La protesta “oscurata” degli studenti contro il ritorno al passato per l’esame di maturità


Nel silenzio dei media gli studenti scendono in piazza per protestare contro la decisione del ministro dell’istruzione Valditara di tornare alle modalità pre covid per l’esame di stato. Dopo la manifestazione davanti al ministero, annunciata la mobilitazione in tutto il paese

Mentre il Paese discute appassionatamente sull’ultima “baggianata” di uno dei rappresentanti del governo (è ammirevole la capacità di sfornarne una al giorno…), cioè se Dante può davvero essere considerato il fondatore del pensiero di destra come sostiene il ministro della cultura (si fa per dire…) Sangiuliano, sta passando completamente sotto silenzio la protesta da parte degli studenti contro la decisione del ministro dell’istruzione Valditara sul ritorno alle modalità pre covid dello svolgimento dell’esame di stato 2023.

Negli ultimi tre anni – si legge nella nota emanata il 30 dicembre scorso del dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del ministero dell’istruzione – la scuola ha vissuto gli effetti della pandemia che hanno comportato, tra gli altri, la necessità di modificare successivamente le modalità di svolgimento dell’esame di Stato. Un esame che, a conclusione del secondo ciclo di istruzione, costituisce un passaggio sostanziale e simbolico nel processo di costruzione del proprio progetto di vita. E’ momento finale dell’intera esperienza scolastica, in cui esprimere le conoscenze, le abilità e le competenze sviluppate nei percorsi formativi. Per queste ragioni con la presente si forniscono informazioni sintetiche circa lo svolgimento dell’esame di Stato 2023, che non innovano il quadro normativo ma, più semplicemente, lo richiamano nei suoi caratteri generali, per favorirne la conoscenza in particolare da parte degli studenti e delle loro famiglie. Nel 2023 l’esame di stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione tornerà ad essere configurato secondo le disposizioni normative vigenti”.

In pratica si torna al periodo pre covid, con due prove scritte, il colloquio finale multidisciplinare, la valutazione finale sulla base del punteggio ottenuto nell’esame finale (massimo 60 punti complessivi per i due scritti e per il colloquio orale) e del credito scolastico maturato nell’ultimo triennio (massimo 40 punti), le prove Invalsi che tornano ad essere requisito di ammissione alle prove, la commissione con tre commissari esterni. Resta in bilico, invece, la parte che riguarda l’alternanza scuola-lavoro, i cosiddetti percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto) “per i quali la pandemia ha determinato difficoltà nello svolgimento delle attività e, in taluni casi, il mancato raggiungimento del target orario previsto. Per tali ragioni potrebbe in seguito venir meno, previa emanazione di specifica norma di legge, il vincolo dello svolgimento delle attività Pcto per l’ammissione all’esame di stato 2023”.

Al momento, però, le attività Pcto restano e continuano ad essere parte del colloquio orale nella quale, si legge nella nota, “il candidato potrà evidenziare il significato di tale esperienza in chiave orientativa”. Come era facilmente prevedibile la decisione del ministro Valditara è stata accolta malissimo dagli studenti che, immediatamente dopo l’emanazione della nota del ministero, hanno chiesto un immediato confronto, ovviamente senza ottenere alcuna risposta, dichiarandosi pronti alla mobilitazione. In realtà un confronto preliminare c’era stato il 13 dicembre scorso, con un incontro tra il ministro dell’istruzione e l’Ufficio di coordinamento nazionale delle Consulte provinciali degli studenti. Nel corso del quale i rappresentanti degli studenti avevano sottolineato la necessità di una rivisitazione dello svolgimento dell’esame di stato, con un ripensamento nell’attribuzione dei crediti, chiedendo anche che la commissione d’esame potesse essere interna, con un presidente esterno di garanzia.

In realtà già da quell’incontro i rappresentanti degli studenti erano usciti piuttosto delusi, in particolare lamentando una scarsa attenzione da parte del ministro ed una mancata volontà di approfondire concretamente le varie questioni. In altre parole si era comunque capito quanto quell’incontro fosse solamente di facciata e come in realtà le decisioni erano già state prese. La conferma è poi arrivata con quella nota di fine anno e dalla chiusura da parte del ministro a qualsiasi successivo confronto. Pe questo, come annunciato, venerdì 13 gennaio è andata in scena la prima manifestazione di protesta davanti alla sede del ministero dell’istruzione.

Siamo qui per protestare contro il modello di scuola del merito del ministro Valditara, per protestare contro un esame di stato che costituisce un vero ritorno al passato, per far sentire la nostra voce e chiedere un nuovo modello di scuola. Saremo allo stesso tempo davanti alle scuole con striscioni, flashmob e assemblee in tutto il Paese perché le istituzioni ci diano risposte chiare. Quest’esame è un ritorno al passato, inventiamo il futuro” ha dichiarato il coordinatore della Rete degli Studenti Medi Paolo Notarnicola. “L’esame 2023 – prosegue Notarnicola – è una fotocopia del 2019, un chiaro ritorno alla maturità pre pandemia che non tiene in considerazione le condizioni in cui milioni di studenti hanno vissuto la scuola negli ultimi anni. La pandemia ha sconvolto le vite di ognuno di noi, per questo l’uscita dalla fase della didattica a distanza doveva coincidere con strumenti nuovi, nuovi percorsi capaci di stimolare gli studenti, un nuovo modello di scuola. Purtroppo tutto questo non è avvenuto”.

Durissimo il giudizio nei confronti del ministro da parte degli studenti che, però, non si limitano alla protesta. “Il ministro sembra sempre fare solo passi indietro – affermano – proponendo un’educazione improntata all’umiliazione, una scuola “pacificata” e priva di dialogo con gli studenti, un esame incapace di valutare correttamente il loro percorso. Abbiamo scritto insieme una piattaforma in cui smontiamo punto per punto la maturità di Vaditara e proposto delle alternative concrete. Adesso il ministro ci convochi. Non si può continuare ad agire senza un confronto con gli studenti che dovranno svolgere questa maturità”. Dopo aver criticato le prove Invalsi come criterio di accesso all’esame (“un metodo didattico e valutativo che, come sappiamo, rischia solo di acuire le diseguaglianze”), gli studenti hanno posto un’attenzione particolare al problema della cosiddetta alternanza scuola lavoro.

E’ inaccettabile che, dopo tre studenti morti mentre svolgevano l’alternanza nell’ultimo anno, il ministero continui a focalizzare l’esame orale sui Pcto” accusa la Rete degli Studenti Medi che, nei giorni precedenti, aveva messo in atto una protesta contro la sede dell’Inail dopo la decisione di negare il risarcimento alla famiglie di Giuliano De Seta, il giovane morto durante il suo percorso di alternanza scuola lavoro, imbrattando di vernice rossa (simbolo del sangue versato dalle vittime sul lavoro) la tarda dell’Istituto e scrivendo sull’asfalto “vergogna”. Anche per i Pcto gli studenti chiedono, per ora inutilmente, un confronto.

“Il ministro ha parlato di tutela della sicurezza sul lavoro – si legge in una nota pubblicata sui social – ma ha anche definito l’alternanza scuola-lavoro un pilastro formativo irremovibile. Il problema principale, però, rimane sempre lo stesso: il ministro si rifiuta di fare questa discussione davanti e insieme alle organizzazioni che rappresentano gli studenti, negando ogni possibilità di incontro. Abbiamo immaginato un modello alternativo di rapporto tra scuola e lavoro, elaborato nel corso di decine di assemblee su tutto il territorio nazionale, che veda il superamento totale dei Pcto attuali”.

Vista la totale chiusura da parte del ministro (almeno fino ad ora) a qualsiasi confronto, è facile immaginare che quella di venerdì scorso è stata solo la prima di una lunga serie di manifestazioni da parte degli studenti. Così come, purtroppo, è altrettanto facile immaginare che le loro rivendicazioni continueranno ad essere quasi totalmente silenziate dall’informazione…

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