“Poltronificio” Marche


Gli “artigiani dello spoil system” nelle Marche in 2 anni e mezzo hanno creato 31 nuove poltrone. Tra cui anche l’inutile sottosegretario alla presidenza e un esperto a disposizione di ciascun assessore che alimentano uno staff della giunta sempre più mastodontico…

Si discute molto in questi giorni, a livello nazionale, dell’occupazione delle poltrone che la destra al governo del Paese sta mettendo in pratica in questi giorni e che non risparmia nessun ambito, nessun settore. Per l’esecutivo che si è così tanto riempito la bocca con certi principi, merito e competenza sono importanti solo per la propaganda, per gettare fumo negli occhi (come è stato fatto con il ministero dell’istruzione e del merito). Poi, però, passano in secondo o, addirittura, terzo piano di fronte alla fame di poltrone della destra arrivata al governo che non risparmia neppure tecnici e personale di comprovata capacità, che stavano operando al meglio che vengono “silurati” per far posto al politico di turno.

L’esempio più eclatante riguarda il commissario straordinario alla ricostruzione, con Legnini incensato da tutti gli amministratori locali e da tutte le associazioni e comitati del “cratere” che, però, è stato sacrificato in nome dell’occupazione delle poltrone, sostituito con l’ex sindaco di Ascoli e senatore di FdI Guido Castelli (che, ironia della sorte, al momento non sembra avere alcuna intenzione di lasciare la sua carica per dedicarsi, come necessario, a tempo pieno al nuovo importante ruolo). In realtà non è certo una sorpresa, di sicuro non lo è i marchigiani che in questi 2 anni e mezzo hanno già avuto a che fare con la fame di poltrone degli esponenti della destra che governa la Regione dal settembre 2020, quelli che ironicamente la consigliera regionale Anna Casini ha definito “gli artigiani dello Spoil System”.

Certo, chi ha governato prima (il paese ma anche la regione) non che si sia comportato in maniera molto differente, però mai si era vista prima d’ora una simile “voracità”. Dimostrata dal fatto che per la destra marchigiana non erano sufficienti le poltrone che c’erano già a disposizione, tanto da ingegnarsi a crearne (in certi casi ad inventarne) altre nuove ed edite. “Purtroppo questa deriva nelle Marche l’abbiamo vissuta con largo anticipo – spiega Anna Casini – anzi, nella nostra regione, forse perché le poltrone non erano abbastanza, la giunta di Acquaroli ha deciso di moltiplicare le posizioni manageriali e dirigenziali, in modo da riservare un posticino anche a quelle persone che non sono state elette nelle liste che lo sostenevano. Poltrone da manager e dirigenti che hanno un costo carissimo per i cittadini e le cittadine delle Marche”.

Complessivamente sono ben 31 le nuove poltrone create (o in via di creazione) da parte della destra marchigiana al governo che, almeno in questo, bisogna ammettere che ha mostrato di avere una discreta fantasia. Perché le nuove poltrone da occupare sono state create non solo nell’organo politico della Regione ma anche nella sanità, nelle aziende e agenzie regionali. Ben 7 nuove poltrone riguardano la giunta regionale, con il sottosegretario alla presidenza della giunta e il “colpo di genio” dell’esperto a supporto di ognuno dei 6 assessori.

Il sottosegretario – si legge nella proposta di legge approvata in prima lettura dal Consiglio regionale il 7 dicembre scorso – nello svolgimento dei compiti inerenti al suo mandato partecipa alle sedute della giunta regionale, pur non facendone parte, senza diritto di voto; può essere incaricato dal presidente di seguire specifiche questioni, anche attraverso la partecipazione a incontri e tavoli istituzionali e con facoltà di riferire direttamente su argomenti afferenti ai compiti attribuiti; può essere delegato a rispondere a interrogazioni dinanzi al Consiglio-Assemblea legislativa regionale”.

Semplicemente paradossale, praticamente il sottosegretario in concreto non serve a nulla, non ha alcun compito particolare, serve esclusivamente ad evitare al presidente di partecipare a qualche noioso incontro e a fare il portavoce del governatore stesso e degli assessori quando non hanno voglia di “sprecare il fiato” per rispondere alle interrogazioni dei consiglieri regionali, oltre naturalmente a svolgere il fondamentale ruolo di spettatore non pagante (anzi, pagato e pure profumatamente) nelle sedute della giunta regionale. C’è poco da aggiungere, è tutto terribilmente ed impietosamente chiaro, anche un bambino capisce che non c’era alcuna necessità, che non serve a niente, se non a creare una poltrona in più da “regalare” a qualcuno, la nuova figura del sottosegretario alla presidenza.

Anche perché già lo staff del presidente Acquaroli era affollatissimo con un capo gabinetto, un portavoce e una segreteria con ben 5 membri. A completare il quadro, è stato poi deciso che il sottosegretario può essere scelto tra i consiglieri regionali ma anche al di fuori dei componenti del Consiglio, quindi con una spesa aggiuntiva per i marchigiani. Ma se il sottosegretario è chiaro che sia una figura assolutamente inutile, non ci sono termini adeguati per definire l’esperto a disposizione di ciascun assessore regionale, istituito dall’articolo 9 septies della finanziaria regionale 2023-2025.

Per altro è giusto ricordare che ogni assessore è già supportato da uno staff con diversi addetti (3 per Antonini, Agazzi e Saltamartini, 2 per Brandoni e Baldelli, 1 per Bianchi), naturalmente scelti dagli stessi assessori (quasi sempre tra politici del proprio partito). Così, grazie a questi due autentici colpi di genio, lo staff a supporto della giunta regionale arriva a ben 28 unità. Passando alla sanità, in attesa di capire se la riforma voluta da Acquaroli e C. porterà qualche concreto beneficio ai cittadini marchigiani, di sicuro intanto ha contribuito ad arricchire il poltronificio Marche con ben 10 nuove poltrone, 5 direttori e 5 revisori dei conti (in entrambi i casi 1 per ogni provincia).

Naturalmente una fonte inesauribile di poltrone sono da sempre le aziende e le agenzie regionali. Però quelle che già c’erano non erano sufficienti a saziare la fame della destra al governo della regione. Così, visto che, pur con tutta la fantasia di questo mondo, non potevano certo inventarsene delle nuove, hanno ben pensato di moltiplicare le poltrone in quelle già esistenti, con 5 nuove poltrone in quella che una volta era l’Assam e ben 7 nuovi membri aggiuntivi nel Cda dei Parchi Naturali. Addirittura nel primo caso per aumentare le poltrone hanno fatto ricorso ad una legge regionale, la n. 11 del 12 maggio scorso che in teoria ha trasformato l’Agenzia regionale per i servizi del settore agroalimentare delle Marche (Assam) in ente pubblico non economico denominato Agenzia per l’innovazione nel settore agroalimentare e della pesca “Marche Agricoltura Pesca”.

In concreto non cambia non cambia praticamente nulla, l’unica vera differenza è che prima c’era solamente il presidente (per altro con un’indennità annua di ben 105 mila euro) mentre ora gli organi della rinnovata Agenzia prevedono oltre il presidente anche un Cda composto da 5 membri. Naturalmente non a costo zero, così come tutte le altre create dalla destra al governo della Regione, utili solo a placare la fame di poltrone della destra al governo della Regione. Una voracità pagata a caro prezzo dai cittadini marchigiani

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