Il Nobel per la medicina va di traverso ai no vax, riparte la campagna di “bufale”


Il Nobel a Karikò e Weissman per il metodo dell’Rna usato per i vaccini covid ha mandato in tilt ma, al tempo stesso, ha riacceso l’universo no vax tra chi grida al complotto, chi annuncia oscuri presagi di sventura e le solite strumentalizzazioni e invenzioni

Il Nobel per la medicina all’ungherese Katalin Karikò e all’americano Drew Weissman per aver messo a punto il metodo dell’Rna usata per i vaccini contro il Covid ha decisamente fatto “sbarellare” ma, al tempo stesso, ha fatto nuovamente scatenare il variopinto universo no vax. Che, come si usa dire in questi tempi, avranno furiosamente “rosicato” nelle leggere la motivazione dell’Assemblea Nobel: “grazie a loro milioni di vite sono state salvate e il mondo è tornato a riaprirsi, il loro lavoro ci ha permesso di superare una delle peggiori minacce alla salute umana dei tempi moderni”. Eppure c’era qualcuno che addirittura si era illuso che quel riconoscimento potesse se non mettere a tacere, quanto meno far lentamente scemare le polemiche sui vaccini contro il covid.

Questo Nobel dovrebbe fermare le false accuse contro i vaccini – affermava Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Humanitas e professore emerito all’Humanitas University – nel primo anno di uso hanno salvato dal covid 20 milioni di vite”. Altro che fermare, è accaduto l’esatto contrario, è ripartita con veemenza la campagna denigratoria che da mesi segnava il passo con le solite imbarazzanti modalità, cioè basata su congetture, strumentalizzazioni, autentiche invenzioni, sospetti e teorie a dir poco assurde, riproponendo le stesse improbabili tesi, senza lo straccio anche solo di un semplice dato a cui appigliarsi.

Anzi, in realtà quelle tesi e congetture sono state ampiamente smentite proprio dai dati e da infinite ricerche scientifiche che incredibilmente vengono confutate da chi non ha neppure la più pallida idea di cosa sia una ricerca scientifica e si aggrappa all’unica arma che gli resta a disposizione, il complotto iper mega galattico che renderebbe inaffidabili dati e ricerche scientifiche. In un certo senso, però, c’è da capire la reazione scomposta e sguaiata dell’universo no vax, in tutti questi mesi l’unico minimo appiglio concreto che avevano a disposizione era proprio il Nobel, nel senso che ripetevano come automi il fatto che certe surreali tesi erano condivise anche da Luc Montagnier, premio Nobel nel 2008 per la ricerca sull’Aids. Senza tornare sulla parabola del medico e biologo francese dopo quel riconoscimento, anche per l’universo no vax il Nobel era il marchio di garanzia della massima attendibilità di chi lo riceveva.

 Ora naturalmente non è più così (anche se in tal modo si sgretola anche l’unica ancora di salvezza che avevano…) e, puntuale come un orologio, rispunta la tesi del grande complotto che sarebbe alla base dell’assegnazione del Nobel a Karikò e Weissman. A rilanciarla non poteva che essere il principe dei complottisti italiani, Massimo Mazzucco, in un delirante articolo pubblicato sul sito “Luogo comune” che è un vero e proprio manifesto del più becero complottismo di casa nostra. “Vaccini: il delitto perfetto” il titolo dell’articolo nel quale si parte dal complotto della City contro l’Italia con la “trappola dell’euro”, si passa per il complotto per eccellenza, quello dell’11 settembre, per arrivare a quello “megagalattico” del covid, con la volontà di non si capisce chi e tanto meno perché, di “devastare la vita e la salute” di milioni di persone.

Prendi una cricca mondiale di criminali in camice bianco – scrive Mazzucco – che ha devastato la vita e la salute di milioni di persone imponendo loro una nuova vaccinazione di tipo sperimentale, con la complicità dei governi e dei media di mezzo mondo. Purtroppo noi sappiamo che questi prodotti genici hanno causato – e continueranno a causare – danni ingenti nella popolazione, sotto forma di miocarditi, tumori accelerati disturbi e morti improvvise di vario tipo. A quel punto, per evitare accuse future, si prendano due oscuri inventori di questa nuova tecnologia e gli si assegni il Premio Nobel per la medicina, con tanto di fanfara mediatica”. Subito a ruota non poteva certo mancare Alessandro Melluzzi che lancia l’ennesimo oscuro presagio di sventura che grava su tutta l’umanità. “Hanno fatto bene a darglielo perché tra due o tre anni, dopo tanti altri episodi di questa natura, probabilmente sarebbe stato più difficile” spiega.

Sorvolando sul fatto che Karikò e Weissman sono “due oscuri inventori” solo per chi non è del settore e non ha alcuna conoscenza in proposito, il refrain è sempre lo stesso, le gravi conseguenze che provocherebbe il vaccino covid, come sempre portato avanti senza alcun dato, alcun riferimento concreto che possa supportare quelle che, allo stato, sono autentiche farneticazioni. Mazzucco non ha dubbi, non ha alcuna competenza in materia ma sa che i vaccini covid causano miocarditi, tumori accelerati e morti improvvise. Per settimane, per mesi, l’universo no vax ha ripetuto questa colossale, ha strumentalizzato indegnamente su ogni tragedia, spalleggiata da quella parte di informazione spazzatura che per lungo tempo si trasformata in una sorta di agenzia funebre che ogni giorno pubblicava notizie di presunti morti improvvise, naturalmente facendo intendere che in un modo o nell’altro potesse entrarci il vaccino, senza mai preoccuparsi di verificare nulla, neppure se la vittima fosse davvero vaccinata (qualche caso simile lo abbiamo avuto anche nella nostra zona, peccato che poi si è scoperto che alcune di queste persone morti improvvisamente non erano vaccinate…).

In tal modo si è contribuito a costruire la favoletta del boom delle morti improvvise, subito sposata dall’universo no vax di casa nostra, come sempre smontata inesorabilmente dai dati che non lasciano spazio a dubbi. Nel 2011, ad esempio, la Società Italiana di Cardiologia sosteneva che in Italia ogni anno oltre 5 mila persone sotto i 35 anni era vittima di morte improvvisa senza apparente causa (in media quasi 14 al giorno). Due anni dopo l’allora ministro della salute Balduzzi, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare, snocciolava in Parlamento i dati sulle morti improvvise: oltre 50 mila persone all’anno in Italia, di cui oltre 5 mila in età giovanile. Nel 2018, ancora in Parlamento (dopo la tragica morte del calciatore Davide Astori), venivano forniti i dati Istat ed Istituto Superiore della Sanità secondo cui nel nostro paese si verificano ogni anno tra le 50 e le 60 mila morti improvvise, di cui circa 6 mila in giovane età.

I dati, quindi, confermano che non c’è e non c’è mai stato nessun aumento di morti improvvise dopo il covid. Così come i dati confermano che non è in alcun modo cresciuto il numero di persone decedute nella fascia di età 0-50 anni. Secondo l’Istat nel 2022 in Italia in quella fascia di età sono morte 17.116 persone, negli anni prima del covid ne erano morte di più: 17.890 nel 2019, 19.099 nel 2018, 19.474 nel 2017, 19.777 nel 2016. Sono invece numerosi gli studi scientifici effettuati in tutto il mondo che, dati alla mano, smentiscono in maniera categorica una qualche relazione tra vaccini covid e miocarditi e, anzi, dimostrano quanto invece sia molto più alto in chi ha contratto il covid stesso. L’ultima e tra le più accreditate nel panorama scientifico è quella condotta da ricercatori delle varie università inglesi, coordinati dall’università di Oxford, condotta su 43 milioni di persone e poi pubblicata sulla storica rivista scientifica “Circulation”.

Anche in questo caso i dati sono inequivocabili. I vaccinati in quel campione di 43 milioni di persone sono il doppio dei non vaccinati, i casi di miocardite sono esattamente al contrario. Su 2.861 persone ricoverate o morte per miocardite (lo 0,007% del campione analizzato) 514 erano vaccinati, 2.347 non lo erano e avevano contratto il covid. Non c’è molto da aggiungere, ancora una volta i dati non lasciano spazio a dubbi e interpretazioni. Naturalmente per chi si rifiuta di credere alla realtà c’è sempre spazio per illazioni e strumentalizzazioni.

Come quella costruita dal quotidiano “La Verità” intorno all’annuale resoconto da parte di Pfizer sui finanziamenti erogati in campo sanitario. Complessivamente 13 milioni di euro che vanno a tantissime realtà del campo sanitario del nostro paese (istituti, enti, associazioni) ma che, secondo la denuncia de “La Verità”, “sono andati anche a chi si occupa di cardiologia e oncologia, ovvero a quelle patologie che sono aumentate dopo le inoculazioni”. Abbiamo visto che dati e studi scientifici confermano che non è affatto così, ma per quel quotidiano non è importante, perchè l’unica cosa che conta è lanciare fango e sollevare sospetti senza il minimo fondamento. Infatti titola, senza mezzi termini, “Pfizer ha riempito di finanziamenti chi doveva vigilare sui vaccini”. Ignorando (o fingendo di ignorare) che in realtà a vigilare sui vaccini, compreso quello covid, è la Rete Nazionale di Farmacovigilanza che non c’entra niente con quegli istituti, con quegli enti finanziati (da sempre, in realtà) da Pfizer.

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