Sessismo, ignoranza e invidia: un letale mix alla base dell’odio contro i Ferragnez


Prima le indecorose critiche a Fedez per il commosso omaggio a Vialli, poi l’insulto teatrino della parlamentare di FdI Letizia Giorgianni, ora addirittura il veleno contro la Ferragni che annuncia di aver deciso di dare in beneficenza il suo compenso di Sanremo

Fedez e Chiara Ferragni stanno sul cazzo un po’ a tutti. La gente non perde occasione per vomitare loro addosso insulti di ogni tipo. Il livore sociale populista alimenta i gavettoni di liquame che quotidianamente gli haters gli scaraventano contro. Il loro far soldi in un modo ritenuto facile dà fastidio. La loro autoesaltazione mediatica è ciò che oggi in molto perseguono ma che nessuno raggiunge. Fin qui poco di nuovo, niente di strano. Ma c’è solo questo? Probabilmente no, una buona parte degli insulti che i due ricevono nasce anche, sebbene non solo, da idiosincrasie legate a questioni di genere. Che tipo di uomo è Fedez? Che tipo di donna è Chiara Ferragni? E soprattutto qual è il rapporto tra i due?”.

Era l’ottobre del 2017 quando un noto magazine on line provava ad analizzare le ragioni dell’odio nei confronti dei Ferragnez, giungendo alla conclusione che, sintetizzando, alla base ci fosse un letale mix di ignoranza, invidia e sessismo. Da allora sono passati più di 5 anni e per certi versi la situazione è peggiorata, come dimostrano i fatti degli ultimi giorni. Che dimostrano come quel magazine non è certo andato lontano dalla realtà, tralasciando forse un ulteriore elemento. Il fatto che i due non si tirano mai indietro e non hanno alcun timore di prendere posizioni nette e precise su importanti tematiche di carattere sociale e civile, attirandosi di conseguenza le antipatie e il risentimento di chi non condivide le loro posizioni ma, per assurdo, in diversi casi anche di chi teoricamente dovrebbe condividere il loro pensiero.

L’esempio più emblematico risale a qualche mese fa , al periodo della campagna elettorale, quando Chiara Ferragni condivise un articolo di “The Vision” (il magazine on line che si rivolge ai millennial) dal titolo “Fratelli d’Italia ha reso praticamente impossibile abortire nelle Marche che governa. Una politica che rischia di diventare nazionale se la destra vince le elezioni”, con tanto di commento “ora è il nostro tempo di agire e far si che queste cose non accadano”. Provocando la reazione, per certi versi comprensibile, della destra ma, in questo caso meno comprensibile, anche di una parte della sinistra (quella più radicale), palesemente infastidita dal fatto che quella battaglia fosse diventata patrimonio comune di un personaggio così lontano dal suo mondo.

Tornando all’oggi, se l’odio nei confronti di Fedez e Ferragni non si è certo attenuato, anzi, la novità è che, sia pure in forme ovviamente differenti, anche parte dell’informazione e della politica li ha messi nel mirino. Come dimostrano i fatti degli ultimi giorni, partendo dalle surreali e ignobili critiche nei confronti di Fedez per il suo commosso e commovente tributo a Vialli, passando per la sarcastica battuta, del tutto fuori luogo, della deputata di Fratelli d’Italia Letizia Giorgianni a proposito dell’aumento delle accise sulla benzina (“non potevamo rischiare di mandare in rosso i conti pubblici per pagare il pieno a Fedez e la Ferragni”), fino ad arrivare all’indegna gazzarra che si è scatenata alla notizia che la Ferragni darà in beneficenza il suo compenso di Sanremo.

E’ stata lei stessa ad annunciarlo su Instagram. “In Italia oggi più che mai c’è bisogno di parlare e di fare qualcosa di concreto contro la violenza maschile sulle donne. Per questo ho scelto di supportare Di.Re., un’associazione italiana che gestisce oltre 100 centri antiviolenza e più di 60 case rifugio in tutta Italia” ha spiegato in un video indossando una maglietta con scritto “Girls supporting Girls”. In un Paese normale la notizia avrebbe dovuto provocare unanime apprezzamento per un gesto nobile sotto ogni punto di vista. Invece in quell’insopportabile bar dello sport che è diventato il Belpaese, si è scatenato un indegno e indecoroso putiferio, alimentato non solo dai soliti haters, ma anche da una parte dell’informazione.

E’ una meschinità per ripulirsi l’immagine”, “E’ facile fare la solidarietà con soldi che non sono i suoi”, “Lo fa solo per farsi pubblicità non perché è veramente interessata”, “E’ ricca, per lei 100 mila euro non sono nulla”, “La beneficenza si fa in silenzio, non sbandierandola ai quattro venti”. Anche evitando quelli contenenti vergognosi insulti (purtroppo come sempre numerosissimi e in molti casi di natura sessista), potremmo proseguire a lungo nell’elencare commenti di questo genere. Sarebbe deprimente anche solo dover ribattere e confutare simili idiozie, vale solo la pena sottolineare che Fedez e la Ferragni fanno beneficenza da sempre e che è oltre modo ridicolo pensare che il solo fatto di essere ricchi possa in qualche modo sminuire gesti simili. E, come ha ricordato l’ex presidente della Camera Laura Boldrini “persone con grande visibilità sostenendo buone cause fanno la differenza, soprattutto per sensibilizzare i giovani”.  

Non è certo la prima volta che la Ferragni (come Fedez) finisce nella bufera, anzi, si potrebbe quasi dire che praticamente accade per qualsiasi cosa faccia. Solo qualche mese fa gli haters si sono scatenati nei suoi confronti di fronte alla pubblicazione sui social di un video in sui si mostrava in intimo. “Non c’è niente di più bello di trovarsi a proprio agio nel proprio corpo e se voglio farlo vedere che male c’è?. Non faccio del male a nessuno, tranne alle vostre menti bigotte” replicava allora la Ferragni. Questa volta, però, siamo saliti di livello (o forse sarebbe meglio dire siamo scesi, anzi, precipitati) perché l’odio degli haters si scatena di fronte ad un gesto nobile, dovrebbe essere apprezzato da tutti. E a loro, sia pure in modalità differenti, si è aggiunta parte dell’informazione.

Con, ad esempio, Selvaggia Lucarelli che non si discosta dai “deliri” degli haters. “Una scelta non fatta in silenzio – attacca – ma annunciata con un’apposita conferenza stampa (in realtà era un video su Instagram). Per la cronaca, il cachet di Sanremo per lei sono pochi spicci. E anche questa volta ma che brava…”. Per certi versi più subdolo il comportamento di alcuni organi di informazione che hanno scelto un metodo differente per screditarla. “Chiara Ferragni a Sanremo, beneficenza e capricci” titola un quotidiano. “Il doppio volto della Ferragni: beneficenza e capricci da diva” titola un altro come se il gesto nobile possa in qualche modo essere annullato o quanto meno sminuito dalle richieste fatte dalla Ferragni all’organizzazione (che in realtà, almeno a giudicare da quanto riportano quegli articoli, non appaiono poi così bizzarre e “capricciose”).

Con questa donazione Chiara Ferragni ha aiutato concretamente più donne di quante possa averne aiutate in tutta la sua vita chi la critica a prescindere, rovistando penosamente nella sua spazzatura per livore, smania di successo o, più semplicemente, misera invidia” scrive il prof. Saraceni. Che poi aggiunge: “una larga parte di questo paese non sopporta che una ragazza come Chiara sia bella, ricca e di successo. E’ un’eccellenza italiana, studiata e imitata nel mondo, modello di imprenditoria e creatività che ha dimostrato ancora una volta di essere concretamente a fianco dei più deboli”. Sottoscriviamo parola per parola…

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