La “rivincita” di Botteghin rilancia le speranze salvezza dell’Ascoli


Il brasiliano è per distacco il migliore giocatore dell’Ascoli ma era stato mandato in panchina da Castori e poi si era fermato per problemi fisici. Il suo gol al 90° potrebbe cambiare il campionato dell’Ascoli che ha 3 partite per conquistare un’insperata salvezza diretta

Non sono più necessarie le elezioni del prossimo giugno, Ascoli ha già trovato il suo sindaco: Eric Botteghin. Al ritorno in campo dopo una lunga assenza per problemi fisici, gli sono bastati pochi minuti per cambiare, si spera definitivamente, le sorti dell’Ascoli. La sua deviazione di testa a pochi secondo dal 90°, sul tiro impreciso di Bellusci, ha trasformato quello che sembrava essere il quarto 0-0 consecutivo in una vittoria che definire preziosa è decisamente riduttivo e che indiscutibilmente consente ai bianconeri di affrontare le ultime 3 decisive giornate di campionato con prospettive decisamente differenti e sicuramente migliori.

Quella di Terni era quasi l’ultima spiaggia per l’Ascoli, praticamente obbligata a vincere (anche se poi i risultati della giornata avrebbero comunque lasciato in vita le speranze anche in caso di pareggio) e ancora una volta sembrava inevitabile l’ennesimo pareggio, con annessi i soliti rimpianti. Scacciati via da quel colpo di testa vincente di quello che, per distacco, è il miglior giocatore dei bianconeri ma che, incredibilmente, era stato mandato in panchina da Castori. Carrera, da quando è sulla panchina bianconera, non lo aveva mai avuto a disposizione, fermo ai box per problemi fisici. Tornato a disposizione in settimana, comprensibilmente l’allenatore bianconero non l’ha rischiato dall’inizio, l’ha portato in panchina, gettandolo nella mischia nella parte finale di gara. Poco meno di 20 minuti (recupero compreso), sufficienti per siglare il gol che potrebbe rappresentare la decisiva svolta. Botteghin a parte va comunque sottolineato che, nel complesso, la vittoria dell’Ascoli è sostanzialmente meritata.

Perché i bianconeri hanno fatto di più e hanno cercato il successo con maggiore determinazione, hanno sicuramente costruito molto più della formazione di Breda che, si è capito anche dallo schieramento iniziale, puntava soprattutto a non perdere. Certo, poi l’Ascoli deve comunque ringraziare Casasola che, nell’unica vera occasione costruita dai padroni di casa (per altro in contropiede), a poco più di un quarto d’ora dalla fine ha avuto sui piedi il pallone del vantaggio. L’esterno rossoverde, però, tutto solo nell’area piccola, incredibilmente è riuscito a non segnare, centrando in pieno il palo. Quello è stato lo “sliding doors” della partita e, forse, del campionato dell’Ascoli. Perché se Casasola avesse segnato (e davvero era più difficile sbagliare che fare gol…), probabilmente la Ternana avrebbe vinto la partita e i bianconeri avrebbero compiuto un passo forse decisivo verso la LegaPro.

E’ anche vero, comunque, che un non errore non meno clamoroso l’aveva commesso, a fine primo tempo, anche Vaisanen che era riuscito a mandare alto, da dentro l’area piccola, un pallone che doveva solo essere spinto in rete. Ma, se per la Ternana quella, sicuramente clamorosa, di Casasola di fatto è stata l’unica vera occasione di tutta la partita, l’Ascoli aveva costruito altre occasioni, un paio anche molto nitide e clamorose (ad inizio partita con Zedadka che non aveva servito Duris tutto solo in area, a metà ripresa con Pablo Rodriguez che aveva calciato addosso al portiere), più qualche altro potenziale pericolo non concretizzato per le solite imprecisioni nell’ultimo passaggio.

Rispetto al pareggio casalingo contro il Modena Carrera al “Liberati” ha operato diversi cambi. Soprattutto ha rivoluzionato il centrocampo, con l’inserimento di Valzania e Caligara per Masini e Giovane, mentre in avanti ha scelto Duris per fare coppia con Nestorovski. Un tentativo di dare un po’ più di qualità al gioco offensivo bianconero che, in effetti, qualche risultato l’ha prodotto, grazie soprattutto ad alcune verticalizzazioni e qualche bella giocata di Caligara. Sicuramente a tratti si è visto un gioco un po’ più fluido, condizionato, però, dai soliti limiti ampiamente noti di questa squadra, con gli esterni (Falzerano e Zedadka) sicuramente molto dinamici e generosi ma incapaci di produrre una giocata decisiva, e i due attaccanti ancora una volta inconsistenti (soprattutto Duris che praticamente non si è mai visto).

Pur con questi limiti, è stato comunque l’Ascoli a provare a fare la partita, con la Ternana che nel primo tempo almeno provava a controbattere, senza però mai impensierire realmente l’attenta difesa bianconera. Non che la formazione di Carrera abbia costruito molto di più, ma è innegabile che le uniche vere occasioni da gol le hanno avuto i bianconeri. Dopo una decina di minuti grazie ad un’improvvisa verticalizzazione di Caligara, che ha trovato completamente impreparata e aperta la difesa umbra, malamente sprecata da Zedadka che non ha servito Duris tutto solo in area, finendo poi per scivolare e non concludere neppure in porta. Nel recupero, poi, la clamorosa occasione fallita da Vaisanen già descritta.

Nella ripresa si è accentuata la pressione dell’Ascoli che ha anche confezionato alcune buone azioni in verticale, vanificate dall’errore nell’ultimo passaggio prima da parte di Caligara, poi da parte di Zedadka che, quasi a metà ripresa, ha concluso troppo centralmente un’altra buona azione bianconera. Gli ingressi di Masini (per Valzania), Celia (per Zedadka) e il cambio dei due attaccanti, Pablo Rodriguez e il giovanissimo Tarantino per Duris e Nestorovski, hanno dato ulteriore linfa al gioco offensivo dell’Ascoli, anche se, come detto, poco prima della mezzora la Ternana in contropiede ha avuto con Casasola la palla del vantaggio. Subito dopo proprio i due attaccanti subentrati hanno costruito la terza grande opportunità da gol, con Tarantino bravo a servire a centro Pablo Rodriguez che però ha concluso addosso al portiere.

L’Ascoli ha avuto il merito di crederci fino alla fine, ottenendo pochi secondi prima del novantesimo il meritato premio con il gol di Botteghin. Che cambia decisamente la classifica dei bianconeri che abbandonano il terzultimo posto in classifica (che vuol dire retrocessione diretta in LegaPro), ora occupato dal Bari a 36 punti. Un punto più su c’è il terzetto che comprende l’Ascoli, la Ternana e lo Spezia, mentre il Cosenza ha allungato e si trova ora a 42 punti. Se finisse oggi il campionato, per la classifica negli scontri diretti, sarebbe salvo lo Spezia, con Ascoli e Ternana che giocherebbero il playout e con i bianconeri che avrebbero il vantaggio della migliore posizione in classifica (che significherebbe salvezza anche in caso di parità nella doppia sfida).

Ci sono, però, ancora 3 giornate da giocare e quindi può ancora accadere e cambiare tutto. Inutile fare troppi calcoli, tanto meno guardare il calendario perché si è ampiamente visto che in serie B non esistono partite facili e, in ogni caso, la difficoltà di determinate gare inevitabilmente dipenderà dalle motivazioni delle avversarie. L’Ascoli, ad esempio, l’ultima giornata ospiterà il Pisa che, se fosse ancora in corsa per i playoff (al momento è al nono posto, con 1 punto in meno della Samp e 2 del Brescia) ovviamente scenderebbe al Del Duca molto più agguerrito. Stesso discorso per lo Spezia che all’ultimo turno ospiterà un Venezia che al momento è in lotta per il secondo posto che vale la promozione diretta ma che, inevitabilmente, se dovesse scendere al Picco con il Como (ora 1 punto avanti) già promosso (e con il terzo posto sicuro) avrebbe minori motivazioni. In quest’ottica è sconcertante che, il prossimo turno, una partita così importante per la zona retrocessione come Bari-Parma si giochi dopo e non in contemporanea alle altre sfide (alle 18 invece che alle 15).

Perché nella malaugurata ipotesi che il Venezia perdesse a Catanzaro, i ducali scenderebbero in campo con la promozione già acquisita e, inevitabilmente, con le motivazioni praticamente azzerate. C’è da sperare che la Lega abbia il buon senso e la decenza di comprendere che quella partita deve giocarsi in contemporanea con le altre. Per quanto riguarda l’Ascoli è ora atteso da un altro scontro diretto, questa volta al Del Duca, contro il lanciatissimo Cosenza, reduce da due vittorie e da 8 gol realizzati. Una sfida difficile, con i calabresi che con un pareggio sarebbero quasi salvi, mentre la formazione di Carrera ha bisogno di vincere per tenere a distanza proprio il Bari e alimentare concretamente le speranze di una salvezza diretta che, per come si erano messe le cose, sarebbe quasi miracolosa…

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