Sanità del Piceno “a picco” tra improbabili allucinazioni e nuove penalizzazioni


Mentre Fioravanti promuove la sanità e gli ospedali di Ascoli e San Benedetto, la Regione continua indisturbata a penalizzare il Piceno: dopo i fondi per il personale sanitario, che aumentano per tutti le Ast e diminuiscono solo per  Ascoli, la beffa del commissario straordinario

 “Il Mazzoni e il Madonna del Soccorso sono già due strutture di ottimo livello. Nel nuovo piano sanitario il tutto verrà ufficializzato”. Così parlò il sindaco Fioravanti, dopo mesi di imbarazzato e imbarazzante silenzio sulla situazione della sanità picena. Lo ha fatto in una lunga e surreale videointervista con un quotidiano on line di San Benedetto nel corso della quale i due giornalisti che conducevano l’intervista stessa hanno faticato a mantenere il necessario e doveroso contegno di fronte alle sconcertanti “amenità” pronunciate dal primo cittadino ascolano, con il solito stucchevole mix di propaganda, vuoti slogan ripetuti senza cognizione di causa, proclami e improbabili “leggende metropolitane”, già più volte raccontate e ampiamente smentite dai fatti.

Come quella secondo cui lo stesso Fioravanti, nel 2018, in appena 72 ore avrebbe raccolto oltre 7 mila firme anche di non ascolani (in realtà il suo partito avviò la raccolta di firme il 6 agosto 2018 e il successivo 31 agosto, davanti all’ospedale Mazzoni, l’allora sindaco Castelli annunciò che erano state raccolte quasi 4 mila firme). Rispetto alla “solita solfa”, questa volta Fioravanti ha voluto regalare un’autentica chicca, destinata a restare negli annali, quando ha affermato che “organizzare alla perfezione un ospedale non è sempre positivo per i cittadini”.

Al di là di tutto, quello che maggiormente conta è che il primo cittadino ha ribadito la “supercazzola” dell’ospedale di primo livello su due plessi (mentre uno dei giornalisti correttamente sottolineava come tutti i medici e tutto il personale sanitario dei due ospedali in realtà sono convinti che non sia in alcun possibile), aggiungendo che le due strutture dovranno suddividersi le eccellenze (quali?) e che attorno ai 2 ospedali vanno costruite le case della salute. Quella del primo livello su due plessi sarebbe una delle barzellette più esilaranti mai ascoltate se di mezzo non ci fosse la salute dei cittadini del Piceno.

Rispondendo in Consiglio comunale ad un’interrogazione sul tema sanità, nel luglio 2022 Fioravanti affermava che “nessuno tira fuori le mie dichiarazioni di 5 anni fa perché allora dicevo quello che dico oggi, dicevo che abbiamo bisogno di un’azienda sanitaria territoriale su 2 plessi con un ospedale di primo livello su due plessi”. Come spesso accade, gli atti ufficiali raccontano tutt’altra storia. Infatti nel programma di mandato 2019-2024 che il sindaco Fioravanti ha depositato in Comune, per il “Mazzoni” si parla di consolidamento e rilancio, di mantenimento dei servizi e di nuovi impianti e tecnologie ma non c’è neppure il minimo cenno alla storia del primo livello su due plessi.

Per altro ancora nel febbraio 2022, in un video pubblicato sui social, lo stesso Fioravanti affermava che “il Mazzoni è e sarà sempre di primo livello”, facendo poi un accenno che si stava ragionando sui due plessi. D’altra parte è cosa nota che la barzelletta dell’ospedale di primo livello su due plessi l’hanno tirata fuori Acquaroli e Saltamartini, poi come al solito Fioravanti ha fedelmente obbedito. Purtroppo ci siamo orami abituati all’idea che per certi amministratori la fedeltà al partito e la propaganda vengano prima di ogni altra cosa, anche degli interessi dei cittadini. Ma nella sanità, quando in ballo c’è la salute e la tutela del diritto alla cura dei cittadini stessi non è accettabile che si mettano avanti gli interessi di partito.

Chiunque è purtroppo costretto, per ragioni di salute, ad avere a che fare con gli ospedali di Ascoli e di San Benedetto sa perfettamente quale sia la situazione, come nella realtà le due strutture siano sempre più due “ospedaletti” che messi insieme faticano a fare una struttura di secondo livello. Ed i fatti testimoniano quanto siano lontani dall’essere quell’ospedale di primo livello su due plessi così ossessivamente millantato. Qualche settimana fa abbiamo raccontato il drammatico calvario di un’anziana donna ascolana colpita nella notte da un ictus, trasportata prima al Pronto Soccorso dell’ospedale di Ascoli e da lì trasferita all’ospedale di San Benedetto da dove, poi, è stata trasferita al Torrette di Ancona perché al Madonna del Soccorso non c’era la possibilità di effettuare l’ulteriore intervento necessario in questi casi. Ed è del tutto evidente che una cosa simile non sarebbe mai accaduta , che il trasferimento ad Ancona non sarebbe stato necessario, se davvero avessimo il tanto decantato ospedale di primo livello su due plessi.

Potremmo proseguire a lungo con esempi simili, la realtà, ben nota a quasi tutti (evidentemente, però, non al sindaco…), è che la sanità nel Piceno è sempre più allo sbando, che i due ospedali sono sempre più ai minimi termini e che la Regione continua a penalizzare pesantemente il nostro territorio, nel silenzio di chi invece lo dovrebbe difendere. Come ha giustamente sottolineato il consigliere comunale sambenedettese De Vecchis, proprio rispondendo all’affermazione di Fioravanti sui 2 “ospedali di ottimo livello”, proprio il nuovo piano sanitario in realtà testimonia l’esatto contrario. Infatti nelle tabelle allegate al piano stesso risulta che oltre il 40% dei residenti della provincia di Ascoli costretto a ricoverarsi in ospedali fuori provincia.

Un dato semplicemente clamoroso, non osiamo immaginare cosa mai sarebbe accaduto se non avessimo avuto a disposizione due strutture ospedaliere di così buon livello. Per altro è oltremodo significativo che, poche ore prima che il sindaco Fioravanti pronunciasse quelle parole, in Regione si consumava l’ennesima penalizzazione nei confronti del Piceno.

La giunta regionale, infatti, nei giorni scorsi ha ulteriormente prorogato, per ora fino al 31 maggio, i commissari delle Ast marchigiane (quelli che dovevano restare fino a fine febbraio…), tranne quella dell’Ast di Ascoli (Vania Carignani). Ed al suo posto non è stato nominato alcun nuovo commissario, sarà quello dell’Ast di Fermo, Roberto Grinta, ad occuparsi, ovviamente part time, dell’Ast di Ascoli. Senza dimenticare l’atroce beffa che si è materializzata con l’istituzione delle Ast (al posto delle Aree Vaste) che ha determinato il consistente taglio di fondi per il personale sanitario, ovviamente solo per l’Ast di Ascoli. Perché per tutte le altre Ast i fondi invece sono aumentati, di oltre 5 milioni di euro per Ancona, di poco meno di 5 milioni per Macerata, di poco più di 2 milioni per Pesaro e di quasi 1,5 milioni di Fermo.

E’ cosa nota anche ai muri che il personale sanitario dell’Ast di Ascoli è sottodimensionato e assolutamente insufficiente a garantire tutti i servizi e che, di conseguenza, proprio la nostra Ast avrebbe avuto bisogno più di ogni altra di un consistente aumento dei fondi. Invece gli stanziamenti aumentano per le altre 4 Ast, diminuiscono di quasi 2 milioni di euro per quella di Ascoli. Si è molto ironizzato (decisamente amaramente) sulla promessa, fatta in campagna elettorale dagli esponenti della destra ascolana relativa al fatto che il Piceno non sarebbe stato più la Cenerentola delle Marche per quanto riguarda la sanità, purtroppo i fatti dimostrano in maniera inequivocabile che è addirittura riduttivo parlare di Cenerentola.

Naturalmente su tutti quei dati inconfutabili Fioravanti non ha speso neppure una parola. E probabilmente se fosse rimasto ancora completamente in silenzio sarebbe stato molto meglio…

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