Aumentano le bollette dell’acqua, appello al sindaco Fioravanti


L’assemblea Ato del prossimo 17 novembre dovrebbe ratificare un aumento dell’8,45% per fine anno, a cui si aggiungerà un ulteriore +6,3% l’anno successivo. Appello del segretario dem Ameli al sindaco: “intervenga in qualità di presidente Ato”

Non c’è ancora il via libera definitivo, che dovrebbe arrivare nell’assemblea del prossimo 17 novembre, ma ormai non sembrano esserci più dubbi. Il Natale e il nuovo anno porteranno una sgradita sorpresa per i cittadini ascolani e del territorio piceno, l’aumento delle bollette dell’acqua. Che non arriva a sorpresa, visto che già a fine estate il direttore della Ciip Celani aveva preannunciato i rincari, ma che di certo non per questo lo rende più digeribile. Anche perché c’è una certa confusione sulle ragioni dell’aumento, tra chi sostiene che sia determinato dal maggior costo dell’energia, chi invece dalla necessità di coprire e garantire gli investimenti nei prossimi anni.

Che sia per un motivo o per l’altro (o magari per entrambi), sta di fatto che, salvo ripensamenti, a fine 2022 scatterà l’aumento dell’8,45%, mentre per l’anno successivo è previsto un ulteriore rincaro del 6,3%. A chiedere un ripensamento e un intervento del sindaco Fioravanti, in qualità di presidente dell’Ato, è il segretario provinciale del Pd Francesco Ameli.

Quando alcuni sindaci mi hanno chiamato preoccupati per la possibilità dell’aumento delle bollette dell’acqua del 15% – scrive in una nota – non credevo che l’ATO guidato da Fioravanti potesse proporre una cosa simile. Eppure dai primi riscontri la notizia ha purtroppo fondamento. È incredibile pensare che in un momento di crisi del genere, determinato dall’aumento delle bollette di luce e gas, possa arrivare un ulteriore carico per famiglie e imprese oltretutto con l’acqua già razionata in molti comuni del Piceno! Un aumento tenuto “segreto” ma che si vuole approvare entro una settimana e precisamente il 17 novembre. Aumenti imminenti che contrastano i proclami fatti dal vertice politico e tecnico del gestore che descrivevano bilanci virtuosi e  “tesoretti” determinati dalla buona gestione e che rassicuravano i cittadini dicendo che le tariffe non sarebbero aumentate”. Secondo il segretario dem gli aumenti servirebbero per coprire gli investimenti programmati dall’Ato e che dovrà realizzare la Ciip, una scelta a suo dire assolutamente da criticare.

“Ma a cosa servono i maggiori costi ai cittadini che pagano già bollette salate? – prosegue Ameli – Serviranno a coprire le spese degli investimenti che l’ATO ha in programma e che saranno realizzati dalla CIIP. Quale amministrazione pubblica alzerebbe le imposte locali per garantire, non i servizi essenziali, ma gli investimenti? Investimenti, mi preme ribadirlo, di cui il presidente Alati si è sempre vantato come a costo zero. Forse però aveva le idee poco chiare se a pagare saremo noi, cittadini piceni e fermani: il rischio è che continueremo a pagare le scelte di un vertice politico che ho sempre ritenuto inadeguato, e questa ne è la dimostrazione. Inoltre, a più di sei anni dal sisma CIIP e ATO non sono riusciti a trovare ancora nuove sorgenti sui Sibillini (addossando la colpa come al solito ad altri) e nel mentre i cittadini continuano a bere acqua di pozzo.

Ma se CIIP a ATO sostengono che non ci sia acqua sui Sibillini, perché vogliono farci pagare la realizzazione di un nuovo acquedotto proprio lì? E perché questo acquedotto che doveva essere costruito senza esborso dalle tasche dei contribuenti, ora ricadrà invece su di noi poveri cittadini? C’è chi pensa che abbiamo gli anelli al naso e non vediamo cosa accade, ma si sbaglia perché siamo pronti alla mobilitazione“.

Vedremo cosa intende fare ora il sindaco Fioravanti, anche se appare difficile un passo indietro che, invece, sarebbe quanto mai necessario. Tra l’altro nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ascolana aveva mostrato una discreta sensibilità per il difficile periodo che stanno vivendo le famiglie ascolane, stanziando un fondo di 170 mila per quelle più in difficoltà. Certo che poi se, contemporaneamente, si dà il via libera ad un sensibile aumento anche delle bollette dell’acqua e come se con una mano si concede e con l’altra si riprende quello che è stato concesso…

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