Caos in Comune, la mano destra non sa cosa fa quella sinistra…


La convenzione per il Del Duca è l’emblema della confusione che caratterizza il Comune, tra date discordanti di “appena” 348 giorni e incertezza su chi deve fare e chi deve pagare determinati interventi. Solo sugli ingressi gratis allo stadio non ci sono dubbi

Lo avevamo anticipato due settimane fa (“Dalla fossa dei leoni allo stadio caricatura: c’era una volta il Del Duca”). Ora è arrivata la conferma ufficiale da parte del Comune stesso, con la pubblicazione, sull’albo pretorio on line, della determina  n. 917 del 19 giugno scorso (“Convenzione per concessione stadio comunale Cino e Lillo Del Duca alla società Ascoli Picchio. Approvazione schema”).

La nuova tribuna est, quella che, ritardo dopo ritardo, rinvio dopo rinvio, doveva essere pronta e consegnata all’Ascoli Picchio a gennaio 2017 (per essere fruibile in tutto il girone di ritorno) sarà pronta entro il 30 giugno 2018. Si, avete letto bene, nella migliore delle ipotesi la nuova struttura sarà a disposizione dell’Ascoli un anno e mezzo dopo una delle tante scadenze fissate, non si capisce con quale criterio, dall’amministrazione comunale.

Per la verità neppure quella data è da considerare certa, visto che nell’art. 3 della convenzione (lo stesso in cui viene indicata la data di consegna) viene anche stabilito che, in caso di ulteriore slittamento, scatterebbe la revisione del canone concessorio, attualmente fissato a 120 mila euro complessivi (quindi 60 mila euro all’anno). Senza parole, ci piacerebbe poter guardare negli occhi il sindaco Castelli o l’assessore allo sport Brugni mentre ripetono quello che da mesi scrivono in post e comunicati stampa, cioè che questo incredibile ritardo, questi continui slittamenti  sono stati causati soprattutto dal terremoto.

Uno dei tanti paradossi di questa interminabile telenovela è che, mentre sindaco e assessore si nascondono dietro questo improponibile paravento, gli atti e i dirigenti comunali ufficiali li smentiscono clamorosamente e raccontano tutta un’altra storia. C’è, ad esempio, la risposta scritta ad un’interrogazione del consigliere comunale Ameli nella quale  il dirigente comunale del Settore Progettazione e Gestione evidenzia come inizialmente il termine ultimo di consegna dei lavori (naturalmente dopo i ripetuti slittamenti precedenti) era stato fissato al 1 settembre 2016. Il terremoto c’è stato il 24 agosto, cioè ad una settimana da quella scadenza, quindi quando i lavori dovevano essere praticamente completati.

Nel meraviglioso e fantastico mondo del sindaco Castelli e della sua “sgangherata” amministrazione, invece, può accadere che, per magia, quei 7 giorni diventino improvvisamente 2 anni. Ironia a parte, sappiamo bene che quando è arrivata la tremenda prima scossa in realtà i lavori alla tribuna est erano in alto mare, non era ancora stata installata neppure l’impalcatura dove in questi giorni si sta terminando di inserire i gradoni. Di conseguenza anche un bambino capirebbe che quella raccontata da sindaco e assessore è una banale e patetica giustificazione, assolutamente e completamente infondata.

Ma ora a questa vicenda, che assomiglia sempre più ad una surreale barzelletta, si aggiunge un nuovo (e se possibile più paradossale) capitolo. La determina n.917, con la contestuale approvazione dello schema di convenzione da siglare con l’Ascoli Picchio, è stata approvata il 19 giugno. Come abbiamo visto all’art. 3 di quella convenzione, siglata dal dirigente comunale Gestione Patrimonio, viene sancito ufficialmente che la nuova tribuna dovrà essere consegnata “entro e non oltre il 30 giugno 2018”.

Appena tre giorni dopo, però, nella risposta scritta all’interrogazione di Ameli, il dirigente comunale del Settore Progettazione e Gestione OO.PP. afferma categoricamente che “il termine ultimo previsto per la consegna dei lavori è il 17 luglio 2017”. In pratica una leggera discrepanza di appena… 348 giorni, poco meno di un anno, rispetto a quanto sancito nella determina n.917. Le date dei due atti ufficiali comunali parlano chiaro, ci sono appena 3 giorni di differenza tra la determina (19 giugno) e la risposta all’interrogazione di Ameli (22 giugno).

Naturalmente non serve neppure chiedersi a quale delle due scadenze bisogna dar credito (i fatti parlano chiaro, devono  ancora essere affidati i lavori per il terzo stralcio…). Quel che è importante sottolineare è che siamo di fronte all’ennesima dimostrazione della confusione che regna sovrana all’interno dell’amministrazione comunale, dove la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra. Ma si può amministrare la cosa pubblica con questo pressapochismo, con questa superficialità? Tornando alla convenzione, la confusione non riguarda solo la data di consegna della tribuna est.

Nell’art. 5 si stabilisce che gli interventi di manutenzione ordinaria spettano alla concessionaria ( l’Ascoli Picchio) e quelli di manutenzione straordinaria al concedente (il Comune). “Nel caso in cui la concessionaria intenda effettuare lavori di manutenzione straordinaria – si legge sempre nell’art. 5 – gli stessi dovranno essere preventivamente autorizzati dal conducente. In particolare si fa riferimento ai lavori evidenziati  nella deliberazione di Giunta Comunale richiamata in premessa( la n. 96 del 19 giugno)  ed afferenti gli improrogabili interventi finalizzati ad un funzionale utilizzo del settore Tribuna Ovest, settore considerato strategico per motivazioni tecnico-organizzative (in particolare per l’annata calcistica 2017/2018 nella quale non potrà ancora essere utilizzata la tribuna Est coperta)”.

Nel proseguo dell’art. 5 vengono anche indicati quali sono i lavori da effettuare con urgenza (“impermeabilizzazione gradinata tribuna ovest, fornitura e posa in opera di seggiolini qualora non siano recuperabili quelli già in uso”), che dovrebbero partire nei prossimi giorni perché c’è il rischio che le infiltrazioni d’acqua possano penetrare nello spogliatoio. Ricapitolando, quindi, l’art. 5 sancisce che la manutenzione straordinaria spetta al Comune.

Però, nello stesso articolo, proprio il Comune indica all’Ascoli Picchio quali sono gli interventi di manutenzione straordinaria che deve fare con urgenza, prevedendo anche il costo approssimativo dell’intervento stesso (non inferiore a 100 mila euro). Viva la coerenza e la chiarezza… Va, inoltre, aggiunto che nulla, però, viene detto sull’eventuale rimborso all’Ascoli stessa del costo di quegli interventi che, da convenzione, spetterebbero al Comune. Qualcosa di più, in proposito, viene detto nella delibera n. 96 nella quale si stabilisce che “si valuterà il riconoscimento delle spese sostenute per l’espletamento di tali opere, sulla base della funzionalità delle stesse all’utilizzo e al miglioramento dell’impianto anche dal punto di vista patrimoniale, nonché della loro congruità”.

Nessun riferimento né nella delibera né nella convenzione, invece, alla copertura della tribuna ovest. Questo significa che la nuova stagione agonistica inizierà come era finita l’ultima, cioè con la copertura della tribuna ovest parzialmente tagliata e, di fatto, i seggiolini delle ultime file della tribuna stessa inutilizzabili. Un bel problema per la campagna abbonamenti dell’Ascoli Picchio.

Da segnalare, infine, come nella convenzione, oltre a riservarsi l’utilizzo gratuito dello stadio per manifestazioni sportive e non “per un massimo di 5 giornate annue”, il Comune si preoccupa anche e soprattutto di riservarsi l’uso esclusivo di 26 posti in tribuna ovest (di cui 3 in tribuna d’onore), con la possibilità ”per un numero massimo annuo di 4 eventi calcistici di chiedere un quantitativo ulteriore di posti non superiore a 10”.

La confusione regna sovrana in Comune ma, quando c’è da far valere uno dei privilegi tipici della “casta” (l’ingresso gratuito), d’incanto torna la lucidità. E quanto all’amministrazione comunale interessi questo particolare privilegio è dimostrato dal fatto che viene sancito all’art. 1 della convenzione stessa.

Segno evidente che si può essere superficiali e poco chiari su tutto, si può fare confusione sulle date di consegna della nuova tribuna est e su chi e come deve pagare determinati lavori. Ma sui privilegi della casta non si scherza e non sono ammesse indecisioni…

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