Scuole sicure: i ritardi del Comune fanno lievitare i costi e mettono a rischio la sicurezza


Tre delibere approvate il 17 novembre scorso evidenziano come, solo per le scuole Cagnucci, Tofare e Malaspina i ritardi accumulati dal Comune hanno fatto lievitare i costi di oltre 2 milione di euro. Intanto il Comitato Scuole Sicure si chiede l’intervento del Prefetto di Ascoli

E’ passata poco più di una settimana dall’ultimo Consiglio comunale aperto sulle scuole e l’emergere di nuovi elementi, fino ad ora ignorati o quanto meno colpevolmente sottovalutati, contribuisce a rendere più imbarazzante il solito teatrino messo in scena in quell’occasione dal sindaco Fioravanti. In particolare la nuova iniziativa del Comitato Scuole Sicure Ascoli e l’approvazione di alcuni nuovi atti inerenti proprio gli interventi sulle scuole da un lato hanno riproposto con forza il tema della sicurezza dei nostri ragazzi, dall’altro hanno portato alla luce come gli incomprensibili e inaccettabili ritardi e l’estrema lentezza con la quale si muove l’amministrazione, oltre a mettere a rischio la sicurezza, stanno producendo pesantissime conseguenze economiche.

Per altro quegli stessi atti (delibere di giunta) sono la migliore dimostrazione di come da parte dell’amministrazione comunale si continui a fare esclusivamente propaganda, a ripetere sempre gli stessi vuoti proclami senza però dare spiegazioni concrete ed esaustive su quanto sta accadendo e sul perché si accumulino mesi e mesi di ritardo. Senza contare che, ancora una volta, c’è la conferma di quanto inutile sia stata quell’Ordinanza Ascoli che Fioravanti continua ad incensare, nonostante l’evidenza contraria.

Gli atti in questione sono tre delibere di giunta comunale, la n. 382, 384 e 385, di giovedì 17 novembre con i quali sono stati approvati i progetti definitivi degli interventi di adeguamento sismico delle scuole Tofare (infanzia e primaria) e Cagnucci (primaria) e di miglioramento sismico della scuola Malaspina. Nel cronoprogramma presentato dal primo cittadino nell’ultimo Consiglio comunale per quelle tre scuole era prevista l’apertura dei cantieri per giugno-luglio 2023. E non è affatto scontato che si riuscirà a rispettare quella scadenza perché ora l’iter prevede l’approvazione del progetto esecutivo e, sulla base di quest’ultimo, l’indizione del bando di gara per l’affidamento dei lavori. E le esperienze passate di questa amministrazione comunale non fanno certo ben sperare. In attesa di vedere cosa accadrà, intanto quelle tre delibere ripropongono i soliti dubbi sulle ragioni per cui si procede con incomprensibile lentezza, praticamente “alla moviola”, e porta alla luce un nuovo aspetto: il clamoroso aumento dei costi determinato proprio dai ritardi accumulati.

Solo per quelle tre scuole l’aumento è complessivamente superiore a 2 milioni di euro. Per la Cagnucci si passa dal costo previsto di 1,6 milioni a poco meno di 2,3 milioni di euro, per la scuola Tofare da 1,4 a poco meno di 1,9 milioni di euro, mentre per la Malaspina da 4,5 a poco più di 5,5 milioni di euro. Considerando tutti gli interventi da realizzare nelle scuole, alla fine l’aumento dei costi rischia di essere complessivamente impressionante.

Per altro è oltre modo significativo che in quelle stesse delibere di fatto emerga con chiarezza come l’aumento sia stato determinato proprio dai ritardi accumulati e dalla lentezza del Comune di Ascoli, visto che il finanziamento per ogni intervento è stato determinato sulla base dei prezzi del 2018 e nessuno poteva immaginare che 4 anni dopo siamo ancora alla fase di progettazione e, quindi, bisogna ricalcolare i costi sulla base del nuovo prezzario 2022 (nelle tre delibere si stabilisce di  “aggiornare il Computo metrico estimativo con il nuovo Prezzario Cratere 2022, in quanto gli importi di progetto sono riferiti al Prezziario Cratere 2018”). Come ormai sappiamo bene, il Comune di Ascoli ha perso 2 anni per stare dietro ad un impresentabile project financing che, sin dall’inizio, si sapeva perfettamente che non era perseguibile. Ma poi, una volta accantonato (con colpevole ritardo) quel project, invece di accelerare per recuperare il troppo tempo perduto, si è andati avanti al rilento, accumulando ulteriore incomprensibile ritardo.

Eppure il sindaco (e i suoi fedeli “cantori”), con sprezzo del ridicolo, continua paradossalmente a parlare di ipotetiche “accelerazioni” che esistono solo nella fantasia. E più sostiene di accelerare, più si accumula ritardo, con l’aggiunta del surreale riferimento all’Ordinanza Ascoli che, nei fatti, si dimostra perfettamente inutile. Come sempre, come ripetiamo da tempo, un’amministrazione, al di là di proclami e annunci, in concreto parla con gli atti ufficiali. E in questo caso ancora una volta quelle 3 delibere raccontano un’altra e ben più triste realtà, che mostra inequivocabilmente una situazione disarmante.

Basterebbe solamente pensare che, secondo il famoso cronoprogramma inserito nell’Ordinanza Ascoli, tutto l’iter per l’intervento alla Cagnucci, lavori compresi, sarebbe dovuto durare 11 mesi, per la Tofare 10 e per la Malaspina 19 mesi. Le tre delibere approvate il 17 novembre scorso, invece, ci dicono che per la scuola Cagnucci e la scuola Tofare sono già trascorsi 16 mesi (la progettazione ha preso il via il 7 luglio 2021, rispettivamente con delibera n. 213 e n. 214) e siamo ancora fermi al progetto definitivo (manca il progetto esecutivo, la gara di appalto, l’aggiudicazione dell’appalto stesso, l’apertura dei cantieri e poi l’effettuazione dei lavori), così come siamo fermi alla progettazione definitiva anche per la scuola Malaspina, addirittura dopo 28 mesi (la progettazione è partita il 17 luglio 2020 con delibera 138) e ad un anno e mezzo (giugno 2021, determina n. 1707) dall’aggiudicazione dell’incarico per la redazione del progetto definitivo.

Senza dilungarci ulteriormente, proprio la delibera inerente la scuola Malaspina ci svela, ad esempio, che il raggruppamento temporaneo aggiudicatario dell’incarico per la progettazione ha consegnato 13 giugno 2022 (con nota protocollo 50711) il progetto definitivo adeguato come richiesto che, però, solamente il 26/9/2022 (nota protocollo 83950) è stato trasmesso al sub commissario sisma e all’Usr Marche. Invece di vaneggiare su inesistenti accelerazioni, il sindaco Fioravanti dovrebbe con onestà spiegare le ragioni di questi incredibili e incomprensibili ritardi e di tante altre situazioni simili che emergono dagli atti ufficiali. Ritardi che, oltre a far lievitare così incredibilmente i costi, fanno si che gli studenti ascolani continuino a frequentare istituti scolastici per nulla sicuri.

A sottolineare la delicatezza del problema ancora una volta ci ha pensato il Comitato Scuole Sicure di Ascoli che ha chiesto l’intervento del Prefetto di Ascoli “per acquisire e rendere disponibili le informazioni circa le vulnerabilità sismiche degli edifici scolastici che insistono sul territorio di Ascoli Piceno, valutazioni rese obbligatorio dall’ordinanza del presidente del Consiglio n. 3274 del 20 marzo 2003, i cui termini sono definitivamente scaduti il 31 dicembre 2021”. Nella nota inviata al Prefetto, il Comitato ricorda la sconcertante sentenza del 9 ottobre scorso del Tribunale civile dell’Aquila che, in merito al crollo della Casa dello Studente in occasione del terremoto del 6 aprile 2009 che provocò 8 morti, ha riconosciuto un concorso di colpa delle vittime stesse che, secondo il giudice, avrebbero dovuto sospettare di essere in una struttura non adeguata.

Giornalmente – si legge ancora nella nota – noi genitori inviamo i nostri figli, quasi sempre minorenni, a scuola. Spesso in Istituti che hanno ben più dei 44 anni della Casa Dello Studente dell’Aquila, a volte in edifici che presentano chiari segni di vetustà e di incuria, più raramente in costruzioni apparentemente sicure perché moderne. In tutti i casi, comunque, noi genitori non abbiamo informazioni circa la reale vulnerabilità in caso di sisma delle strutture scolastiche e, conseguentemente, non conosciamo il livello di esposizione al pericolo delle decine di migliaia di ragazzi impegnati a vario titolo nelle attività che vi si svolgono. Queste informazioni sono indispensabili per mettere i genitori nella condizione di decidere se ritirare o meno i figli da scuola in caso di evento sismico; queste informazioni sono indispensabili per permettere ai genitori di salvare la vita dei figli in caso di crolli; queste informazioni sono indispensabili per risparmiarli dalla mortificante accusa di essere corresponsabili della morte dei propri figli, oltre al dubbio dilaniante di esserlo stati per davvero”.

 

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