Il “suicidio” con lo Spezia complica la rincorsa salvezza dell’Ascoli


I bianconeri regalano i 2 gol con imbarazzanti strafalcioni difensivi e, dopo il 2-1, si sciolgono. Anche con Carrera la squadra conferma i suoi limiti e le orribili prestazioni di Streng e Zedadka sono l’emblema del fallimento del mercato di gennaio. Ma non tutto è perduto…

Non è tutto perduto ma è innegabile che quella subita contro la Spezia è una sconfitta che pesa e che rende decisamente più complicata la situazione dell’Ascoli. Anche perché dalla Liguria sono arrivate solo indicazioni e notizie molte negative. Che non sarebbe stato un lunedì dell’Angelo particolarmente felice si era intuito già prima che la gara iniziasse, con l’ennesimo problema che ha messo fuori causa Nestorovski. Con Pedro Mendes out per il resto della stagione, le sorti offensive dei bianconeri nelle prossime gare saranno affidate a Pablo Rodriguez, Duris, forse D’Uffizi e, purtroppo, all’imbarazzante Streng.

C’è da mettersi le mani sui capelli… Sul campo, poi, a parte la prova di Vazquez, sono arrivate solo indicazioni particolarmente negative, allenatore compreso. Che, per una sfida così importante, ha effettuato 3 cambi, quello obbligato di Falzerano con il ritorno da titolare di Celia a sinistra (e lo spostamento di Zedadka a destra), quello inatteso ma alla fine positivo di Viviano con il citato Vasquez e quello sinceramente incomprensibile di Caligara, con Lecco migliore dei suoi e l’unico in grado di dare qualità al centrocampo bianconero, con Giovane. Confermatissimo, invece, alla guida dell’attacco, nonostante con il Lecco fosse stato protagonista dell’ennesima prestazione disastrosa, il finlandese Streng, uno degli attaccanti più scarsi e inguardabili che si sono visti ad Ascoli negli ultimi decenni. I suoi limiti tecnici sono semplicemente imbarazzanti ma ancora più sconcertante è il fatto che, nonostante la stazza, fisicamente viene puntualmente sovrastato dagli avversari e non prende un pallo di testa neppure per sbaglio.

Certo tra i problemi di Nestoroski e il fatto che Duris è tornato affaticato dalla parentesi con la nazionale, Carrera non aveva molta scelta. Ma di fatto con il finlandese in campo l’Ascoli in pratica gioca con uno di meno e, quindi, chiunque sarebbe stato meglio al posto suo. Saremmo davvero curiosi di sapere chi l’ha scovato in Finlandia e, soprattutto, chi ha deciso di portarlo in bianconero (per fare cosa?). Allo stesso modo sarebbe interessante sapere chi ha voluto portare ad Ascoli Zedadka che, misteriosamente, da quando è arrivato continua ad essere puntualmente schierato titolare nonostante si stia rivelando un’autentica sciagura, per certi versi peggiore di Streng. Perché in fase offensiva, dove teoricamente dovrebbe dare il meglio, fino ad ora si è rivelato assolutamente inutile, incapace di incidere in qualche modo.

Non si ricorda un assist, una conclusione pericolosa, un dribbling vicino all’area avversaria di queste sue partite con l’Ascoli e l’immagine che meglio rappresenta la sua più assoluta inutilità è quella della mezzora (circa) della ripresa al Picco, quando lo Spezia già in vantaggio si è fatto trovare scoperto dopo un calcio d’angolo su una ripartenza bianconera. Sulla trequarti avversaria, con l’Ascoli in superiorità numerica, Zedadka aveva la possibilità di servire facilmente a sinistra ben due bianconeri liberi e, invece, con un passaggio imbarazzante è riuscito a dare palla all’unico difensore ligure. Ma se a livello offensivo è inefficace (per usare un eufemismo), in fase difensiva il francese è una sciagura unica. Non è un caso che nelle ultime partite i gol e i pericoli degli avversari arrivano tutti dalla sua parte. Contro la Sampdoria, ad esempio, Barreca a sinistra era stato completamente neutralizzato, poi Castori aveva ben pensato di togliere Falzerano, dirottando proprio Zedadka a destra, e subito Barreca ha trovato l’assist per il 2-1 doriano. In casa con il Lecco, poi, dopo aver commesso il fallo di mano per il rigore ospite, due sue clamorose mancate chiusure avevano fatto rischiare il secondo gol dei lombardi.

Al “Picco” il primo gol dei padroni di casa è venuto dalla sua parte (poi ci ha messo del suo Celia “addormentandosi”), mentre nel secondo e decisivo gol è semplicemente irritante il comportamento di Zedadka. Che, sul calcio d’angolo battuto lungo dalla Spezia, con palla indirizzata sul vertice sinistro dell’area, guarda a distanza Elia raccogliere indisturbato palla, come se fosse qualcosa che non lo riguardasse. Inaccettabile, anche se poi è ancora più inaccettabile che Hristov, inizialmente marcato da Bellusci costretto poi ad uscire per andare a chiudere su Elia, possa colpire indisturbato, per ben due volte, a due passi da Vasquez. Naturalmente sarebbe fuorviante e non corretto scaricare le responsabilità della prestazione deficitaria dell’Ascoli solo su quei due giocatori, simboli del fallimentare mercato di gennaio della società bianconera.

Perché la disfatta del “Picco” è stata determinata innanzitutto dai soliti blackout difensivi, con i due gol subiti che farebbero gridare allo scandalo anche tra i dilettanti, ma anche dall’ormai atavica sterilità offensiva (oltre il gol da segnalare solo la conclusione iniziale di Giovane) e, soprattutto, dal crollo dal punto vista caratteriale della squadra dopo il gol del 2-1. Quest’ultimo davvero un pessimo segnale per una squadra che deve lottare allo stremo per evitare la retrocessione. Eppure il primo tempo dell’Ascoli non era stato affatto negativo, anzi. I bianconeri avevano addirittura approcciato meglio, rispetto agli avversari, la gara, rendendosi per primi pericolosi con il tiro dal limite di Giovane.

Subito dopo, però, il primo sbandamento difensivo ha portato al vantaggio di Vignali, a cui i bianconeri hanno reagito bene, trovando una decina di minuti dopo il pareggio, con una bella azione personale di Pablo Rodriguez. Nella parte finale di tempo, pur senza creare occasioni, era stato l’Ascoli a dare le sensazioni migliori. Poi, però, nei primi minuti della ripresa è arrivato il nuovo vantaggio dei padroni di casa e la formazione di Carrera si è letteralmente sciolta. Neppure i cambi (tardivo l’ingresso in campo di D’Uffizi) sono serviti a scuotere la squadra e, anzi, ci sono voluti due prodigi di Vasquez (prima su Vignali, poi su Verde) per evitare il terzo gol.

Con questa sconfitta l’Ascoli resta solo al terz’ultimo posto in classifica (che vorrebbe dire retrocessione diretta) e viene addirittura avvicinato dal Feralpi (ora a -1) che ha compiuto una delle imprese di questa pazza giornata di campionato, andando a vincere a Cremona. Fortunatamente gli altri risultati sono stati positivi per i bianconeri che sono ad un solo punto di distanza dai playout (Ternana a 32 punti) e restano comunque a 3 punti dalla salvezza diretta (Spezia e Cosenza 34 punti). Restano 7 partite e alzare bandiera bianca ora sarebbe folle, c’è ancora tempo e spazio quanto meno per andare a giocarsi la permanenza in serie B nel playout. Ovviamente in queste ultime 7 giornate servirà una squadra diversa da quella vista al “Picco”, soprattutto nello spirito.

Soprattutto, però, servirà ben altra attenzione in fase difensiva perché non è ammissibile, per una squadra che si deve salvare e sa di non avere grandissime potenzialità in fase offensiva, subire gol come i 2 presi a Venezia. In tal senso la speranza è che Carrera già per la prossima sfida possa recuperare al centro della difesa capitan Botteghin. Il calendario, nell’immediato, non aiuta, perché domenica l’Ascoli attende al Del Duca il Venezia terzo in classifica (ma reduce dalla clamorosa sconfitta interna con la Reggiana, dopo essere stato avanti 2-0) mentre Ternana (in casa con il Modena) e soprattutto Spezia (in casa con il Lecco) sono attese da impegni sulla carta meno complicati, con lo scontro diretto Feralpi-Cosenza e Bari – Cremonese a completare il quadro, almeno per quanto riguarda le squadre nella zona calda.

Proprio il turno del lunedì dell’Angelo, però, ha dimostrato che in serie B tutto può sempre accadere e non esistono partite facile o impossibili. Naturalmente, però, scendendo in campo con ben altro piglio e ben altra attenzione…

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