Beffa sanità: la chirurgia robotica promessa ad Ascoli ma realizzata a Fermo…


Da anni la Regione la promette al Piceno, nel gennaio 2022, alla presentazione del primario di Urologia del Mazzoni, la chirurgia robotica fu indicata come priorità nel programma di rilancio di quel reparto. Alla fine, però, ad usufruirne sarà l’ospedale di Fermo…

Noi realizziamo i vostri sogni” recitava uno striscione esposto dalla curva sud del Milan e rivolto ai tifosi dell’Inter in occasione di un derby di qualche anno fa. Un ironico slogan che sembra calzare su misura per le Marche e, in particolare, per il capoluogo piceno che, con insospettabile puntualità, vede realizzare negli altri capoluoghi (o città) marchigiani i propri sogni, i propri obiettivi. Senza andare troppo indietro nel tempo si potrebbe ricordare il sogno del riconoscimento di Capitale italiana della Cultura 2024 inseguito e cullato a lungo e poi, invece, realizzato da Pesaro.

O anche l’accademia del cinema, promessa al capoluogo piceno e, addirittura, annunciata dal sindaco Fioravanti nel corso della conferenza stampa al Caffè Meletti per la presentazione del film di Piccioni “L’ombra del giorno”. “Abbiamo anche individuato la sede” aveva affermato il primo cittadino che, per altro, nello scorso fine settimana, in occasione della notte degli Oscar, con un post sui social ha voluto ricordare con la solita enfasi il fatto che quel film fu girato ad Ascoli, naturalmente dimenticando di ricordare la beffa subita con l’Accademia del cinema, che invece la Regione ha realizzato a Macerata (e dubitiamo che la sede individuata allora dal primo cittadino fosse la storica Villa Bonaccorsi…).

Nei giorni scorsi, poi, un altro dei sogni del capoluogo piceno, più precisamente dell’ospedale Mazzoni e dell’Ast di Ascoli, è stato invece realizzato (o meglio è in corso di realizzazione) da Fermo: la chirurgia robotica. In questo caso la beffa e il danno sono ancora maggiori, innanzitutto perché più volte la Regione aveva promesso di portare la chirurgia robotica nell’ospedale ascolano, con tanto di comunicati, sopralluoghi e annunci ufficiali (anche da parte del sindaco Fioravanti), ma anche e soprattutto perché l’arrivo della chirurgia robotica, già presente a Teramo, nell’ospedale di Fermo inevitabilmente rischia di provocare la fuga del personale sanitario e, ancor più, un ulteriore importante aumento della mobilità passiva.

“Chirurgia robotica assistita – spiega la consigliera regionale ascolana Anna Casini – tante volte ne abbiamo sentito parlare, è il famoso robot che serve nel caso, per esempio, di operazioni alla prostata oppure di microchirurgia non invasiva. Era stato chiesto alla Regione da molto tempo dagli operatori, io stessa avevo fatto 2 interrogazioni all’assessore regionale che mi aveva detto che lo avrebbe acquistato proprio per il Piceno e quindi per gli ospedali di Ascoli e San Benedetto”. “Già nel 2020 era stato promesso di portare nel Piceno la chirurgia robotica con tanto di sopralluoghi effettuati e comunicati, necessità condivisa e ribadita anche dai sindaci dell’ambito XXII (Ascoli Piceno capofila, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Folignano, Maltignano, Montegallo, Palmiano, Roccafluzione, Venarotta)” aggiunge il capogruppo e segretario dem Francesco Ameli che ricorda anche come “a gennaio 2022, durante la presentazione del nuovo primario di Urologia fu spiegato che nell’Ast Ascoli Piceno sarebbe arrivata la robotica per implementare e specializzare il Mazzoni”.

Quel giorno di 2 anni fa alla presentazione del nuovo primario, il dottor Milanese, c’erano anche il sindaco Fioravanti e l’assessore regionale alla sanità Saltamartini che confermarono il programma di rilancio del reparto di Urologia che, appunto, prevedeva tra le priorità proprio l’avvio della chirurgia robotica. I sindaci degli altri comuni dell’ambito XXII, dopo aver atteso inutilmente un qualche segnale per due anni, 2 mesi fa hanno sottoscritto un documento per ribadire l’importanza e la necessità di questa nuova tecnologia per l’ospedale e per tutta l’Ast di Ascoli. “Oggi sappiamo come mai non si è mosso nulla – spiega ancora Anna Casini – premesso che a Teramo già c’è e funziona, il direttore dell’azienda ospedaliera di Fermo nei giorni scorsi ha pubblicato una determina con cui decide di comprare il robot attraverso una procedura europea, per un totale di circa 9 milioni di euro”.

In altre parole la Regione da anni promette la chirurgia robotica ad Ascoli, l’assessore Saltamartini ha sempre assicurato che avrebbe acquistato il robot per l’Ast di Ascoli, lo stesso sindaco Fioravanti aveva garantito che proprio la chirurgia robotica sarebbe stata il perno del rilancio del reparto di Urologia ma, alla fine, i 9 milioni di euro per avviare la chirurgia robotica assistita sono andati a Fermo. Per altro dalla determina in questione (la n. 158 dell’11 marzo del direttore generale dell’Ast di Fermo) emerge con chiarezza che il progetto per portare la chirurgia robotica a Fermo, naturalmente condiviso con la Regione, è partito due anni fa, con tanto di costituzione (a dicembre 2022) di un gruppo di progettazione multidisciplinare. Quindi mentre Acquaroli e C. a parole promettevano la chirurgia robotica ad Ascoli, nei fatti avevano già iniziato a lavorare per portarla invece a Fermo.

E’ un danno enorme e un tradimento per la nostra comunità. Avere la chirurgia robotica vuol dire rivoluzionare la modalità di intervento e gestione del paziente e beneficiare di un innalzamento notevole della qualità assistenziale. Averla a Fermo determinerà però il rischio concreto di fuga del personale che potrebbe scegliere di crescere professionalmente in un altro ospedale anziché nell’Ast di Ascoli” afferma Ameli che chiama in causa in sindaco di Ascoli. “Fioravanti, forse troppo impegnato a invadere la città di manifesti elettorali, è muto e non condivide più ciò che chiedeva insieme ai sindaci dell’ambito XXII – prosegue il segretario dem – invece che andare a brindare a Sanremo il sindaco e la direttrice generale avrebbero fatto meglio ad impegnarsi per salvaguardare la sanità del Piceno”.

La realtà e i fatti di questi anni, però, hanno dimostrato che al primo cittadino ascolano interessa soprattutto salvaguardare il proprio partito, la propria parte politica, anche a scapito dei suoi concittadini. Non a caso è sempre rimasto in silenzio di fronte alle ripetute “mazzate” e penalizzazioni inflitte da Acquaroli e dalla Regione alla sanità picena, dimenticando che, prima di essere eletto, aveva promesso di battersi per fare in modo che Ascoli e il Piceno non fossero più la Cenerentola delle Marche per quanto riguarda la sanità. “Purtroppo i problemi della sanità picena continuano ad essere molteplici – aggiunge Ameli – e con un’interrogazione predisposta con i consiglieri Frenquellucci e Procaccini vogliamo sapere se verrà acquistato il robot anche nella nostra Ast, quando verranno coperti i primariati vacanti nell’Ast di Ascoli e quando il reparto di Urologia diventerà autonomo.

A distanza di due anni dalla promessa fatta alla presentazione del nuovo primario, oltre al danno la beffa. Mentre i pazienti urologici continuano ad essere appoggiati ad altri reparti, si decide addirittura la robotica a Fermo. Purtroppo il tempo passa, nel fermano e nel teramano procede la realizzazione dei nuovi ospedali con la robotica e il Piceno, Cenerentola delle Marche, dopo aver perso la scarpina… rimane a piedi privato dei propri diritti”. E, oltretutto, abbandonato da chi, come il sindaco Fioravanti, aveva solennemente promesso di difenderlo e tutelarlo in ogni modo…

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