Caos a corso Mazzini tra inagibilità “a scoppio ritardato” e clamorosi gesti di protesta


Proprio mentre il sindaco finalmente ha emesso l’ordinanza di evacuazione di palazzo Saladini arriva il clamoroso gesto di protesta dei residenti della zona che, esasperati dalla mancanza di posti auto, rimuovono le transenne e tornano a parcheggiare sotto il palazzo

Quello che sta accadendo a corso Mazzini in merito alla situazione di palazzo Saladini è l’emblema della confusione che regna sovrana nel post terremoto nel capoluogo piceno. Ma anche di come in alcune zone della città l’esasperazione sia ai massimi livelli, con tutti i rischi che ciò comporta.

Lunedì  9 ottobre è arrivata l’ordinanza sindacale (la n. 1271) che, sulla base della scheda fast, ordina l’immediata evacuazione dell’immobile. “Dal sopralluogo effettuato dai sopracitati tecnici della Protezione Civile – si legge nel documento istruttorio allegato all’ordinanza – è emerso che l’intero edificio sito in corso Mazzini n. 228 risulta non utilizzabile e pertanto si configura una circostanza di pericolo per la pubblica e privata incolumità che impone l’adozione di un’ordinanza con la quale va ingiunto ai proprietari di evacuare da persone l’intero edificio”.

Sempre il documento istruttorio ci ricorda anche che il sopralluogo è stato effettuato giovedì 28 settembre, un anno e un mese dopo la prima violenta scossa di terremoto del 24 agosto, 11 mesi dopo quella di fine ottobre. Nulla di particolarmente strano, sappiamo che questa è la situazione ad Ascoli, dove ancora non sono terminati i sopralluoghi e dove (per svariate ragioni e per responsabilità da dividere tra i vari enti) si è proceduto con estrema, esasperante lentezza. Peccato, però, che palazzo Saladini fosse in quello stato era ampiamente noto da tempo.

Lo avevamo anticipato il 25 settembre scorso, nell’articolo “Palazzo Saladini a rischio, caos a corso Mazzini”, raccontando come i residenti della zona fossero quasi casualmente venuti a conoscenza della situazione. Per l’esattezza la sera precedente, domenica 24 settembre, quando, in seguito ad una segnalazione, erano arrivati sul posto i vigili del fuoco, chiamati perché dal tetto del palazzo era volato via un telone della copertura. I vigili, saliti sul tetto con una grande scala, avevano però verificato una situazione di pericolo. Di conseguenza avevano chiamato la polizia municipale per far transennare la zona, ordinando l’immediata rimozione delle auto parcheggiate proprio in quel lato, sotto palazzo Saladini.

In realtà gli stessi vigili del fuoco avevano rivelato ai residenti che la situazione di pericolo del palazzo fosse cosa nota, che loro stessi da tempo avevano segnalato al Comune che la situazione era critica. Inevitabilmente nell’articolo, sulla base delle affermazioni fatte dai vigili del fuoco, ci eravamo chiesti “perché si è lasciato passato tutto questo tempo, perché l’amministrazione comunale non è immediatamente intervenuta non appena venuta a conoscenza della situazione”. E, guarda il caso, tre giorni dopo la pubblicazione di quell’articolo ecco che finalmente è stato effettuato l’atteso sopralluogo nello storico palazzo che, poi, ha dato origine all’ordinanza del sindaco di lunedì scorso (9 ottobre). Che, ironia della sorta, è arrivata proprio nei giorni in cui l’esasperazione dei residenti della zona è arrivata al culmine ed è sfociata in un clamoroso gesto.

Come avevamo sottolineato nell’articolo del 25 settembre, il transennamento del lato del palazzo e il conseguente divieto di parcheggio ha peggiorato una situazione già di per se critica. I residenti della zona da sempre hanno il grandissimo problema dei parcheggi, in pratica pagano il permesso auto alla Saba pur non disponendo di sufficienti spazi di sosta. Si tratta di un problema che si trascina da tempo ma che negli ultimi mesi è sensibilmente peggiorato. E, prima ancora dell’intervento dei vigili in quella sera del 24 settembre, gli stessi residenti erano pienamente consapevoli che la situazione si sarebbe ulteriormente complicata, visto l’imminente avvio dei lavori in via Alamanni, con la conseguente chiusura della via stessa.

Certo non che la possibilità di parcheggiare nel lato di palazzo Saladini risolveva il problema ma, quanto meno, c’era qualche posto auto in più a loro disposizione. Che da quella domenica di fatto è scomparso, complicando ulteriormente e notevolmente una situazione già critica. Vista l’emergenza i residenti si attendevano almeno un intervento, un interessamento dell’amministrazione comunale. Tra l’altro la soluzione, semplice, a portata di mano e senza dover fare nulla di particolare, c’è: il parcheggio di palazzo Colucci. Il problema è che quello da sempre è inspiegabilmente un parcheggio riservato ai dipendenti comunali.

Che non solo possono godere di un inammissibile e inspiegabile privilegio di cui non avrebbero alcun diritto ma, come se non bastasse, non possono in alcun modo dividerlo con altri. Si sperava (non troppo, per la  verità) in un gesto di coraggio del sindaco, di un segnale da parte del primo cittadino che avrebbe potuto convincere la “casta” dei dipendenti comunali quanto meno a condividere con gli sfortunati residenti della zona il proprio privilegio. Invece nulla, da quella domenica 24 settembre quando è stata transennata la zona sono passati 15 giorni senza che nulla cambiasse.

Così, proprio mentre il sindaco emetteva l’ordinanza su palazzo Saladini, mercoledì sera 11 ottobre improvvisamente le transenne sono state spostate e accantonate (come si vede nella foto ad inizio articolo) e sotto il palazzo sono tornate le auto parcheggiate. Chissà se almeno ora, dopo questo gesto clamoroso, il sindaco e l’amministrazione comunale decideranno finalmente di occuparsi del problema…

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