Sanità locale al collasso, stato di agitazione del personale dell’Area Vasta 5


Nessuna risposta concreta dalla Regione e dai vertici dell’Area Vasta 5, tutti i sindacati di categoria proclamano lo stato di agitazione. “Paradossale e grottesca che una Regione non applichi la legge che essa stessa ha emanato” accusano i sindacati

La sintesi migliore arriva dalla consigliera regionale Anna Casini. “In molti hanno creduto che la destra al governo della Regione avrebbe risolto, come promesso in ogni campagna elettorale, tutte le criticità della sanità – afferma – purtroppo oggi è evidente a tutti che le condizioni di operatori e pazienti sono peggiorate tanto da scatenare la mobilitazione di tutti i sindacati dell’Area Vasta 5 che da febbraio ogni giorno lottano per vedere garantiti i loro diritti e quelli dei cittadini“.

Le questioni sul tavolo che si trascinano da mesi sono numerose e gravano su tutto il personale sanitario ma, inevitabilmente, si ripercuotono anche sui cittadini, alle prese con un sistema sanitario locale ridotto ormai ai minimi termini. “Fondi non assegnati, ferie non godute, lavoro straordinario imposto senza retribuzione sono solo alcune delle problematiche che i dipendenti dell’AV5 vivono ogni giorno – prosegue Anna Casini – però la cosa più grave è che le promesse siano state credute da tanti, fino al giorno delle elezioni politiche e per mesi tutto sembrava possibile e risolvibile. Dal giorno successivo alle elezioni, esattamente un mese fa, la Regione Marche e l’ASUR hanno interrotto la trattativa con i lavoratori e sembra che addirittura non vogliano rispettare l’accordo sottoscritto a febbraio”.

In effetti le varie sigle sindacali che in questi mesi hanno più volte minacciato azioni di protesta hanno peccato di ingenuità, si sono lasciati irretire dalle promesse e dalle passerelle di chi come principale (o forse unico) obiettivo aveva il ritorno elettorale. E che, una volta ottenuto ciò che voleva, ovviamente non si è più minimamente preoccupato dall’insostenibile situazione dell’Area Vasta 5. Ora, però, hanno rotto gli indugi e hanno proclamato lo stato di agitazione.

Lunedì 24 ottobre – si legge in una nota congiunta di Nursind (il sindacato delle professioni infermieristiche), Usb e Nursing-Up (sindacato infermieri italiani) – si è svolto nella sede della Prefettura di Ascoli il tentativo conciliativo di raffreddamento dello stato di agitazione. Da parte della direzione Area Vasta 5 e Asur non ci sono state le risposte concrete e tangibili che i lavoratori si attendevano. Pertanto abbiamo comunicato al Prefetto di ritenere fallito il tentativo di conciliazione. Decideremo a breve, insieme ai lavoratori, di intraprendere tutte le iniziative sindacali che riterremo adottare ad esclusiva tutela del comparto dell’AV5, compresa l’indizione dello sciopero”. Sulla stessa linea Cigl, Cisl, Uil, Fials e Ugl Salute che in un comunicato congiunto proclamano a loro volta lo stato di agitazione.

Lavoro straordinario imposto senza il pagamento di alcun compenso bensì indennizzato, a futura memoria, con riposi compensativi i quali, cumulati alle giornate di ferie, hanno prodotto un credito, per tantissimi dipendenti, di oltre 90 giorni di congedo ordinario – si legge nel comunicato – turni di riposo cancellati; giornate di permesso autorizzate a condizione che i dipendenti non si allontanino dal comune di residenza in quanto possono essere richiamati in servizio in qualsiasi momento; indennità per malattie infettive concessa non a tutti gli operatori del Reparto, ma solo a chi è costretto a rimanere a casa perchè infetto da COVID 19; retribuzioni sostanzialmente inferiori a quelle dei colleghi delle altre Aree Vaste delle Marche a causa della mancata assegnazione di progressioni economiche orizzontali; attribuzione di performance individuale per 693,25 euro annui in meno rispetto ai colleghi delle altre province; diritti contrattuali violati per anni; mancata applicazione di istituti economici sanciti dal CCNL

Questi sono alcuni dei disastrosi riflessi per la mancata applicazione, da parte della Regione Marche e dell’Asur, della legge regionale n. 8 del 21/03/2017. Paradossale e grottesca è la circostanza che una Regione non applichi la legge che essa stessa ha emanato. In 19 anni di gestione ASUR, la quale avrebbe dovuto armonizzare la qualità del servizio sanitario ed il trattamento economico del proprio personale, ai dipendenti dell’Area Vasta 5 sono stati assegnati ben 28.319.262,50 mila euro in meno rispetto ai colleghi delle altre Aree Vaste della Regione, corrispondenti ad euro 13.171,75 per ciascun operatore.

Il percorso virtuoso di riallineamento delle retribuzioni iniziato con i rappresentanti della Regione e dell’Asur in data 19/07/2022, che ha prodotto una prima seppur modesta attribuzione di risorse pari a 266.000 mila euro annui, si è bruscamente interrotto verosimilmente a causa delle anticipate elezioni politiche che hanno comportato una modifica della composizione della giunta regionale la quale, attraverso il diretto intervento del presidente e dell’assessore regionale alla sanità, chiediamo venga riavviato con assoluta tempestività in considerazione delle imminenti scadenze e dell’impossibilità per l’Area Vasta 5 di procedere ai pagamenti delle indennità contrattualmente dovute al personale. Per quanto sopra, la R.S.U. e le OO.SS. F.P/CGIL, CISL/F.P., UIL/FPL, FIALS e UGL SALUTE si sono viste costrette a dichiarare lo stato di agitazione del personale dipendente e a programmare eclatanti iniziative di protesta affinchè cessi la discriminante attribuzione di risorse finanziarie perpetrate per decenni in danno a questo Territorio in cui è insediata oltre il 50% della sanità privata delle Marche a dimostrazione di quanto sia poco competitivo il servizio sanitario pubblico”.

È assurdo che i lavoratori della sanità si debbano rivolgere al Prefetto perché non hanno interlocutori nell’amministrazione – conclude Anna Casini – è l’evidenza del fallimento e della poca credibilità della classe politica regionale (compresi coloro che sono scappati dalla giunta). Tutto ciò si ripercuote purtroppo anche sui servizi ai cittadini”.

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