Doppia pesante bocciatura, peggiora la qualità della vita ad Ascoli e nella provincia


Nell’annuale classifica di “ItaliaOggi” in collaborazione con la Sapienza la provincia di Ascoli perde 25 posizioni e con il 52° posto è la peggiore delle Marche. Va peggio al capoluogo piceno che, nella classifica de “Il Sole 24 Ore”, precipita al 71° posto

Quando lunedì 7 novembre “ItaliaOggi”, in collaborazione con l’Università “Sapienza” di Roma, e “Il Sole 24 Ore”, in collaborazione con Legambiente, hanno presentato e pubblicato le annuali classifiche sulla qualità della vita c’è tornato in mente lo show del sindaco Fioravanti nel Consiglio comunale del febbraio scorso (vedi articolo “Il vergognoso show in Consiglio comunale di un sindaco sull’orlo di una crisi di nervi”). Si parlava, tanto per cambiare, di scuole ma nel suo intervento conclusivo il primo cittadino si è scagliato duramente contro il capogruppo del M5S Massimo Tamburi che aveva avuto l’impudenza (ovviamente secondo Fioravanti) di sostenere che il capoluogo piceno era in fondo a tutte le classifiche sulla qualità della vita.

“E’ una vergogna” ha ripetuto più volte urlando inviperito il sindaco. “Dobbiamo essere realisti ragazzi – ha poi affermato Fioravanti dopo essersi ricomposto – perché fuori da questo palazzo la gente vive di fatti concreti, non di chiacchiere e stupidaggini. Il consigliere Tamburi ha citato le classifiche, che noi siamo in fondo alle classifiche, qual è una classifica, citala qui in Consiglio comunale, non c’è una classifica in cui siamo in fondo. Siamo primi nelle classifiche sulla qualità della vita, primi in sicurezza, primi in qualità della vita, a livello turistico, come crescita di presenze turistiche”. Non ci sarebbe neppure il bisogno di sottolinearlo, ovviamente il primato del capoluogo piceno nelle classifiche sulla qualità della vita esisteva solo nella fantasia del primo cittadino (e sorvoliamo sulla crescita di presenze turistiche, prendendo a prestito una battuta del film “Febbre da cavallo” si può definire “la più grossa stronzata da quando l’omo inventò er cavallo”).

Anche perché se anche solamente si fossero avvicinati alla realtà gli improbabili proclami del sindaco, ora dovremmo parlare per Ascoli e per il territorio ascolano di un tonfo che non ha precedenti. Perché entrambe le classifiche sulla qualità della vita sono impietosamente negative, con Ascoli e la provincia picena che sono di gran lunga le peggiori delle Marche e tra le peggiori del centro Italia. Mettendo da parte le “visioni” del sindaco e restando ai fatti, non c’è nessun tonfo ma un costante e progressivo peggioramento della qualità della vita nel capoluogo piceno e nel resto del territorio provinciale, certificato ora dalle classifiche di “Italiaoggi” e de “Il Sole 24 Ore” che non fanno altro che confermare quanto è già ampiamente noto a chi vive quotidianamente nel capoluogo reale (in quello virtuale in cui vivono il sindaco e i suoi più fedeli seguaci fila tutto per il meglio…).

Negli anni passati i sindaci che si sono succeduti alla guida della città, prima Castelli, poi Fioravanti, a proposito delle classifiche sulla qualità della vita hanno molto giocato sull’equivoco tra quella che prende in considerazione l’intera provincia e quella che invece riguarda esclusivamente il capoluogo piceno. Nel 2018, quando nella classifica di “Italiaoggi” la provincia di Ascoli si collocava al 16° posto, l’allora sindaco Castelli rivendicava il risultato positivo come se riguardasse la sua città “Ascoli scala la classifica di ben 16 posizioni e si colloca al 16° posto in Italia, tanto lavoro e tante soddisfazioni” scriveva su facebook, ignorando, però, pochi giorni dopo l’altra classifica sulla qualità della vita che riguardava esclusivamente i capoluoghi di provincia e per nulla positiva per Ascoli. Nel 2020, poi, il surreale siparietto, sempre dopo la pubblicazione della classifica di “Italiaoggi”, tra il sindaco di Ascoli Fioravanti e quello di San Benedetto Piunti che si sfidavano per attribuirsi i principali meriti del risultato (nonostante la provincia di Ascoli fosse scesa di qualche posizione).

Questa volta, però, non possono esserci dubbi perché, per una strana coincidenza, nelle stesse ore sono state rese note entrambe le classifiche sulla qualità della vita, quella di “ItaliaOggi” che riguarda le 107 province italiane ed “Ecosistema urbano 2022” de “Il Sole 24 Ore” e Legambiente che invece si occupa esclusivamente dei 105 capoluoghi di provincia italiani. Ed entrambe confermano il sensibile e sempre più accentuato peggioramento della qualità della vita in provincia e nel capoluogo piceno. Nel primo caso, per la provincia, si tratta di un vero e proprio tracollo, con la provincia di Ascoli che perde ben 25 posizioni, scivolando al 52° posto, risultando di gran lunga la peggiore provincia delle Marche (Ancona 18° posto, Pesaro 30°, Macerata 42°, Fermo 44°).

Per quanto riguarda invece il capoluogo piceno, purtroppo prosegue il trend negativo che vede Ascoli peggiorare di anno in anno, scivolando ora addirittura al 71° posto, dal 62° dell’anno passato. Solo 4 anni fa il capoluogo piceno era al 15° posto, poi è via via precipitato fino al punto più basso toccato quest’anno. Superfluo sottolineare che Ascoli non solo è di gran lunga il capoluogo marchigiano con la peggiore qualità della vita (Macerata 22° posto, Ancona 26°, Pesaro 40°, Fermo non è stato censito) ma è anche il peggiore del centro Italia (tra Umbria, Marche ed Emilia Romagna).

Per altro va sottolineato come la situazione deficitaria del capoluogo di provincia emerge con chiarezza anche dall’analisi e dalla classifica di “Italiaoggi” perché alcuni dei 92 indicatori delle 9 dimensioni di analisi in cui si articola il monitoraggio riguardano esclusivamente il capoluogo di provincia. E in quegli indicatori i risultati sono altamente negativo. Pe quanto riguarda la densità di piste ciclabile nel capoluogo, ad esempio, Ascoli si colloca al 82° posto. Risultato ancora peggiore per quanto riguarda il verde urbano nei capoluoghi, con il 95° posto per Ascoli che per quanto riguarda i pannelli solari su strutture pubbliche si colloca al 75° posto.

Per quanto concerne “Ecosistema urbano” sono invece 16 gli indicatori presi a riferimento, per 4 grandi aree (ambiente, acqua, mobilità, rifiuti), in 9 dei quali si registra un peggioramento rispetto all’anno scorso, in 5 la situazione resta immutata e solamente in 2 si verifica un miglioramento. Significativo il 94° posto per quanto riguarda il verde pubblico a disposizione pro capite, così come il 93° posto nell’uso efficiente del suolo (in altre parole troppo cemento…), l’84° posto per quanto riguarda la presenza di alberi in aree pubbliche, l’80° posto per quanto riguarda le piste ciclabili. Male anche per quanto riguarda il trasporto pubblico (78° posto), peggiorano anche i dati relativi alla qualità dell’aria e dell’inquinamento, in particolare per quanto riguarda l’ozono ( dal 48° al 52°) e le pm10 (dal 45° al 65° posto). Negli anni passati gli amministratori locali di fronte alle classifiche sulla qualità della vita hanno sempre avuto un atteggiamento ipocrita e contraddittorio, quando i risultati erano buoni sottolineavano i propri meriti e sottolineavano l’importanza di quelle graduatorie, salvo poi sminuirne il significato e il valore quando invece i risultati erano negativi.

Per quanto ci riguarda, in perfetta coerenza con quanto da sempre sostenuto, ripetiamo che ovviamente queste graduatorie vanno prese con le dovute precauzioni perché possono costituire un’indicazione di massima ma non sono certo il “verbo”. Di sicuro, però, non c’era certo bisogno di quelle classifiche per rendersi conto del peggioramento della qualità della vita ad Ascoli e nel territorio piceno…

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