Meno verde e più cemento, c’era una volta Ascoli città green…


Nel programma elettorale Fioravanti prometteva un’anima green per Ascoli. Che, però, ha lasciato spazio ad una cementificazione selvaggia e ad un consumo sregolato di suolo. E, come denuncia Legambiente, sono in arrivo nuove varianti e altri 30 mq di cemento…

Doveva diventare la “città green d’Italia”, rischia seriamente di trasformarsi nella capitale del cemento. “Ascoli d’ora in poi avrà un’anima green” annunciava Marco Fioravanti nella primavera 2019 nel suo programma elettorale, scomodando addirittura per l’occasione anche Greta Thunberg e facendo espresso riferimento ai contenuti cruciali dell’anima green del movimento dei giovani. Non sappiamo e francamente non abbiamo capito bene cosa vuol dire per il sindaco una “città green”.

Di certo, però, tra i contenuti dell’anima green dei giovani non ci risulta che ci fossero la “cementificazione selvaggia” e il consumo sregolato del suolo, a scapito delle aree verdi che stanno invece ispirando l’operato concreto di questa amministrazione comunale, denunciato nei giorni scorsi anche da Legambiente. Ed evidenziato in maniera imbarazzante anche da “Ecosistema urbano”, l’annuale indagine sulla qualità della vita nei capoluoghi di provincia italiana, che vede Ascoli ottenere i risultati peggiori nella macroarea “Ambiente urbano”, addirittura agli ultimi posti nella graduatoria nazionale (e in costante peggioramento negli ultimi anni) per quanto riguarda il verde urbano e l’uso efficiente del suolo.

Il guaio è che la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente perché sono in via di approvazione da parte dell’amministrazione comunale una serie di varianti che prevedono il cambio di destinazione, da area verde ad edificabile, per circa 30 mila metri quadrati, che riguardano soprattutto le aree periferiche della città. “Il Comune di Ascoli – accusa il locale circolo di Legambiente – sta per approvare nuove varianti al piano regolatore che prevedono un cambio di destinazione urbanistica da area verde a edificabile, per un totale complessivo aggiuntivo di 30 mila metri quadrati. Si tratta di una vera e propria follia, tanto per cominciare perché questi interventi edilizi sulle colline intorno al nostro capoluogo rovineranno per sempre l’immagine di Ascoli Piceno come città turistica e la percezione dello stesso centro storico”.

In realtà per quanto riguarda il turismo la preoccupazione è eccessiva e del tutto fuori luogo, visto che già ora il capoluogo piceno non ha certo una grande immagine turistica (nonostante il traino della curva sud…). Naturalmente ciò non toglie che è a dir poco incomprensibile il comportamento dell’amministrazione comunale. I più maligni sostengono che questa passione per il cemento sia una sorta ricompensa per il sostegno ottenuto in campagna elettorale (nell’ultima e nelle precedenti) da un determinato mondo. In realtà sindaco e amministrazione comunale parlano di una strategia ben precisa che ha come obiettivo fermare la fuga di residenti e, anzi, ripopolare il capoluogo piceno, una spiegazione che per certi versi è ancora più sconcertante e sconfortante della prima ipotesi.

Perché pensare che basta costruire nuove case, nuovi edifici per ripopolare la città è a dir poco ridicolo (per non dire altro), ancor più in un comune come quello piceno dove non esiste certo un’emergenza abitativa e, anzi, soprattutto nella zona del centro ci sono numerosissimi immobili disabitati e da ristrutturare.

E’ semplicemente folle – prosegue Legambiente – pensare che per riportare la gente ad abitare ad Ascoli si debbano realizzare nuovi edifici, nuovi palazzi e continuando con la politica fallimentare che ha portato negli ultimi decenni ad un incremento esponenziale del consumo di suolo. Non è certo realizzando nuovi palazzi e continuando a cementificare le ultime aree disponibili che si convinceranno i residenti a tornare. Ci sono migliaia di appartamenti da ristrutturare in centro storico, un’amministrazione lungimirante si preoccuperebbe di ristrutturare gli immobili già esistenti, non di realizzare dei nuovi per saziare gli appetiti degli speculatori, distruggendo definitivamente il nostro territorio”.

D’altra parte, però, se il sindaco Fioravanti ha avuto il coraggio di sostenere, nel corso del Consiglio comunale, che anche la curva sud è fondamentale per combattere il calo demografico, perché in curva sono nati nuovi amori che poi hanno dato origine a numerosi nuovi bambini (l’ha detto davvero, c’è il video del Consiglio comunale che lo testimonia), non ci può certo stupire che possa pensare che basti costruire nuove case, nuovi edifici per far magicamente ripopolare il capoluogo piceno.

Anche perché in caso contrario bisognerebbe innanzitutto ammettere che sono ben altre e ben più profonde le ragioni della fuga di residenti dalla città e, soprattutto, bisognerebbe anche sforzarsi di comprendere le vere motivazioni e provare a fare qualcosa di concreto.

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