Ritardi, lavori costosissimi e nuovi imprevisti, non c’è pace per il Del Duca


Mentre si è in attesa del progetto per la curva sud, che doveva essere pronto entro l’11 aprile, si scopre che è stata risolta anticipatamente la convenzione con l’Ascoli per la gestione dello stadio a causa dei lavori urgenti per il rifacimento del terreno di gioco e dell’illuminazione

Non c’è solo la ricostruzione della curva sud a rendere preoccupante il futuro dello stadio Del Duca. Per quello più lontano è già ampiamente noto che, una volta terminato l’intervento di ricostruzione della curva sud, sarà la volta della tribuna ovest (costo al momento previsto oltre 3 milioni di euro). Per il futuro prossimo a sorpresa torna in discussione la convenzione per la gestione dello stadio stesso, con la necessità urgente di effettuare lavori sul campo di gioco e sull’illuminazione, per una spesa presunta di 1 milione di euro. Partendo dalla curva sud, se il buongiorno si vede dal mattino c’è davvero poco di che essere allegri.

Perché quello che sta andando in onda è un film ampiamente visto con i soliti annunci, proclami e poi, come sempre, l’improvviso silenzio quando arriva il momento di rispettare le scadenze e il cronoprogramma precedentemente sbandierato. Ricordando che c’è sempre il problema di dove andare a prendere i 3 milioni di euro che mancano per coprire l’intero costo previsto (6,5 milioni di euro), nel novembre scorso, tra i soliti “squilli di tromba”, l’amministrazione comunale ha indetto la gara europea a procedura telematica per l’affidamento dell’incarico di redazione del progetto di fattibilità tecnico/economica e progetto definitivo (determina n. 3957 del 29 novembre 2022), il primo passo del lunghissimo iter che dovrà portare prima o poi alla gara di appalto per l’assegnazione dei lavori di ricostruzione della curva.

Alla scadenza fissata per la presentazione delle offerte (22 dicembre 2022), sono arrivate 4 proposte. Con la solita flemma (per usare un altro termine…) ci sono voluti 2 mesi per verificare e scegliere tra le 4 proposte e, alla fine, il 22 febbraio 2023 l’incarico è stato affidato al raggruppamento denominato “Curva Sud Ascoli” per un importo di 122.301,51 euro oltre Iva, con tempo previsto per l’esecuzione dell’incarico pari a 48 giorni. Questo significa che per l’11 aprile l’aggiudicatario avrebbe dovuto completare e presentare per l’approvazione il progetto di fattibilità tecnico/economica. Naturalmente, come ormai tradizione da qualche anno, inizialmente non c’erano dubbi in proposito, tanto che qualche quotidiano abituato a fare da cassa di risonanza dell’amministrazione comunale pochi giorni l’assegnazione dell’incarico, travolto dall’ondata di entusiasmo, ha decisamente esagerato, annunciando addirittura il prossimo avvio dei lavori.

“Stadio Del Duca, assegnata la progettazione della nuova curva sud. I lavori entro il mese di aprile” titolava l’articolo pubblicato a fine febbraio. Farneticazioni a parte, ci si attendeva dopo Pasqua che arrivasse l’atteso progetto. Come al solito la scadenza prevista è trascorsa senza che nulla accadesse e senza che qualcuno (sindaco o chi per lui) si degnasse di far sapere cosa sta accadendo. Così, mentre si aspettava un qualche atto ufficiale del Comune in merito alla progettazione per l’intervento di ricostruzione della curva sud, nei giorni successivi a Pasqua a sorpresa è spuntata una delibera (la n. 98 del 13 aprile 2023) inerente gli indirizzi per la nuova convenzione per la gestione del Del Duca.

E perché mai c’è bisogno di predisporre una nuova convenzione, visto che quella attualmente in vigore scadrà nel giugno 2024? Nella relazione istruttoria allegata alla delibera viene evidenziata la necessità di procedere ad una nuova concessione della gestione dell’impianto sportivo comunale denominato “Stadio Cino e Lillo del Duca” in vista della necessità di realizzare urgenti opere di adeguamento e manutenzione straordinaria da effettuare sulla struttura e in considerazione che l’importo di realizzazione delle stesse supera la disponibilità finanziaria prevista nell’attuale Convenzione”.

Più avanti nella delibera vengono spiegati quali sono le “urgenti opere di adeguamento e manutenzione straordinaria”, indispensabili per ottenere l’omologazione dello stadio per la stagione sportiva 2023/2024: il rifacimento completo del terreno di gioco e l’adeguamento e il potenziamento dell’impianto di illuminazione (torri faro) per un valore complessivo di 1 milione di euro. Secondo quanto previsto dalla convenzione sottoscritta tra il Comune e l’Ascoli l’11 novembre 2019, in caso di interventi di manutenzione straordinaria necessari e urgenti, l’Ascoli avrebbe dovuto anticipare la spesa, rimborsata dal Comune attraverso lo scomputo del canone concessorio annuo (120 mila euro). Il problema in questo caso nasce dal fatto che l’importo dei due interventi supera di molto la disponibilità finanziaria prevista nell’attuale convenzione. Logica avrebbe voluto che le parti in causa trovassero un accordo per velocizzare gli interventi (magari semplicemente prolungando la durata della convenzione).

Ma ormai è noto che le cose semplici e logiche non vanno di moda da queste parti, c’è l’irresistibile fascino del “contorto”. Così, in accordo con l’Ascoli, si è deciso di risolvere anticipatamente la convenzione per procedere “alla pubblicazione di avviso di manifestazione di interesse volto a verificare la disponibilità di società sportive calcistiche ad acquisire in concessione l’impianto sportivo denominato Stadio Comunale Cino e Lillo Del Duca per un periodo di 10 anni”. L’avviso è stato pubblicato sull’albo pretorio on line il 18 aprile scorso, con scadenza 28 aprile.

E’ chiaramente un pro forma perché tra i requisiti richiesti per presentare la propria candidatura la società che intende partecipare deve assicurare “entro 6 mesi dalla sottoscrizione della convenzione la proprietà (anche attraverso acquisizione) di una società calcistica che garantisca lo svolgimento di partite di calcio di campionati professionistici”. Ed è del tutto evidente che l’unica società della zona (anzi, della regione e del vicino Abruzzo) che possiede quel requisito è l’Ascoli calcio. Quindi non c’è e non può esserci alternativa alla società bianconera che sottoscriverà la nuova convenzione per la gestione del Del Duca per un periodo di 10 anni (a partire dal 1 luglio 2023), con il canone che resta fissato a 120 mila euro all’anno (importo che potrà essere rivisto e aumentato in caso di aumento di capienza e funzionalità dello stadio). La nuova convenzione prevede che i lavori di manutenzione straordinaria citati (terreno di gioco e illuminazione) “potranno essere realizzati dal concessionario e successivamente riconosciuti, dal punto di vista tecnico ed economico, dall’amministrazione comunale”.

In altre parole l’Ascoli dovrà anticipare un milione di euro (è in ballo l’omologazione e quindi l’utilizzo dello stadio per il prossimo campionato, non c’è tempo da perdere) che poi recupererà praticamente non pagando il canone annuo per quasi tutta la durata della convenzione. Naturalmente sperando che non ci siano intoppi, contrattempi e sorprese, anche perché non c’è molto tempo per effettuare i suddetti lavori. L’ultima partita in casa dell’Ascoli è prevista per il 13 maggio (a meno che i bianconeri non solo raggiungano i playoff ma superino anche il primo turno, gara singola che l’Ascoli giocherebbe in trasferta, per giocare la semifinale che prevede andata e ritorno) e il successivo campionato inizia a metà agosto.

Al di là di tutto lo stadio Del Duca continua ad essere un vero e proprio “pozzo di San Patrizio”, negli ultimi anni sono stati spesi decine di milioni di euro e altrettanti se ne dovranno spendere: 6,5 per la curva sud, 1 per terreno di gioco e illuminazione, oltre 3 milioni (con la concreta possibilità che lieviteranno ulteriormente…) per la tribuna ovest. E, nella migliore delle ipotesi, probabilmente intorno al 2030 c’è la possibilità che gli interventi siano terminati. Superfluo aggiungere altro.

bookmark icon