Aspetta e spera…


Entro gennaio si dovevano approvare i progetti esecutivi per  Malaspina, Cagnucci e Tofare e concludersi procedura di dialogo competitivo, mentre il 30 gennaio dovevano terminare i lavori sul ponte di San Filippo. Ma nessuna di quelle scadenze è stata rispettata

Se, come recita il noto aforisma del filosofo e scrittore tedesco Gotthold Ephraim Lessing, “l’attesa del piacere è essa stessa il piacere”, bisogna riconoscere che l’amministrazione comunale ha regalato e sta regalando piacere a iosa ai cittadini ascolani. Non è certo una novità, perché da questo punto di vista l’amministrazione che l’ha preceduta (guidata da Castelli) a sua volta aveva dispensato “piacere” a piene mani, ma bisogna ammettere che rispetto a quanto avviene ora che a guidare il Comune è Fioravanti non c’è paragone. Perché l’attuale amministrazione comunale qualunque cosa deve fare, che sia un’opera, un intervento o anche la semplice adozione di un atto amministrativo, riesce incredibilmente a prolungare oltre ogni immaginazione l’attesa e, di conseguenza, il piacere. E questo inizio di 2023 per certi versi ne è l’emblema più evidente.

Perché c’erano diverse scadenze, ufficiali o annunciate dal sindaco stesso, in arrivo in queste settimane, tra la fine dell’anno passato e le prime settimane del nuovo anno. Nessuna delle quali, è quasi superfluo sottolinearlo, è stata rispettata, di conseguenze siamo ancora nella fase di attesa che, appunto, “è essa stessa il piacere”. Tanto per cambiare a fare la parte del leone sono le scuole cittadine, una telenovela infinita, di fronte alla quale impallidirebbe anche “Beautiful”, per le quali tra fine dicembre e inizio di gennaio erano in programma numerose importantissime scadenze. In particolare ad inizio gennaio si sarebbe dovuto conoscere l’esito della procedura di dialogo competitivo, l’ennesimo disperato tentativo, dopo una serie interminabili andati a vuoto, di trovare le sedi scolastiche temporanee, indispensabili nel momento in cui partiranno i lavori di demolizione e ricostruzione, ma anche di adeguamento sismico, di alcune scuole cittadine.

Una procedura a dir poco singolare, indetta dal Comune il 1 dicembre scorso con scadenza per la presentazione delle candidature fissata per il 13 dicembre. A quella data, o pochi giorni dopo, quindi, si dovevano conoscere quale edifici erano stati selezionati e scelti per le sedi temporanee. Invece il 13 dicembre e i giorni successivi sono trascorsi senza che si sapesse nulla, fino a che non è venuta fuori la clamorosa “magagna”, la richiesta di chiarimento sulla procedura da parte dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Nel corso della consueta conferenza stampa di fine anno, poi, lo stesso Fioravanti aveva assicurato che “è ormai certo che si sbloccherà ad inizio del nuovo anno, già nel mese di gennaio, la procedura di dialogo competitivo per individuare le sedi scolastiche temporanee per consentire i prossimi trasferimento degli studenti dettati dall’apertura di nuovi cantieri per la messa in sicurezza delle scuole”. Gennaio è passato, siamo quasi a metà febbraio e, ovviamente, della procedura di dialogo competitivo non si è saputo più nulla.

Sempre per quanto riguarda le scuole, nel corso del Consiglio comunale aperto del 3 novembre 2022, il sindaco, rimodulando per la milionesima volta il cronoprogramma, aveva annunciato che entro la fine dell’anno sarebbero stati approvati i progetti esecutivi, sulla base dei quali poi verranno indette le gare per l’aggiudicazione dei lavori, inerenti gli interventi delle scuole Malaspina, Cagnucci e Tofare. Per la verità già in questo modo eravamo di fronte ad un cospicuo slittamento dei tempi, visto che nel Peg e nel Piano obiettivi per il 2022 per quelle tre scuole era prevista l’approvazione dei progetti esecutivi entro giugno-luglio, per poi l’indizione della gara e l’aggiudicazione dei lavori entro la fine del 2022.

Qualche giorno prima della fine dell’anno, poi, uno dei quotidiani locali che fa da cassa di risonanza ai proclami del sindaco e dell’amministrazione aveva scritto che i progetti esecutivi per quelle tre scuole erano stati approvati, senza però fare alcun riferimento i relativi atti ufficiali. Che, in realtà, non esistevano semplicemente perché in effetti non erano stati ancora approvati. Come confermato, per altro, in quegli stessi giorni dal periodo comunale “Le Cento Torri” nel quale veniva fissata una nuova scadenza per l’approvazione dei tre progetti esecutivi, entro fine gennaio. Scadenza che, però, è trascorsa da 10 giorni e naturalmente non c’è traccia sull’albo pretorio on line delle delibere di approvazione di quei 3 progetti.

Come ormai è ampiamente noto, a fine gennaio era prevista anche la fine dei lavori, con la contestuale riapertura, del ponte di San Filippo. Come riportato nel cartellone posizionato dal Comune all’inizio del cantiere, i lavori sono iniziati il 22 agosto 2022 e, da contratto di appalto, dovevano concludersi massimo in 161 giorni, cioè tassativamente entro il 30 gennaio 2023. In realtà già da tempo si era capito che a quella data i lavori non sarebbero stati neppure vicini dal terminare. Però da settembre in poi la maggior parte dei quotidiani locali hanno ripetuto in continuazione che “i lavori stanno accelerando”, tanto che alla fine anche il primo cittadino si è convinto che fosse davvero così, visto che a fine novembre, in un imbarazzante video pubblicato sui social, lo stesso Fioravanti dichiarava che “stiamo procedendo speditamente con i lavori sul ponte di San Filippo”.

In qualsiasi posto normale annunciare che i lavori accelerano significa automaticamente sostenere che si concluderanno prima di quanto previsto. Nel meraviglioso mondo virtuale costruito dall’amministrazione comunale, con la collaborazione dei quotidiani locali, accelerare produce esattamente l’effetto opposto, fa concludere in ritardo, rispetto a quanto previsto, i lavori. Per altro già da fine anno sindaco e amministrazione avevano di fatto ammesso che anche in questo caso la scadenza non sarebbe stata rispettata, auspicando (neppure assicurando…) la fine dell’intervento entro marzo 2023. E con sprezzo del ridicolo, qualche settimana fa uno di quei quotidiani ha addirittura scritto che “è corsa contro il tempo per riaprire a marzo”.

In realtà sulla base di alcune foto pubblicate in questi giorni sui social, che stanno provocando non poche perplessità per come si sta scavando sulla collina sopra il ponte, è più che lecito avere dubbi sul fatto che si riesca davvero a concludere e riaprire entro fine marzo, quindi con 2 mesi di ritardo (per altro per un intervento che doveva essere realizzato lo scorso anno…). Non era prevista per gennaio, invece, la fine dei lavori in via Trieste che, sulla base di quanto stabilito nella gara di appalto, dovrebbero terminare per aprile.

Anche in questo caso, però, dopo i ripetuti proclami riportati da diversi quotidiani locali, che come sempre parlavano di lavori che procedevano spediti e che acceleravano, nei giorni scorsi uno di quei quotidiani, non sappiamo quanto volutamente, di fatto ha ammesso che in realtà le cose non stanno procedendo al meglio, visto che, parlando dei marciapiedi di via Trieste, ha scritto che “non ci saranno altri ritardi”. E se la lingua italiana ha ancora un qualche significato, vuol dire che comunque fino ad ora si cono già stati dei ritardi. Per altro non bisogna certo essere dei veggenti per prevedere che anche in via Trieste la scadenza non sarà rispettata e che i bookmakers neppure quotano uno slittamento della fine dei lavori ben oltre aprile…

 

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