I dati ufficiali sul turismo non confermano il boom, Ascoli ancora fanalino di coda delle Marche


Come ormai è tradizione, prima di Natale arriva il solito proclama del sindaco che celebra il boom turistico ad Ascoli nel 2022, per il primo cittadino addirittura tornato ai livelli pre terremoto. Ma i dati ufficiali della Regione ancora una volta lo smentiscono…

Come direbbe il noto giornalista e conduttore televisivo Antonio Lubrano, “la domanda sorge spontanea”. Perché mai, con i dati ufficiali regionali pubblicati e a disposizione da giorni, per parlare del presunto boom di turisti ad Ascoli invece di citare quei numeri ufficiali si ricorre a tutta una serie di altri dati, sicuramente interessati, ma che ai fini strettamente turistici hanno valore praticamente pari a zero? La risposta è ovvia, semplice e scontata, ma è giusto arrivarci attraverso la lettura e l’analisi dei dati che sono stati messi a disposizione dall’amministrazione comunale, ovviamente insieme a quelli ufficiali, decisamente più credibili e significativi.

Da tempo, ormai, per quanto riguarda il turismo il copione è incredibilmente sempre lo stesso. Due volte all’anno, solitamente nel corso dell’estate e poco prima di Natale, puntuali come un orologio svizzero arrivano i proclami trionfalistici del sindaco, con i soliti fedeli “cantori” delle mirabili gesta dell’amministrazione comunale che fanno a gara a fare da cassa di risonanza. E’ una tradizione che si perpetua ormai da più di un decennio, a memoria non ricordiamo un anno in cui per l’amministrazione comunale non si siano verificati risultati strabilianti, ogni volta si celebra il boom del turismo. Al punto che c’è da chiedersi come mai, di trionfo in trionfo, Ascoli non sia ancora diventata la città leader del turismo marchigiano…

Naturalmente, non poteva essere altrimenti, la tradizione si è ripetuta anche nel 2022, con il primo roboante proclama trionfale di Fioravanti nell’agosto scorso, con la surreale foto di una piazza del Popolo allungatissima (ad occhio lunga almeno un paio di chilometri) per farla sembrare ancora più piena. Si attendeva con ansia il bis, quello prima di Natale, e puntualmente è arrivato, anche con un certo anticipo. “Boom turistico ad Ascoli nel 2022” titola un post pubblicato dal primo cittadino sui social mercoledì 7 dicembre, con tanto di foto panoramica della città ed alcuni dati, che testimonierebbero il (molto) presunto boom, che poi sostanzialmente sono parte di quelli che sono stati snocciolati nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta martedì 6 dicembre a palazzo Arengo.

E’ facile immaginare che qualche ingenuo sprovveduto, vedendo quel post, possa aver pensato che la ragione dell’esultanza del sindaco fossero i dati ufficiali sui primi 9 mesi del 2022 (gennaio-settembre) pubblicati e resi noti dalla Regione nei giorni scorsi. Che però, come vedremo, non sono certamente tali da indurre a simili toni trionfalistici, anzi. Quelli citati dal primo cittadino riguardano invece i musei, il sito VisitAscoli, il trenino, il grande anello dei Borghi ascolani e il parco avventura di San Marco, sicuramente molto interessanti ma che, anche un bambino lo capisce, non possono certo essere presi a riferimento per fare bilanci sull’andamento turistico dell’anno.

Come invece fa strumentalmente il primo cittadino che questa volta si è lasciato prendere un po’ troppo la mano, parlando addirittura di dati in linea con il periodo pre terremoto, simili a quelli del 2015. Per altro senza rendersi conto di quanto paradossali e surreali siano certe affermazioni, certi improbabili comparazioni e deduzioni. Partiamo dai dati citati da Fioravanti in quel post riferiti all’aumento rispetto al 2021 delle visite ai musei cittadini, di 750 persone da marzo ad ottobre per il grande anello dei Borghi ascolani, di 16.618 biglietti venduti per il trenino “Ascoli Explorer” e 4200 ingressi al Parco Avventura di San Marco. E già quest’ultimo dato fa capire di cosa stiamo parlando.

Al di là del fatto che fa sicuramente piacere che il Parco realizzato a San Marco abbia ottenuto un buon riscontro, non servirebbe neppure spiegare quanto sia fuori luogo utilizzare quel dato in funzione turistica. Chiunque, come chi scrive, ha trascorso diversi fine settimana d’estate a San Marco sa perfettamente come quel parco era sempre molto frequentato da gruppi di ascolani o di paesi del circondario. E’ abbastanza ridicolo provare ad attaccarsi al Parco di San Marco per parlare di boom, è la dimostrazione che si sta disperatamente provando a raschiare il fondo del barile.

Sorvolando, per decenza, sui 750 del grande anello (che, per carità, nessuno disprezza ma sono un dato del tutto irrilevante), neppure il più sprovveduto dei dilettanti avrebbe anche solo citato i dati del portale “VisitAscoli”, un autogol degno di Comunardo Niccolai (il giocatore del Cagliari famoso ad inizio anni ’70 per i suoi autogol). Perché 17 mila utenti e 125 mila sessioni dal 2021 ad oggi per un sito di promozione turistica sono numeri irrisori, quasi da fallimento. Detto che gli oltre 16 mila biglietti del trenino turistico sono sicuramente un buon dato che, però, lascia il tempo che trova in chiave turistica, qualche riflessione in più meritano i dati relativi ai musei civici.

Nel corso del 2022 si è assistito alla più alta crescita del numero di visitatori degli ultimi 7 anni – ha affermato il sindaco in conferenza stampa – il risultato raggiunto non era mai stato ottenuto in 8 anni, abbiamo registrato un +50% rispetto al 2021”. Quest’ultimo confronto è semplicemente paradossale, magari il sindaco ha problemi di memoria e dimentica cosa è accaduto nel 2021, le limitazioni agli spostamenti che ci sono state nel corso dell’anno passato causa pandemia. Che, una volta tolte tutte le restrizioni, le visite aumentassero sensibilmente era molto più che scontato. Quanto al riferimento ad 8 anni fa, Fiorvanti finge di non sapere che rispetto ad allora la situazione è radicalmente cambiata, ci sono più contenitori e maggiori opportunità, quindi ogni paragone è del tutto fuori luogo.

Al di là dei singoli numeri, però, la cosa più paradossale che, sulla base di quei dati, il sindaco ha provato a far passare il messaggio di un ipotetico boom di arrivi e presenze che avrebbero addirittura fatto tornare il capoluogo piceno ai “fasti” pre terremoto (che poi in realtà tanto “fasti” non erano…), in particolare a quel 2015 che resta l’anno in cui il capoluogo piceno ha fatto segnare il dato più elevato di arrivi e presenze (continuando, però, ad essere decisamente in retrovia nelle Marche). Ma è davvero così? A svelarcelo sono i dati ufficiali pubblicati alcuni giorni fa dalla Regione, relativi ai primi 9 mesi del 2022 che, purtroppo, non lasciano spazio a dubbi e dimostrano che il tanto sbandierato boom come al solito esiste solo nella fervida immaginazione di Fioravanti.

Infatti da gennaio a settembre ad Ascoli si sono registrati 26.589 arrivi e 55.559 presenze. Come nel resto della regione (e del paese) si registra un ovvio aumento rispetto al 2021 (20.351 arrivi e 46.645 presenze) ma, ancora una volta, tanti altri comuni marchigiani crescono molto più sensibilmente e, soprattutto, Ascoli continua ad essere del tutto marginale, quasi irrilevante per il turismo regionale. Perché non solo gli altri 4 capoluoghi di provincia hanno dati decisamente migliori, ma anche tanti altri comuni più piccoli superano il capoluogo piceno che ancora una volta è lontanissimo dalle prime 10 posizioni regionali.

Dove, invece ci sono San Benedetto (158.481 arrivi e 757.587 presenze) e Grottammare (69.233 arrivi e 508.676 presenze). Se poi andiamo a fare il paragone con il citato (dal sindaco) 2015 se possibile siamo messi anche peggio. Perché nei primi 9 mesi di quell’anno ad Ascoli si registrarono 34.209 arrivi (a fine anno saranno 42.644)  147.228 presenze (saranno 174.776 a fine 2015). Altro che numeri simili al 2015, nell’anno in corso si sono registrati 7.620 arrivi (-23%) e ben 91.669 presenze (-62%) in meno. Superfluo aggiungere altro…

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