Delibere, determine e atti ufficiali per il Comune sono “carta straccia”


Non solo proclami e annunci irreali, completamente inattendibile anche quanto l’amministrazione comunale scrive negli atti ufficiali. Come dimostrano gli atti su via Triste, ponte di San Filippo,curva sud,  strutture scolastiche provvisorie, messa in sicurezza delle scuole

Si ripete spesso che un’amministrazione comunale in concreto parla con gli atti ufficiali (delibere, determine, documenti di programmazione), gli unici in grado di disegnare realisticamente il quadro della situazione e quanto concretamente si sta realizzando, al netto di proclami di annunci. Ed in effetti è così in tutto il mondo civile ma non nel capoluogo piceno (che forse è il caso di non annoverare più nel cosiddetto “mondo civile”).

Dove per questa amministrazione comunale, così sempre prodiga di proclami mirabolanti per descrivere una realtà idilliaca che esiste solo nella loro fervida immaginazione, gli atti ufficiali sono considerati poco più che carta straccia, dove, pur se con un contegno e con toni più consoni alle istituzioni, si può comunque scrivere tutto e il contrario tutto, tanto chi se ne frega se poi gli impegni e le scadenze fissate in quegli atti non vengono in alcun modo rispettate.

Infatti, se dovessimo dar credito a quanto sindaco e assessori scrivono su delibere, determine e documenti di programmazione, da oltre un mese dovrebbero essere terminati i lavori e, di conseguenza, dovrebbe essere riaperta al traffico via Trieste, dallo stesso periodo dovrebbe essere noto il progetto per la ricostruzione della curva sud, così come gli edifici che saranno adibiti a strutture scolastiche temporanee. Per non parlare poi degli interventi per la messa in sicurezza delle scuole e del ponte di San Filippo la cui sconcertante telenovela è la migliore dimostrazione di come per questa amministrazione comunale non si faccia alcuno scrupolo di scrivere tutto e il contrario di tutto anche sugli atti ufficiali comunali.

Siamo ormai ampiamente abituati ai proclami di sindaco e assessori, quasi sempre amplificati senza mai alcun tipo di verifica da parte dei quotidiani locali, che poi ovviamente si guardano bene dal sottolineare (praticamente in ogni circostanza) come la realtà dei fatti sia clamorosamente lontana e per nulla corrispondente dai proclami stessi. E’ una precisa strategia comunicativa dell’amministrazione comunale che sa perfettamente che tanto quasi tutta la stampa locale non metterà mai i bastoni tra le ruote, non si azzarderà mai a mettere in discussioni certi annunci, anche quando palesemente infondati, né tanto meno chiederà conto quando questi si dimostreranno evidentemente inattendibili (in quei casi amministrazione comunale e stampa scelgono il silenzio, si finge di dimenticare). Però almeno fino a qualche tempo fa ci si illudeva che almeno negli atti ufficiali l’amministrazione comunale non bleffasse. Illusione che pian piano si è sgretolata.

Per quanto riguarda i lavori in via Trieste, ad esempio, per anni abbiamo assistito agli annunci trionfali del Comune, puntualmente rilanciati e amplificati dai quotidiani locali. Nell’estate 2020 il sindaco Fioravanti annunciava con enfasi l’avvio dei lavori di riqualificazione di via Trieste (mentre in realtà erano semplicemente partiti i saggi archeologici preventivi della Ciip), con i quotidiani locali che addirittura si spingevano oltre, sostenendo che i lavori per i sottoservizi sarebbero terminati a fine 2020 e che ad inizio 2021 sarebbero partiti i lavori di riqualificazione, per terminare entro fine 2021. Poi, come se nulla fosse, a fine 2021 con altrettanta enfasi lodavano l’amministrazione comunale per aver accelerato i tempi, in modo da far partire i lavori ad inizio 2022, con la riqualificata via Trieste che sarebbe stata pronta per fine estate.

Per altro, sempre a proposito di via Trieste, l’intervento di riqualificazione era stato inserito nel Piano Performance 2021, nell’elenco degli obiettivi da realizzare nel corso dell’anno, con tanto di tempistica di realizzazione che prevedeva entro la fine del 2021 l’aggiudicazione e l’avvio dei lavori, da concludersi entro la fine del 2022. Nella successiva Relazione Performance, dove bisogna fare il bilancio ed indicare quali obiettivi sono stati realizzati concretamente e quali no, quello riguardante via Trieste veniva dichiarato realizzato. In altre parole secondo l’amministrazione comunale tutto era andato secondo il cronoprogramma indicato, quindi a fine 2022 i lavori in via Trieste sono terminati! La realtà ovviamente è ben differente perché, dopo un primo tentativo andato a vuoto, nel marzo 2022 (determina n.871) è stata avviata la nuova procedura per l’affidamento dei lavori, conclusa il 24 maggio 2022, quando con determina n. 1640 si è preso atto dell’aggiudicazione dell’intervento di riqualificazione all’impresa Gentile Srls di Isernia.

In entrambe le determine viene ricordato come, da contratto di appalto, l’impresa avrà 292 giorni di tempo, dalla consegna dei lavori, per completare l’intervento. Come è riportato nei cartelli all’ingresso dei cantieri, i lavori sono stati consegnati il 27 giugno 2022, quindi dovevano concludersi entro il 20 aprile 2023. E’ trascorso un mese da quella data e non serve sottolineare che i lavori sono tutt’altro che terminati. Anzi, sono ben lontani dal concludersi perché attualmente sono in corso i lavori nella zona di fronte alla Prefettura, poi una volta terminati resterà da fare l’ultimo settore, quello compreso dalla Prefettura fino al bivio con via XX settembre. Al di là del fatto che sarebbe già tanto se i lavori terminassero entro fine estate, è del tutto evidente che quanto riportato dall’amministrazione comunale in quegli atti comunali (Piano Performance, Relazione Performance e determine) è risultato del tutto inattendibile e non veritiero.

Da questo punto di vista ancora più sconcertante è la vicenda che riguarda il ponte di San Filippo. Ignorando la serie impressionante di annunci e proclami che si sono succeduti in questi 2 anni e concentrando l’attenzione solo sugli atti ufficiali, il 6 luglio 2022 nella determina n. 2377, con cui veniva aggiudicato l’appalto dei lavori, si ribadiva che da contratto di appalto la durata prevista dei lavori stessi era di 161 giorni dalla consegna del cantiere. Che avveniva il 22 agosto successivo, con tanto di posizionamento, ai due lati del cantiere, dei cartelloni del Comune dove veniva riportata la durata prevista dei lavori (161 giorni) ed il conseguente termine fissato per il 30 gennaio 2023. Il successivo 6 dicembre nella determina n. 4087 veniva accordata una proroga di 15 giorni al termine dei lavori, quindi fissati per il 14 febbraio 2023.

Due giorni prima di quella scadenza, però, con determina 434 veniva concessa un’ulteriore proroga di 10 giorni, con il nuovo termine di ultimazione dei lavori fissato per il 24 febbraio 2023. Da sottolineare come lo stesso direttore dei lavori che nella determina 434 del 12 febbraio sosteneva che fossero sufficienti 10 giorni in più (e non i 20 chiesti dall’impresa) per completare i lavori, un mese e mezzo dopo, esattamente il 30 marzo, nella determina 967 certificava che al 21 marzo 2023 era stato realizzato poco più del 50% dell’intero intervento.

Intanto qualche giorno prima, l’8 marzo 2023, con determina n. 688 concedeva l’ennesima proroga, questa volta di 39 giorni. Senza, però, specificare se quei giorni in più andavano contati dalla precedenza scadenza del 24 febbraio (quindi fine lavori per il 5 aprile 2023) o se dalla data di approvazione della seconda perizia, il 7 marzo (quindi con scadenza il 15 aprile 2023). Dubbio ormai del tutto irrilevante perché tanto in un caso o nell’altro neppure questa ennesima scadenza è stata rispettata.

Ma il vero e proprio emblema di come l’amministrazione comunale consideri poco più che carta straccia gli atti ufficiali è sicuramente la sconcertante telenovela sulla messa in sicurezza delle scuole. Basterebbe in proposito ricordare la famosa Ordinanza Ascoli, con l’allegato cronoprogramma sulla teorica durata di ogni intervento che, alla luce di quanto è poi accaduto, è diventato una vera e propria barzelletta. Si potrebbero scrivere interi libri sulla vicenda della messa in sicurezza delle scuole cittadine, in questa sede è sufficiente ricordare come, dal Consiglio comunale del novembre 2022, si è in attesa dell’approvazione dei progetti esecutivi per gli interventi nelle scuole Malaspina, Cagnucci e Tofare che, secondo il sindaco, inizialmente dovevano avvenire entro dicembre 2022, poi gennaio 2023. Al di là del fatto che siamo a maggio 2023 e non si hanno più notizie in proposito, vale la pena sottolineare come nel Peg (Piano esecutivo di gestione) e nel Piano obiettivi 2022 per quelle 3 scuole era prevista l’apertura dei cantieri entro fine 2022.

Probabilmente solo con un improbabile quei cantieri vedranno la luce entro la fine del 2023…

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