Incubo retrocessione, serve un miracolo per salvare l’Ascoli


A Palermo, in una partita da vincere per essere padroni del proprio destino (almeno in chiave playout) l’Ascoli tradito da quello che fino ad ora era stato il reparto più affidabile, la difesa. Il pareggio nel recupero di Caligara serve solo a regalare qualche timida speranza in più…

Siamo nelle mani di Brescia e Feralpi, sempre ammesso che i bianconeri riescano a superare il Pisa al Del Duca. Dopo i risultati della 37^ giornata, con la vittoria nel finale della Ternana contro il Catanzaro e i pareggi di Spezia, Bari e Ascoli, la formazione di Carrera non solo non ha più la possibilità di centrare la salvezza diretta ma, soprattutto, non è più padrona del proprio destino anche in chiave playout. Deve vincere contro i toscani e sperare che almeno una tra Ternana (in trasferta contro il Feralpi già matematicamente retrocesso) e il Bari (in casa contro il Brescia sicuro di giocare i playoff) non vinca.

Con la disperazione di chi fino alla fine non vuole credere al peggio ci si può attaccare alla magia di Caligara nel recupero che ha regalato una minima possibilità in più (se l’Ascoli avesse perso alla Ternana sarebbe bastato il pareggio per non farsi raggiungere dai bianconeri), al fatto che in fondo il Brescia avrebbe interesse a giocare la partita a Bari perché potrebbe conquistare quel sesto posto che regala un vantaggio nel primo turno dei playoff. O, più genericamente, che nel calcio è accaduto spesso che partite che sembravano scritte poi hanno generato risultati sorprendenti e che, comunque, quando non esistono gare facili quando si deve vincere a tutti i costi. Realisticamente, però, è innegabile che purtroppo l’Ascoli ha un piede e mezzo in LegaPro e che ritrovare i bianconeri a giocare i playout sarebbe onestamente una grandissima sorpresa.

La formazione di Carrera dovrà comunque fare il suo, cioè battere un Pisa che si presenterà al Del Duca senza più obiettivi di classifica, quanto meno per non allungare la serie di rimpianti. Restando solo alle ultime partite, il rigore fallito da Nestorovski contro il Modena al Del Duca, la sconfitta contro il Cosenza in una partita in cui l’Ascoli ha creato tantissime opportunità da gol per conquistare almeno quel pareggio che, alla luce della classifica attuale, avrebbe radicalmente cambiato il destino dei bianconeri. Qualche rimpianto lascia anche la partita di Palermo, nonostante che in fondo la formazione di Carrera ha evitato la sconfitta solo nel recupero e solo grazie alla gran giocata di Caligara.

Però, quasi per coronare una stagione davvero “maledetta”, è davvero paradossale che in una partita decisiva che bisognava cercare di vincere, a “tradire” l’Ascoli sia stato quello che indiscutibilmente era il reparto più affidabile, la difesa. Che, proprio nel giorno in cui, in un modo o in un altro, i bianconeri sono riusciti a segnare due reti, ha regalato in maniera imbarazzante due gol agli avversari, rischiando di regalarne altri due. E, ironia della sorte, uno dei principali responsabili degli “strafalcioni” commessi dalla retroguardia bianconera in occasione dei due gol è stato proprio quel Botteghin indiscutibilmente il miglior giocatore della rosa bianconera che, per altro, con il suo gol nel finale a Terni sembrava poter condurre la squadra almeno a giocare i playout. Troppo morbido e indeciso il difensore brasiliano in entrambi i gol, con il resto della retroguardia che ha poi completato l’opera permettendo a Brunori e Soleri di segnare facilmente.

In realtà, pochi minuti dopo l’1-0, la difesa bianconera ha servito su un piatto d’argento a Diakitè il pallone del raddoppio, fortunatamente fallito dall’esterno rosanero. E nel finale di gara, con i bianconeri sbilanciati in avanti alla ricerca del pareggio, una clamorosa “papera” di Vasquez stava per regalare il 3-1 ai padroni di casa, con il palo a salvare il portiere bianconero.

Per andare a caccia di quella vittoria che avrebbe permesso all’Ascoli di essere padrone del proprio destino nell’ultima giornata di campionato (almeno in chiave playout), Carrera ha provato a rivoluzionare la squadra, inserendo Celia a sinistra, spostando Zedadka in avanti, con Caligara dietro all’unica punta Tarantino, e scegliendo Valzania per affiancare Di Tacchio in mezzo al campo. Purtroppo, però, il gol subito dopo meno di 2 minuti ha stravolto ogni piano tattico e messo la partita subito in salita per i bianconeri e in discesa per i padroni di casa, reduci da una serie di sconfitte e contestati dai tifosi.

Sicuramente ancora molto deludente la prova di Valzania, mentre Zedadka ha purtroppo confermato la sua insussistenza, l’incapacità di incidere e di trovare qualche giocata decisiva. Per altro in questa occasione, schierato più avanti, non aveva l’incombenza di preoccuparsi di difendere e, quindi, era più libero di cercare spunti vincenti e determinanti in fase offensiva. Non ha inciso in maniera significativa, ma non gli si poteva chiedere molto di più, il giovanissimo Tarantino che, comunque, ha almeno il merito di aver partecipato all’azione del primo pareggio dell’Ascoli, arrivata grazia ad un perfetto cross di Celia che ha confermato di essere praticamente l’unico nella rosa bianconera in grado di crossare adeguatamente, anche se ha palesato qualche incertezza in fase di copertura.

Nella ripresa, poi, vista la situazione disperata Carrera ha gettato nella mischia tutti gli attaccanti che aveva a disposizione e Masini (al posto di uno spento Di Tacchio). Ma, pur pressando e chiudendo il Palermo nella propria tre quarti, i bianconeri non sono riusciti a costruire grandi occasioni. Quella più importante l’ha avuta sui piedi Nestorovski che però, contrastato da un avversario, non è riuscito ad angolare adeguatamente la conclusione, consentendo al portiere palermitano di respingere. Nel finale un paio di spunti interessanti di D’Uffizi potevano essere sfruttati meglio ma, in sostanza, senza l’invenzione di Caligara i bianconeri sarebbero tornati dalla Sicilia con una nuova sconfitta. Che, come anticipato, avrebbe solo di poco peggiorato una situazione comunque ora quasi disperata.

Naturalmente l’ambiente dei tifosi bianconeri, con la retrocessione ad un passo, è in forte fibrillazione e monta la contestazione contro la squadra ma, più ancora, contro la società e patron Pulcinelli. Ci sarà tempo e modo per farlo quando il destino dell’Ascoli sarà compiuto e, se davvero dovesse essere LegaPro, potrebbero aprirsi scenari ancora più preoccupanti. Fino a venerdì sera, però, è comunque il caso di restare al fianco della squadra e provare a spingerla verso la vittoria contro il Pisa, sperando che a Bari o a Piacenza (dove gioca il Feralpi) si verifichi il “miracolo”. Poi, se così non dovesse essere, inevitabilmente si aprirà un periodo buio e preoccupante per la storia dell’Ascoli calcio…

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