Un’elite di dirigenti e dipendenti obbligati a ricercare la felicità, l’ultima “follia” del Comune


L’incontro “La via della felicità” fa parte di un “percorso di sviluppo professionale e personale” per dirigenti e dipendenti comunali affidato alla Roi Group per 12 mila euro. E in una sconcertante lettera il sindaco Fioravanti ricorda all’elite prescelta l’obbligatorietà della presenza…

Una elite di dirigenti e dipendenti selezionata e costretta dal sindaco a percorrere “la via della felicità”. E’ l’ultima incredibile follia del Comune di Ascoli dove un numero ristretto di dirigenti e dipendenti comunali sono stati scelti, non ci capisce bene in base a quale criterio, e obbligati a partecipare alla giornata formativa “La via della felicità”, a cura di Richard Romagnoli, che si è tenuta il 14 marzo scorso a Palazzo dei Capitani. Sembra di essere su “Scherzi a parte”, invece è la sconcertante realtà di una vicenda che getta gravissime ombre sull’amministrazione comunale e, soprattutto, sul sindaco Fioravanti. Che ha firmato la sconcertante lettera che illustra su cosa verte la “formazione in house obbligatoria” e, appunto, comunica a dirigenti e dipendenti prescelti che “la partecipazione è assolutamente obbligatoria, non sono ammesse assenze, tranne per motivi opportunamente e preventivamente giustificati”.

Una missiva surreale che, nella parte in cui viene illustrato il contenuto del corso di formazione, ricorda sinistramente il linguaggio solitamente utilizzato dalle sette spirituali e religiose, mentre nel modo in cui impone l’obbligo di partecipazione ricorda le gesta del Megadirettore Galattico Duca Conte Balabam di fantozziana memoria quando imponeva i propri capricci ai propri dipendenti (chiamati “sottomessi”). Ironia a parte, come si legge nella determina n. 683 del 7 marzo scorso, l’incontro con Richard Romagnoli “La via della felicità” fa parte di un “percorso di sviluppo professionale e personale” affidato alla Roi Group srl, per un costo di 12.200 euro, che prevedeva due incontri, il primo con Sebastiano Zanolli che si è svolto il 20 febbraio. Dieci giorni prima del secondo incontro, arriva la lettera con la quale il sindaco impone l’obbligo di partecipazione all’elite di dirigenti e dipendenti selezionati.

L’intervento di Richard  – si legge nella lettera – è nel suo stile puramente esperienziale e ha lo scopo di favorire nei singoli partecipanti l’alto valore che è insito nell’appartenenza al proprio gruppo di lavoro. Per questo motivo sin dall’inizio del suo intervento le persone sperimenteranno le pratiche del benessere, quelle che fanno parte del suo metodo Happygenetica e che hanno lo scopo di favorire nei partecipanti un positivo cambiamento del loro stato fisico ed emozionale. La comunicazione che Richard  sa instaurare con le persone è fortemente empatica per riuscire progressivamente ad attivare la loro consapevolezza: dall’io al noi, dall’individuo al team. L’obiettivo del suo intervento sarà quello di accompagnare ogni partecipante in un proprio viaggio interiore, per agevolare la comprensione dei meccanismi attivanti di ciascuno ovvero quelli che permettono un’ottima performance al lavoro con serenità e senza stress”.

Il programma prevede: esercizi esperenziali di attivazione della Happygenetica; esercizi di Heart Coherence per la sperimentazione scientifica dell’empatia di gruppo, il viaggio delle 5 stanze della vita allo scopo di ottenere una visione che va dal work-life balance al life-work balance, esercizi di simulazione nella gestione del conflitto” scrive ancora il primo cittadino che poi spiega chi è Richard Romagnoli, sottolineando che “il suo ultimo libro edito da Roi Edizione, “Le Nove Leggi Spirituali per un Business di successo” illustra per la prima volta la strategia della preminenza”.

Al di là del tono insolitamente confidenziale (Fioravanti deve essere molto amico di Romagnoli per chiamarlo Richard in una comunicazione istituzionale…), è giusto segnalare che non solo la strategia della preminenza è stata teorizzata e illustrata per primo da Jay Abraham nel 2005 (14 anni prima della pubblicazione del libro di Romagnoli), ma che digitando su google quella definizione si trovano riferimenti numerosi di Abrham e Frank Merenda, citazioni di altri autori ma non c’è traccia di Richard Romagnoli. “Bufala” a parte, però, non si capisce cosa c’entrino le tecniche per il business con l’attività di un’amministrazione pubblica.

E’ sconcertante – accusa il segretario dem e consigliere comunale Francesco Ameli – la concezione di pubblica amministrazione che il sindaco vuol dare ai dipendenti. Le attività formative messe in atto sono rivolte ad un percorso che vuol far assumere alla PA i contorni di un’azienda privatistica, facendone venire meno i suoi caratteri essenziali”. Ma tutta l’iniziativa e quella lettera sollevano enormi dubbi e inquietanti perplessità che andrebbero opportunamente chiarite. A partire dal fatto che non si capisce cosa c’entrino con la formazione dei dipendenti comunali e con il lavoro e i servizi che devono fornire ai cittadini il “viaggio interiore alla ricerca della felicità”, “il viaggio nelle 5 stanze della vita” o “gli esercizi di coerenza del cuore” (hearth coherence).

Concordo pienamente sulla necessità di formare i nostri dipendenti comunali – prosegue Ameli – ma ritengo i costi assolutamente eccessivi”. Soprattutto, però, semmai12 mila euro andrebbero spesi per corsi di aggiornamento decisamente più tecnici, per fare in modo che dirigenti e dipendenti comunali siano in grado di offrire risposte concrete e servizi sempre più efficienti ai cittadini. A prescindere dal fatto che siano o meno felici, che abbiano trovato il giusto equilibrio vita-lavoro (life work balance). Il sindaco Fioravanti, poi, dovrebbe spiegare  (ammesso che possa esserci una spiegazione sensata) per quale motivo la giornata di formazione è riservata solo ad alcuni dirigenti e dipendenti, in base a quale criterio sono stati selezionati (per il sindaco è importante la felicità solo di una ristretta elite?), anche in considerazione del fatto che, tra i dipendenti selezionati, ci sono alcuni dipendenti a tempo determinato.

Soprattutto, però, il primo cittadino dovrebbe chiarire come sia possibile imporre l’obbligatorietà per una cosa del genere, per un appuntamento che non può essere certo considerato un corso di aggiornamento sugli aspetti meramente tecnici dell’attività di dirigenti e dipendenti ma, piuttosto, inerente ambiti personali e privati che non possono e non devono essere oggetto di obbligo. In base a quale particolare necessità dell’amministrazione comunale e in virtù di quale potere si può obbligare un dipendente comunale ad “instaurare un cambiamento del proprio stato fisico ed emozionale” o ad effettuare “il viaggio nelle 5 stanze della vita”?

Se si vuole pensare alla felicità e al benessere dei dipendenti già solo redigere una comunicazione con cui si evidenzia l’obbligatorietà della partecipazione, non significa di per se’ una “soggezione psicologica”, in contrasto con l’auspicata felicità che si vorrebbe ottenere attraverso l’Happygenetica” afferma Ameli. Che, poi, annuncia la presentazione di un’interrogazione in Consiglio comunale per fare luce sui tanti punti oscuri di questa vicenda, sottolineando anche che “sarà inoltre interessante capire quali rapporti intercorrano tra la società che ha offerto consulenza ed altre iniziative che sono state fatte ad Ascoli”. Da anni, infatti, i cosiddetti  “percorsi esperienziali”, tanto cari al Comune di Ascoli,  sono proposti con “Asculum  festival”. E, non a caso, la Roi Group, Zanolli e Romagnoli sono legati a quel festival (il Ceo e founder di Roi Group, Marcello Mancini è addirittura intervenuto nel novembre 2021 all’evento di apertura del festival in Pinacoteca insieme al sindaco, al presidente della Regione Acquaroli e all’assessora regionale alla cultura Latini).

Senza entrare nel merito di queste “menate”, ognuno in privato ha il diritto di seguire ciò che vuole. Il sindaco Fioravanti può legittimamente fare tutti “percorsi esperienziali” che vuole, può viaggiare nelle 5 stanze della vita, può altrettanto legittimamente aspirare a cambiare il proprio stato fisico ed emozionale. Ma è assolutamente inaccettabile che imponga di farli anche ad un’elite di dirigenti e dipendenti comunali, per giunta a spese dei cittadini ascolani.

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