Sicurezza delle scuole, il grande bluff…


Gli atti ufficiali del Comune confermano che, sulla scuola Don Giussani di Monticelli, non corrisponde al vero quanto dichiarato dal sindaco in Consiglio Comune. E che da dicembre 2018 il Comune è a conoscenza della grave situazione della Malaspina

Altro che al primo posto, come dicevano in campagna elettorale e come ripetono ad ogni occasione. Come per il predecessore Castelli e per la sua giunta, anche per il sindaco Fioravanti e per la sua amministrazione comunale la sicurezza delle scuole è, nella migliore delle ipotesi, all’ultimo posto. Chi da sempre (prima ancora del terremoto) si occupa di questa delicatissima e fondamentale questione e conosce nel dettaglio quanto è accaduto dal 2016 in poi lo aveva ampiamente capito da tempo.

Ora, però, ci sono gli atti e i documenti ufficiali del Comune che lo certificano, fotografando una situazione imbarazzante (per l’amministrazione comunale) e che definire preoccupante è un eufemismo. In larghissima parte determinata dalle scelte “dissennate” del precedente sindaco. A cui ora, però, si aggiungono gli errori e le omissioni dell’attuale primo cittadino e della sua amministrazione. Che non hanno avuto il coraggio di sconfessare chi li ha preceduti e, soprattutto, l’umiltà di cambiare radicalmente atteggiamento.

Così, per cercare di mascherare i danni provocati dal suo predecessore (e compagno di partito), Fioravanti ha provato a confondere le acque accusando genericamente e senza alcuna cognizione e fondamento il governo, la mancanza di fondi, la solita burocrazia. Ma quando dopo quasi 3 anni non si è stati neppure capaci di predisporre un progetto, quando invece di seguire la strada più semplice come tutti gli altri comuni, ci si infila in un vicolo cieco per portare avanti un improbabile (e confusionario) progetto dei privati.

Soprattutto quando non si ha neppure il coraggio di prendere i provvedimenti necessari per tutelare la sicurezza dei ragazzi, pur sapendo il rischio a cui vengono esposti, la burocrazia, il governo o chissà cos’altro non c’entrano nulla. Le responsabilità, gravissime, sono tutte dell’amministrazione comunale, quella passata soprattutto ma ora anche quella attuale. Come anticipato lo dicono in maniera inequivocabile gli atti comunali che confermano, ad esempio, che da almeno un anno e mezzo il Comune sa in che condizioni è la scuola Malaspina, ma anche che il piano di riqualificazione delle scuole è in alto mare e che, per inseguire un improbabile project financing, si è perso e si perderà ancora molto altro tempo.

Soprattutto, però, gli atti comunali confermano che, in merito alla scuola Don Giussani di Monticelli, quanto ha affermato dal sindaco Fioravanti nel corso del Consiglio comunale del 17 dicembre scorso non corrisponde al vero. Incalzato dal consigliere comunale Ameli, il primo cittadino aveva dichiarato che : “il Comune sta aspettando la validazione del progetto definitivo dell’Usr per dare finalmente il via all’appalto”.

Al di là del fatto che la gara si può svolgere solo dopo l’approvazione del progetto esecutivo (è grave se il sindaco non lo sa…), secondo quanto affermato da Fioravanti il progetto definitivo per l’adeguamento sismico del Don Giussani (inserito nell’ordinanza commissariale n. 33/2017 e finanziato con oltre 5 milioni di euro) era stato approvato ed era stato inviato dal Comune all’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usr) per ottenere il via libera. Nei giorni successivi lo stesso Ameli aveva evidenziato come, in realtà, all’Usr non era mai arrivato alcun progetto definitivo.

Cosa ora confermata dal dirigente Settore Edilizia – Attività Produttive – Ambiente che non solo smentisce clamorosamente il sindaco ma evidenzia come, in realtà, il progetto definitivo non è stato ancora neppure approvato dall’amministrazione comunale. Nella sua relazione il dirigente ripercorre l’iter “alla moviola” seguito dal Comune, per altro già ampiamente evidenziato nelle settimane scorse dall’articolo “Il giallo della scuola Don Giussani di Monticelli”.

Senza dilungarci ulteriormente, basterebbe pensare che sono dovuti passare ben 8 mesi tra l’indizione (determina n. 2629 del 14/9/2018) e la conseguente aggiudicazione della gara per l’affidamento dei servizi tecnici inerenti la progettazione definitiva dell’opera (determina n. 1417 del 22/5/2019). Secondo quanto scrive il dirigente, il gruppo di progettazione così incaricato il 28 novembre scorso ha consegnato gli elaborati del progetto definitivo stesso che sono stati trasmessi alla società a cui il Comune ha affidato (con determina n. 4156 del 19/12/2019) il servizio di validazione del progetto.

La predetta società di ingegneria – scrive il dirigente comunale – ha trasmesso il 10/01/2020 il documento di verifica preliminare del progetto definitivo suddetto. Tale documento il 22/01/2020 è stato inviato al gruppo di progettazione affinchè provveda ad adeguarlo rispetto alle criticità rilevate. Il termine indicato per provvedere a tale attività è stato indicato in 15 giorni dal ricevimento della comunicazione. Di seguito alla consegna degli elaborati integrativi del progetto detinitivo, si provvederà all’approvazione dello stesso ed alla trasmissione all’Usr”.

In altre parole il dirigente comunale svela che, quel progetto definitivo che secondo Fioravanti a dicembre era già al vaglio dell’Usr, in realtà ancora deve essere approvato. Solo dopo, ovviamente, sarà trasmesso a quell’ufficio (dovrebbe avvenire entro i primi 10 giorni di febbraio). Come scrive lo stesso dirigente, dopo l’approvazione dell’Usr, l’amministrazione comunale dovrà redigere e approvare il progetto esecutivo che poi “potrà essere posto a base di gara per l’affidamento dell’esecuzione dell’opera”.

In pratica bisognerà attendere ancora molti mesi prima che venga effettuata la gara stessa. Abbiamo già sottolineato come, degli altri 86 interventi approvati e finanziati dall’ordinanza commissariale 33/2017, 8 sono stati completati e 58 sono in corso (lavori partiti o comunque già appaltati). Al di là dei dati che inchiodano il Comune alle proprie responsabilità, però, la cosa più imbarazzante è che quella relazione conferma che ciò che ha ufficialmente dichiarato il sindaco in Consiglio Comunale non corrisponde affatto al vero. In altre luoghi più civili per una vicenda come questa il sindaco da un pezzo avrebbe rassegnato le dimissioni…

Per certi versi ancora più grave è, però, quanto è emerso dalle uniche due verifiche di vulnerabilità sismica effettuate nelle scuole cittadini. I cui risultati, secondo la relazione del dirigente comunale, sono in mano all’amministrazione comunale dalla fine del 2018 (per l’esattezza dal 27 dicembre). Da quella data, quindi, la passata amministrazione (e naturalmente ora anche quella attuale) è a conoscenza che nessuna delle due scuole è sicura, con la Borgo Chiaro che ha un indice di rischio di 0,60 e la Malaspina che addirittura ha un allarmante 0,30 (per essere considerata sicura una struttura deve avere indice di rischio 1).

In altre parole, nessuna delle scuole è per nulla sicura ma la situazione della Malaspina è di una tale gravità che sarebbe opportuno chiuderla immediatamente. Invece sia la precedente amministrazione comunale che quella attuale hanno ritenuto opportuno intervenire, lasciando che bambini e personale scolastico concludessero il precedente anno scolastico in quella struttura così a rischio. Un comportamento ai limiti dell’incoscienza, ai genitori di quei bambini e al personale scolastico non resta che incrociare le dita e affidarsi… a Sant’Emidio!

A completare un quadro semplicemente disarmante c’è, poi, il programma delle opere pubbliche per il 2020, approvato il 14 gennaio scorso con delibera n. 7, nel quale sindaco e assessori, probabilmente per “gonfiare” il numero degli interventi e il totale degli investimenti previsti, hanno voluto inserire tutti gli interventi sulle scuole. Così facendo, però, l’amministrazione comunale ha reso evidente lo stato confusionale in cui si trova e, soprattutto, il fatto che non ha la più pallida idea di come muoversi, con la conseguente certificazione ufficiale che l’attesa per quegli interventi sarà ancora molto lunga.

Infatti nell’indicare il livello di progettazione approvata per ogni intervento, per quanto concerne quelli sulle scuole l’amministrazione comunale conferma che siamo ancora solamente allo studio di fattibilità. Abbiamo l’esempio, poco edificante, della scuola Don Giussani che parla chiaro, in quel caso lo studio di fattibilità è stato approvato quasi 2 anni fa e, come abbiamo visto, ancora deve essere completata la fase di progettazione.

Ancora più interessante è l’indicazione che l’amministrazione comunale fornisce in merito alle fonti di finanziamento di quegli interventi. Perché fa correttamente riferimento all’ordinanza del Commissario Straordinario (la 56/2017) che ha stanziato i fondi. Però poi aggiunge che è “in fase di valutazione da parte dell’amministrazione comunale la volontà di adesione alla proposta di partenariato pubblico privato acquisita al protocollo in data 27/12/2018”.

Il famoso project financing che, dopo la bocciatura degli emendamenti al decreto sisma, di fatto è divenuto impraticabile (almeno così come è stato pensato). In altre parole è la conferma che al momento l’amministrazione comunale non sa che pesci prendere. Intanto studenti e personale scolastico continua e continuerà a frequentare strutture la cui sicurezza è optional. In un simile imbarazzante contesto, se (come appare chiaro) non ha il coraggio e la decenza di rassegnare le dimissioni, almeno sarebbe auspicabile che il sindaco la finisse di ripetere che “la sicurezza dei ragazzi è al primo posto”…

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