uefa Champions League ha deciso di denunciare la Juventus per stalking”.

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