Re senza Corona: Jarno Saarinen


Un pilota che ha rivoluzionato il motociclismo, un grande talento mai del tutto sbocciato, un campione spezzato solo da un tragico incidente, Jarno Saarinen un motociclista così unico da essere ancora oggi nel cuore degli appassionati

Come può un pilota che ha corso soltanto tre gare in 500cc essere considerato uno dei più grandi, se non il più grande, a non aver mai vinto il titolo nella classe regina del motomondiale? È la storia di Jarno Saarinen, uno dei più grandi talenti degli anni ’70, un personaggio in pista e fuori, un grande campione che è dovuto soccombere al destino, che gli ha serbato una fine tragica in pista.

Saarinen non ha vita facile, orfano e con tre fratelli è costretto a lavorare sin da giovane nell’impresa di famiglia. Ben presto si appassiona alle moto e inizia a correre nel tempo libero. Senza la disponibilità economica Jarno può ben poco e deve accontentarsi di correre nei campionati finladesi. Dal 1961 al 1969 Saarinen vincerà ben sei titoli nazionali finlandesi. Da qui la decisione di provare a svoltare, iniziando a competere a livello internazionale.

È già dal 1968 che Saarinen tenta di sfondare nel motomondiale ma, senza grandi sponsor, tanto che deve farsi da meccanico da solo, corre solo poche gare e con moto poco competitive, non ottenendo risultati di rilievo. Il 1970 è l’anno della svolta. Saarinen si procura molti soldi, facendosi finanziare da alcune banche, che credono di prestargli denaro per l’università. Il finlandese riesce così ad essere competitivo e arriva quarto nella classe 250, portandosi a casa i primi podi di carriera.

Nel 1971 Saarinen ha una moto più competitiva, visto che i risultati della sua prima stagione completa nel motomondiale hanno attirato l’interesse della Yahama, che gli ha affidato una moto anche se non ufficiale. Il finlandese corre in due classi, la 250 e la 350. In entrambi le classi Saarinen se la deve vedere con grandi avversari. In 250 c’è Phil Read, già campione del mondo nelle classi minori e futoro campione anche in classe regina. In 350 c’è addirittura Giacomo Agostini, il più grande pilota di sempre, che è in uno dei momenti migliori della sua carriera.

Saarinen è forte ma non ha ancora l’esperienza per giocarsela con Agostini e Read. I due dominano la stagione nelle loro rispettive classi e si portano a casa il titolo. Saarinen però migliora di gara in gara e riesce a vincere tre gare, due in 350 e una in 250. Oltre alle vittorie il finlandese conquista vari podi e a fine anno è secondo in 350 e terzo in 250.

Saarinen sarebbe già pronto al debutto in classe regina ma decide di aspettare un altro anno. Il finlandese, che ha finalmente a disposizione la Yahama ufficiale, rimane in 250 e 350 per cercare di battere Read e Agostini. In 350 il duello tra l’italiano e il finlandese è serrato ma alla fine sarà Agostini ad avere la meglio, mentre Saarinen dovrà accontentarsi del secondo posto.

Diversa è la storia in 250. Read non ha una grande annata e non è mai competitivo per il mondiale. Saarinen però si trova di fronte un nuovo avversario, l’italiano Renzo Pasolini, che fino a metà stagione è in testa alla generale. Saarinen fa parlare molto di sé, saltando la gara sull’isola di Man per motivi di sicurezza. Il finlandese è criticato fortemente dalla stampa ma dimostrerà di aver avuto tristemente ragione quando il gran premio sarà funestato dalla morte di un pilota in 125.

Dal gran premio di Germania Saarinen inizia una furiosa rimonta. Al penultimo appuntamento della stagione, che si disputa nella sua Finlandia, ha un punto di vantaggio in classifica su Pasolini. Davanti al suo pubblico il pilota finlandese corre una gara perfetta e vince la corsa, mentre il rivale deve ritirarsi. Con questo risultato Saarinen vince il titolo in 250 e conquista ancora più fama, entrando a far parte dei piloti più celebri del circus.

Saarinen è un pilota molto particolare. Il fatto che ad inizio carriera sia stato costretto a farsi il meccanico da solo fa sì che non ci sia pilota più bravo di lui nel settare la moto. Il finlandese è molto intelligente, ha varie competenze in campo meccanico ed ingegneristico e riesce ad avere un buon rapporto con molti colleghi nel paddock.

Molti campioni dell’epoca, Agostini su tutti, avevano fama di essere dei gran donnaioli. Saarinen invece era famoso per il grande amore per la moglie Soili, donna intelligente e capace quanto il marito, che lo accompagnava ad ogni gara. Saarinen è anche un pilota molto attento alla sicurezza e si rifiuta di correre su piste pericolose, come sulla già citata isola di Man.

Saarinen aveva uno stile di guida particolare ed innovativo. Il finlandese guidava con il torace appena sopra al serbatoio del gas della moto e in curva spostava il corpo verso l’interno facendo sporgere il ginocchio. Lo stile di guida di Saarinen, all’epoca inusuale, non è molto diverso da quello usato anche oggi dalla maggior parte dei piloti. Il finlandese non è stato il primo a guidare in questo modo ma è colui che lo ha reso popolare.

Tutte queste caratteristiche rendono Saarinen unico e il finlandese viene osannato dalla stampa e dai tifosi. Anche in Italia, nonostante ci siano Agostini e Pasolini, Saarinen ha conquistato una buona fetta di pubblico, tanto che il nome Jarno spopolerà negli anni successivi, tra i più famosi a portarlo il pilota di Formula 1 Trulli.

Vinto il titolo in 250 è il momento del grande salto. Il finlandese firma un biennale con Yahama per correre in 500, la classe regina, e in 250. Saarinen ha un solo scopo: vincere quattro titoli in due anni per poi ritirarsi in grande stile. Nella classe di mezzo l’unico che sembra in grado di fermare Saarinen è Pasolini, ma l’italiano è costretto a saltare alcune gare ad inizio stagione e il finlandese vince le prime tre dell’anno e va in fuga in classifica. In 500 però il livello davanti è altissimo. Saarinen e la Yahama devono vedersela con le fortissime MV Augusta. La casa italiana vuole vincere il titolo e ha gli unici due piloti in grado di fermare il finlandese: Agostini e Read.

Il debutto di Saarinen in 500 ha del clamoroso. Il finlandese vince alla prima gara in classe regina. Alla seconda gara fa meglio ancora, vincendo dalla pole. Alla terza gara sono solo dei problemi tecnici a fermare Saarinen, che aveva conquistato un’altra pole. In ogni caso il finlandese è in testa alla generale davanti a Read, mentre Agostini è già staccatissimo. La Yahama sembra la moto migliore e Saarinen è sicuramente il pilota più in forma, il 1973 sembra il suo anno.

A Monza però Saarinen va incontro al suo triste destino. Jarno è ancora una volta imbattibile e fa la pole sia in 250 che in 500. La domenica la prima delle due gare ad essere disputata è quella della 250. Il finlandese è saldamente in testa al mondiale, mentre per Pasolini, che rientra proprio a Monza, è già una gara decisiva. L’italiano supera il rivale al via ma, mentre imposta il curvone, perde la moto e prende in pieno le barriere a bordo del circuito. La moto rimbalza e torna in pista, centrando in pieno Saarinen, che non può nulla per evitarla.

È la più grande tragedia nella storia del motociclismo. Sia Saarinen che Pasolini muoiono sul colpo e per loro non c’è nulla da fare. Per il motomondiale è una perdita senza precedenti, che darà il via a molti cambiamenti in tema di sicurezza. Per gli appassionati ci vorrà molto tempo per riprendersi da una simile tragedia e sia Saarinen che Pasolini sono ancora nei cuori dei tifosi.

Finisce così, nel peggiore e più triste dei modi, la storia di un grande pilota e di un grandissimo uomo. Una persona capace, pur nella brevità della sua carriera, di segnare per sempre lo sport in cui ha corso e di rimanere impressa al grande pubblico, il più grande motociclista finlandese di sempre, Jarno Saarinen. (DDS)

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