Meno occupati e cure sanitarie, più poveri: benvenuti nel “modello Marche”.


Il report dell’Alleanza contro la Povertà nelle Marche evidenzia come negli ultimi 2 anni siano diminuiti gli occupati, soprattutto tra le donne, mentre sempre più marchigiani sono costretti a rinunciare alle prestazioni sanitarie perché non possono permettersele…

Diminuiscono gli occupati, aumentano i poveri e le famiglie che rinunciano a curarsi e ad un’adeguata alimentazione.  E’ il desolante quadro che emerge dall’analisi dei dati Istat ed Inps approfonditi nel Report 2022 dell’Osservatorio sulle vulnerabilità dell’Alleanza contro la Povertà nelle Marche. Un’alleanza nata nel 2015 a Loreto, in occasione della ricorrenza della giornata mondiale di lotta contro la povertà (17 ottobre), di cui fanno parte Acli, Caritas, Cis, Cigl, Uil, Forum regionale Terzo Settore, Csv Marche, Confcooperative Marche, LegaCoop Marche, Adiconsum Marche, Arci Marche, Gruppi di Volontariato Vincenziano, Banco Alimentare, Save The Children e Ordine Assistenti Sociali Marche, che ha l’obiettivo di mettere a punto specifiche misure per contrastare la povertà assoluta e quindi l’esclusione economica e sociale.

Come anticipato nel seminario del 23 giugno scorso – spiega il portavoce dell’Alleanza Fabio Corradini – abbiamo realizzato il primo Report 2022 dell’Osservatorio sulle Vulnerabilità nelle Marche che abbiamo fortemente voluto per monitorare, osservare e studiare l’andamento delle povertà ed i nuovi rischi sociali che si annidano sul territorio regionale, rendendo vulnerabili e ancor più fragili cittadini e famiglie”. Dal report emerge una situazione di crescente difficoltà nelle nostre regioni su cui sicuramente ha influito anche la pandemia.

D’altra parte che nelle Marche fossero cresciute le famiglie in condizione di povertà da mesi l’evidenziavano anche i centri della Caritas, concordi nel segnalare su tutto il territorio marchigiano un progressivo e consistente aumento di famiglie che si rivolgono alla Caritas stessa, soprattutto di famiglie italiane (perchè purtroppo per una parte dell’opinione pubblica se si tratta di famiglie di stranieri in fondo chi se ne frega…). Tornando al report dell’Alleanza contro la Povertà tra i tanti dati raccolti ce ne sono 2 che, a nostro avviso, in particolare fotografano in maniera inequivocabile lo stato delle cose. Il primo è quello che evidenzia come appena il 20% della popolazione marchigiana dai 6 anni in su fa pasti completi con frutti e verdura. Il secondo, invece, testimonia come continui progressivamente ad aumentare la percentuale di marchigiani che rinuncia alle prestazioni sanitarie perché non è in grado di pagarle.

In tal senso incide in maniera particolare le enormi difficoltà del sistema sanitario marchigiano di garantire le prestazioni stesse in tempi ragionevoli che, di fatto, costringe i cittadini che possono permetterselo economicamente a rivolgersi ai privati. E quelli che non possono spesso sono costretti a rinunciare. Nel 2019 erano il 6,9% , nel 2021 sono diventati l’11,3%, con una crescita del 4,4%. Non meno consistente anche l’aumento dei senza fissa dimora, secondo i dati forniti dalla Caritas marche ben il 13,6% in più. Dati non meno significativi, e purtroppo altrettanto negativi, arrivano poi dal mondo del lavoro.

A partire dal fatto che si registra una significativa diminuzione degli occupati, ben 15.930 in meno in 2 anni. Un calo in larghissima parte al femminile, visto che sono 11.183 le donne che in questi 2 anni hanno perso il lavoro. Crescono, invece, notevolmente i contratti a termine che, secondo i dati Istat e Inps, sono arrivati al 38%. Un discorso a parte va fatto per le ore di cassa integrazione. Nel 2019 erano di poco superiori a 14 milioni, l’anno successivo con l’esplosione della pandemia sono addirittura schizzate fino a superare i 100 milioni, mentre nel 2021 sono scese a poco meno di 60 milioni. Un numero che, comunque, è più che il triplo rispetto al periodo pre covid. Anche i numeri relativi al reddito di cittadinanza confermano il preoccupante trend. Nel 2019 erano poco più di 14 mila (14.180) i nuclei familiari che usufruivano di questo sostegno, nel 2020 sono passati ad oltre 19 mila (19.005) nel 2021 hanno superato quota 2021 (20.045). Una crescita in 2 anni di oltre il 40%, pari a 5.865 famiglie in più che hanno dovuto far ricorso al reddito di cittadinanza.

Oltre ad essere più povera la popolazione marchigiana è progressivamente anche più anziana. Nel 2021 gli anziani erano 381.162 , il 25,8% della popolazione marchigiana, con un indice di dipendenza anziani (il rapporto tra ultra 65enni e popolazione attiva) che passa dal 39,8 al 40,8%.

Siamo convinti – conclude Corradini – che la vera sfida che ci attende è quella di fare tutti gli sforzi possibili per cercare di collaborare, fare sistema, per creare una rete virtuosa volta a contrastare la povertà e migliorare la qualità della vita di famiglie e cittadini marchigiani, costruendo un modello d’intervento condiviso da promuovere insieme, istituzioni pubbliche, terzo settore, forze sociali e altri attori interessati”. Soprattutto che sia in grado di porre rimedio o, quanto meno, attenuare i danni provocati da quello che, in campagna elettorale, la presidente del Consiglio in pectore Giorgia Meloni enfaticamente ha definito il “modello Marche”.

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