Passo indietro della Regione, niente pista ciclabile con i fondi degli sms solidali


Il presidente Ceriscioli accoglie le richieste dei comitati e dei cittadini, i 5,5 milioni di euro inizialmente destinati alla pista ciclabile saranno utilizzati per le scuole e per il recupero del municipio di Arquata

Lo abbiamo pesantemente criticato solo poche ore fa, per la vicenda dell’utilizzo dei fondi  degli sms solidali destinati alle Marche. Ora, però, è giusto fare il doveroso plauso al presidente della Regione Ceriscioli e alla sua giunta regionale che hanno deciso di fare un importante (anzi due) passo indietro. La notizia, anticipata sui social dal vicepresidente Anna Casini, è divenuta ufficiale pochi minuti fa. I fondi degli sms solidali non verranno utilizzati per la famosa pista ciclabile Sarnano-Civitanova.

Non solo, i 5,5 milioni originariamente destinati a quell’opera saranno utilizzati per le scuole e per il recupero del municipio di Arquata del Tronto. Davvero meglio di così non poteva concludersi questa vicenda, non solo è stato evitato che quei fondi finissero su un’opera che poco o nulla c’entra con il terremoto ma è stato sanato anche l’altro grande paradosso, cioè il fatto che neppure un euro dei 17 milioni destinati alle Marche con gli sms solidali finisse ad Arquata. Se, poi, aggiungiamo che parte di quei fondi verranno utilizzati per le scuole, bisogna davvero fare i complimenti alla Regione che ha avuto il coraggio e l’accortezza di invertire la rotta.

 “Il gesto della donazione è una scelta preziosa e importante che la politica e le istituzioni hanno il dovere di preservare. Per questo la cabina di coordinamento per evitare ogni polemica o dubbio sull’utilizzo di questi fondi ha deciso di finanziare la ciclovia con le risorse strutturali europei. I 5 milioni verranno utilizzati per le scuole e il recupero del municipio di Arquata del Tronto come simbolo del ricordo, della ricostruzione e della rinascita dal terremoto” la dichiarazione del presidente della Regione Ceriscioli riportata da quel comunicato stampa.

E’ da apprezzare, lo avevamo sottolineato nel nostro precedente articolo (“Sms solidali, migliaia di firme contro la pista ciclabile”), anche il riferimento che il presidente fa al gesto della donazione come “scelta preziosa e importante che la politica e le istituzioni hanno il dovere di preservare” e che, invece, per come erano state fatte le cose rischiava di essere pesantemente mortificata. Alla fine, comunque, è importante che si sia riusciti ad ottenere questo importante risultato. Grazie sicuramente  alla mobilitazione dei comitati, all’impegno concreto di diversi cittadini, ai tanti che in poco tempo hanno firmato la petizione, a quegli organi di informazione che in queste 24 ore hanno sostenuto e dato linfa alla giusta protesta dei cittadini.

Ma anche grazie alla disponibilità e al comportamento della Regione. Capita così di rado, nel mondo politico italiano ma anche locale, che un amministrazione abbia il coraggio di fare un passo indietro, di tornare sui suoi passi di fronte ad una decisione che scontenta così palesemente i cittadini. La Regione e il presidente Ceriscioli lo hanno fatto e bisogna riconoscere loro questo grande merito. Una conclusione che dovrebbe lasciare quasi tutti contenti. Forse tra i pochi a non esserlo c’è il sindaco Castelli che, proprio poco prima del comunicato stampa del presidente Ceriscioli, in una dura nota aveva attaccato la Regione.

Naturalmente prima di farlo (la vicenda degli sms solidali non è certo di oggi) ha aspettato di vedere quale fosse il sentimento popolare. Per esprimere il proprio dissenso, in realtà, avrebbe avuto a disposizione l’importante assemblea dei sindaci della provincia di Ascoli che si è svolta ieri pomeriggio e nel corso della quale, oltre il piano delle donazioni, è stato approvato anche il piano regionale delle opere pubbliche prioritarie. Che, per giunta, destina ben 12 milioni di euro proprio per le scuole del capoluogo piceno che, guarda il caso, il primo cittadino e la sua amministrazione comunale hanno così clamorosamente trascurato in questi anni.

Peccato però che il sindaco Castelli in quel contesto istituzionale, dove avrebbe potuto  e avrebbe dovuto far sentire la sua voce, non si è neppure presentato. “Latitante” ieri sera, avrebbe fatto meglio a tacere oggi pomeriggio. Non ha resistito ed è dovuto intervenire. Purtroppo per lui, però, la successiva evoluzione della vicenda ha trasformato quell’intervento in un clamoroso e imbarazzante autogol.

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