Cinico e concreto, l’Ascoli allunga la serie la positiva e sale in classifica


A Lecco i bianconeri per 50 minuti non brillano, soffrono e vengono salvati da Viviano e da un pizzico di fortuna ma con Nestoroski e Quaranta nell’inedito ruolo di bomber mettono a segno una fondamentale vittoria e dimostrano di essere squadra solida e concreta

Missione compiuta. Era fondamentale ripartire dopo la sosta con una vittoria, dal dopo partita di Ascoli – Sampdoria e per tutto il periodo della sosta, fino alla vigilia della partita, si è ripetuto ossessivamente quanto fosse importante vincere a Lecco, in casa del fanalino di coda del campionato, per la classifica e per poter affrontare con maggiore tranquillità i successivi difficilissimi impegni. E alla fine la vittoria è arrivata, quindi è giusto essere più che soddisfatti a prescindere dalla prestazione.

Che non è stata affatto brillante, con tutta la prima parte di gara giocata come peggio non si poteva contro una squadra che ha messo in campo cuore, anima e la necessaria cattiveria agonistica ma che, al tempo stesso, ha confermato tutti i suoi enormi limiti e di non essere affatto attrezzata per sperare di evitare una retrocessione che sembra ineluttabile. D’altra parte è giusto anche sottolineare che non era affatto facile per l’Ascoli, non fosse altro per il fatto che non è mai semplice entrare in campo sapendo di dover vincere a tutti i costi ma anche perché la prima partita dopo la sosta è sempre un’incognita.

In aggiunta non si può certo sottovalutare il fatto che Viali era senza il capitano e leader di squadra e difesa, Botteghin, e quindi costretto a schierare un’inedita coppia di centrali (Bellusci e Quaranta). Senza dimenticare, poi, che il Lecco durante la sosta aveva cambiato l’allenatore e si presentava a questa partita con la consapevolezza di non poter sbagliare. E in effetti nei primi 50 minuti la formazione di Bonazzoli ha gettato in campo tutto quello che aveva (che non è tantissimo…) ed oggettivamente per quanto prodotto avrebbe meritato di più, probabilmente anche il vantaggio. Però proprio in quella parte di gara si è vista l’enorme differenza in termini di qualità tra le due squadre, con l’Ascoli che può contare sull’apporto di giocatori di assoluto livello per la cadetteria che i lombardi possono solo sognare.

Come, ad esempio, Viviano che nel primo tempo con tre ottimi interventi ha evitato che i padroni di casa passassero in vantaggio prima e che pareggiassero poi. O come Nestoroski che, a differenza degli attaccanti di casa (che, al di là della bravura di Viviano, davanti alla porta hanno sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare), alla prima palla giocabile in area, per giunta su gentile omaggio di Lemmers, non ha sbagliato, portando in vantaggio l’Ascoli. Che fino a quel momento aveva mostrato i soliti problemi nel produrre gioco ma aveva anche terribilmente sofferto, aggrappandosi al suo portiere (e ad un pizzico di fortuna) per evitare il peggio. E che in realtà ha continuato a faticare e a soffrire anche dopo il gol e fino al 50° quando, prima il “fantozziano” rigore di Di Stefano, poi subito dopo il raddoppio di Quaranta hanno definitivamente spento il Lecco.

Che, come da copione, era partito aggressivo, cercando di fare la partita e di mettere in difficoltà la formazione di Viali soprattutto sulle fasce. Cosa inizialmente riuscita, soprattutto sulla fascia sinistra (la fascia destra difensiva dell’Ascoli), con il rientrante Adjapong perennemente in affanno con Di Stefano, spesso aiutato da Crociata che si allargava su quella fascia per creare superiorità numerica. Non a caso, infatti, tutti i pericoli per la porta bianconeri sono arrivati da quella parte, a partire dalla clamorosa traversa da Buso su cross dalla sinistra di Di Stefano (poi ci sarebbe stato da controllare al Var un contatto sospetto in area su Falasco). Lo stesso Di Stefano, poi, sempre partendo da sinistra in due circostanze ha chiamato alla parata Viviano, miracoloso nel primo caso a respingere di piede, attento nel secondo nel deviare in angolo.

Dall’altra parte, invece, nella prima mezzora l’Ascoli sembrava proprio non riuscire a giocare, con i soliti problemi di impostazione a centrocampo e gli attaccanti cercati sempre con lanci lunghi dalla difesa, facile preda dei difensori di casa. Solo in un’occasione, nell’unica ripartenza rapida, i bianconeri erano riusciti a rendersi pericolosi con la conclusione dal limite di Di Tacchio forte ma centrale, respinta da Saracco. Poi l’incredibile regalo di Lemmers, sfruttato alla perfezione da Nestoroski. Un gol che, però, non ha cambiamento l’andamento della partita, con il Lecco che ha continuato ad aggredire e spingere e l’Ascoli sempre incapace di costruire azioni degne di tal nome. E prima dell’intervallo i padroni di casa hanno creato altre due ghiotte occasioni per pareggiare, con Viviano ancora pronto a respingere un colpo di testa ravvicinato di Di Stefano nel primo caso e “graziato” da Buso, che dal limite dell’area piccola ha messo a lato di testa, nella seconda.

In avvio di ripresa, poi, gli episodi che hanno definitivamente indirizzato la gara, con il rigore conquistato dal Lecco (fallo di mano di Adjapong) e sbagliato in maniera “fantozziana” da Di Stefano e subito dopo il raddoppio dell’Ascoli, con una girata da bomber di razza di Quaranta. Un micidiale uno-due che ha tramortito i padroni di casa e rivitalizzato l’Ascoli che da quel momento è diventato padrone del campo, sfiorando più volte il 3-0 e rischiando quasi nulla. Con questa vittoria diventano 5 i risultati positivi consecutivi (2 vittorie e 3 pareggi), a dimostrazione che la squadra di Viali ha ormai una sua precisa fisionomia, con i suoi pregi e i suoi difetti.

Tra i primi sicuramente la qualità di diversi giocatori, a partire da Viviano in porta, passando per Botteghin (ora infortunato) in difesa, proseguendo per Di Tacchio a centrocampo, fino ad arrivare a Nestoroski e Pedro Mendes in avanti (in attesa di Pablo Rodriguez). Non meno importante la capacità dimostrata più volte di colpire alla prima occasione utile, come è accaduto per due volte a Cremona ma anche a Brescia e nella partita casalinga con la Ternana, oltre che sabato a Lecco. Di contro, però, c’è una certa difficoltà nel mantenere il vantaggio, come dimostrano le partite di Brescia e in casa con la Sampdoria. Situazione che stava per ripetersi a Lecco dove, come con i doriani, subito in apertura di ripresa i bianconeri hanno “regalato” un rigore agli avversari (in questo caso fortunatamente sbagliato).

Indiscutibilmente, però, il più grande limite dei bianconeri è nell’incapacità del centrocampo di costruire gioco, di verticalizzare e servire adeguatamente le punte (che se ricevessero adeguati rifornimenti potrebbero fare “sfraceli”). Un limite che sembra difficile, se non impossibile, colmare con i centrocampisti che ha a disposizione Viali. Che, a fianco di Di Tacchio indiscutibile punto fermo, ha provato ad alternare diversi giocatori, senza però mai trovare una soluzione accettabile dal punto di vista del gioco. Il mercato di gennaio è ancora lontano ma è già chiaro che in quel reparto bisognerà intervenire, per colmare questo evidente limite. Così come, a prescindere dalle condizioni di Botteghin, qualcosa bisognerà fare anche al centro della difesa dove, in questo momento, con il brasiliano infortunato e l’oggetto misterioso Bogdan ancora non disponibile, Viali non ha alternative.

A Lecco Bellusci e Quaranta se la sono cavata discretamente (con il secondo a segno per il 2-0), anche se non bisogna dimenticare che ad una squadra non eccelsa sono state comunque concesse troppe occasioni da gol (complessivamente 6 nitide palle gol). Un errore assolutamente da non ripetere sabato prossimo quando al Del Duca arriverà il Parma capolista del campionato e con tanti giocatori di grandissima qualità da centrocampo in avanti. Servirà un Ascoli diverso da quello pur vittorioso di Lecco anche se, per certi versi, tatticamente e mentalmente per assurdo potrebbe essere più semplice affrontare la formazione di Pecchia. Ben sapendo, però, che non si potranno commettere errori per sperare di portare a casa un altro risultato positivo.

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