Un Carnevale mai visto…


Si è chiusa un’edizione record, con il tutto esaurito domenica e folla anche martedì. Al di là del concorso, trionfa il vero spirito e l’unicità del Carnevale ascolano, rappresentato al meglio da maschere come la finta Monica Acciarri e il gruppo “Lu cazz che te frega”

C’era una gran voglia di Carnevale. Dopo gli anni neri del covid, era forte il desiderio di tornare a divertirsi e sorridere in spensieratezza. Per questo l’edizione 2023 del Carnevale passerà alla storia per una partecipazione di pubblico mai vista prima. E non solo ad Ascoli ma anche negli altri comuni del territorio in cui si organizzano eventi. Ad Offida , ad esempio, a “lu bov fint” si calcola che ci fossero più di 8 mila persone e ancora più erano i presenti martedì ai “vlurd”. Intorno alle 10 mila presenze anche a Castignano per i “moccoli” a Castignano e secondo le cronache bagno di folla anche alla sfilata dei carri a San Benedetto. Naturalmente, però, l’apice si è raggiunto nel capoluogo piceno dove la voglia di Carnevale, repressa in questi anni di covid, era tale che giovedì scorso, nel giorno tradizionalmente dedicato ai più piccoli, si potevano incontrare in centro diverse maschere. Il gran fermento del sabato sera ha, poi, anticipato una domenica che sarà difficile da dimenticare.

Già al mattino era un’impresa riuscire a trovare un parcheggio nei pressi del centro, semplicemente impressionante la fila di auto, in entrambi i lati di ingresso, in attesa che si liberasse un posto nel parcheggio di Torricella. Un semplice antipasto di quello che poi sarebbe accaduto nel pomeriggio quando, si può dire con assoluta certezza, si è registrato un vero e proprio record di presenze. Sono decenni che assistiamo al Carnevale di Ascoli ed una cosa del genere non l’avevamo mai vista, piazza del Popolo stracolma di gente al punto che era quasi impossibile entrare, ma anche le vie e zone limitrofe erano un autentico delirio di folla che rendevano difficoltoso anche provare a fare due passi.

E non ha deluso le aspettative in termini di presenze, anche se ovviamente non come la domenica, neppure il martedì di Carnevale, con ancora tanta gente in centro e la voglia di divertirsi e lasciarsi per qualche ora alle spalle un periodo davvero difficile e buio. Poi alle 20, dal palco di fronte palazzo dei Capitani, il sindaco Fioravanti ha comunicato le nomination dei vari gruppi, con la festa finale in piazza con ancora tanta gente (e non solo ragazzi). Sabato prossimo ci sarà, poi, un’appendice al Carnevale con la proclamazione, al teatro Filarmonici, dei vincitori del concorso che, però, per quanto ci riguarda è sicuramente l’aspetto meno interessante del Carnevale di Ascoli al punto che, se fosse per noi, lo aboliremmo.

Perché, ne siamo certi, chi partecipa, chi si maschera, in gruppo o singolarmente, non lo fa certo per il concorso. Il Carnevale ascolano è ben altro, è qualcosa di particolare e assolutamente unico e inimitabile. E la sua particolarità è data da quell’autentica esplosione di scenette, gags e sketch trascinanti e coinvolgenti che dalla domenica mattina trasformano il centro cittadino in un unico grandissimo palcoscenico dove tanti improvvisati attori, con la loro travolgente vivacità e goliardia, sanno coinvolgere e trascinare anche chi era lì semplicemente come spettatore.

L’inventiva, l’arguzia, l’ironia scanzonata tipicamente ascolana partoriscono gruppi e sketch straordinariamente suggestivi. Chi cerca nel Carnevale ascolano, nelle maschere, la ricercatezza e l’eleganza dei costumi ha sbagliato città. E non perché le maschere e i gruppi ascolani non siano in grado. Semplicemente perché il Carnevale ascolano è altro, si caratterizza per la capacità di trasformare in gustosissime maschere e gruppi mascherati fatti, argomenti e personaggi della cronaca locale (e nazionale), ma anche dei semplici detti popolari, delle espressioni tipiche del dialetto ascolano prendono magicamente forma e vita e diventano spunto per esilaranti gags che rendono l’atmosfera assolutamente unica e irresistibilmente coinvolgente.

Proprio per queste ragioni ci sembra opportuno citare in particolare due maschere (per l’esattezza una maschera singola e un gruppo), almeno tra quelle che abbiamo avuto la fortuna di ammirare, che non sono finite tra le nomination per il semplice fatto che non si sono neppure iscritte al concorso, proprio in ragione del fatto che il vero spirito del Carnevale ascolano non è certo nella competizione. Naturalmente questo non significa certo che tra i tanti gruppi che hanno partecipato al concorso non ce ne siano di meritevole di menzione, anzi, A tal proposito una citazione particolare merita a nostro avviso il gruppo “Gin tonic”, che pure non è finito nelle nomination, che ha saputo coinvolgere, con lo spirito e la goliardia dei ragazzi che lo hanno realizzato, chiunque capitava dalle loro parti.

Però se pensiamo al vero e più genuino spirito del Carnevale scolano non possiamo che citare quelle due maschere. Quella dell’avvocato Mauro Gionni che da anni si maschera da solo e regala spunti e sketch straordinari. Come dimenticare, ad esempio, quando alcuni anni fa si rese protagonista dell’esilarante parodia della vicenda del cartello sul divieto di accattonaggio nei presso del Passetto Squintani. Quest’anno, invece, ha vestito i panni della consigliera regionale Monica Acciarri che è sempre indecisa se “andare a destra o a sinistra”, parodia del percorso politico dell’Acciarri, per anni punto di riferimento del Pd e ora passata a destra con la Lega.

L’altro è, invece, un gruppo composto da 5 amici che orami da decenni caratterizzano il Carnevale con le loro geniali (qualcuno le ha definite sublimi…) trovate e che per una precisa (e assolutamente condivisibile) scelta non si sono praticamente mai iscritti al concorso. Sono Alberto, Andrea, Fabrizio, Guido e Stefano che in genere si ispirano, per il loro gruppo, a detti popolari ed espressioni tipicamente dialettali. Quest’anno con il loro “Lu cazz che te frega” e con le loro strepitose gags hanno davvero sfondato, provocando un incredibile interesse e, naturalmente, tanta ilarità. Semplicemente impressionante le richieste di foto e selfie che hanno ricevuto, addirittura anche dopo aver concluso, da tradizione, la serata di martedì con la cena in pizzeria (dove, per altro, tra un boccone e l’altro hanno proseguito con il loro esilarante show). E mentre tornavano alla base per tornare a vestire i panni di tutti i giorni c’erano ancora tantissime persone che li fermavano e che chiedevano di fare foto con loro, sempre disponibilissimi e pronti, nonostante la comprensibile stanchezza.

Tra le tante straordinarie immagini che ci lascia questo strepitoso Carnevale, la fila di ragazze e ragazzi che chiedevano a quel gruppo di fare una foto ricordo con loro è probabilmente la più suggestiva. E la più significativa di cosa sia realmente il Carnevale ascolano…

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