Scuole Don Bosco e Ceci, la sicurezza può attendere…


Nei giorni in cui si celebra la “Festa della scuola” alcuni atti ufficiali certificano l’imbarazzante lentezza dell’anministrazione comunale nell’iter per la demolizione e ricostruzione della scuola Don Bosco e dell’adeguamento sismico della scuola Ceci

E’ sicuramente un fatto positivo che nel corso della “Festa della scuola”, l’ottimo evento culturale promosso dall’assessorato alla pubblica istruzione (assessore Donatella Ferretti) del Comune di Ascoli, si parli anche di sicurezza delle scuole. Peccato, però, che proprio nei giorni precedenti a questo importante evento, alcuni atti ufficiali abbiano confermato tutti gli sconcertanti limiti e l’incomprensibile lentezza dell’amministrazione comunale che, dopo oltre 5 anni, ancora è in alto mare. Si tratta di due atti, la determina dirigenziale n. 3214 inerente il progetto per la demolizione e ricostruzione della scuola Don Bosco e la convocazione della seduta pubblica digitale per la progettazione dei lavori di adeguamento sismico della scuola Ceci, che ancora una volta evidenziano come, al di là degli annunci e dei proclami, i macroscopici ritardi accumulati sono esclusivamente frutto dell’incapacità di programmare adeguatamente gli interventi stessi.

In tal senso la determina n. 3214 del 1 ottobre scorso è un vero e proprio manifesto che mette inequivocabilmente a nudo tutti gli imbarazzanti limiti del Comune. Perché in quell’atto, con il quale è stato affidato l’incarico per la redazione della relazione geologica propedeutica alla progettazione dell’intervento di demolizione e ricostruzione della scuola Don Bosco, viene ripercorso nella sua imbarazzante lentezza tutta la macchinosa prima parte dell’iter che porterà poi all’intervento. In altre parole siamo praticamente ancora solo all’inizio o quasi del percorso che porterà, alla fine, alla ricostruzione della scuola perché stiamo ancora parlando della redazione del progetto definitivo ed esecutivo che, poi, sarà alla base della gara per l’affidamento dei lavori stessi.

Preliminarmente la determina 3214 ricorda come l’intervento di demolizione e ricostruzione della scuola Don Bosco è tra quelli inseriti nell’Ordinanza del Commissario straordinario per la ricostruzione nel luglio 2017 e poi finanziato, con 4,1 milioni di euro, dall’Ordinanza del 10 maggio 2018. Solo il 2 febbraio 2021, però, con delibera di giunta comunale n.25 viene approvato il documento preliminare alla progettazione. Sono passati quasi 3 anni dall’ordinanza di maggio 2018, periodo che, mentre tutti gli altri enti interessati (Comuni e Province) hanno sfruttato per avviare (e in alcuni casi concludere) i progetti e far partire le gare per l’avvio dei lavori, l’amministrazione comunale ascolana, prima con il sindaco Castelli, poi il sindaco Fioravanti, ha “sprecato” inseguendo un project financing che era chiaro sin dalla sua presentazione che fosse proponibile. In qualsiasi altro posto, dopo aver perso inutilmente e banalmente 3 anni, ci si sarebbe preoccupati quanto meno di provare ad accelerare un po’.

In quel meraviglioso posto che il capoluogo piceno, invece, l’amministrazione comunale ha rigorosamente ritmi e tempi “messicani”. Così un mese dopo, il 5 marzo 2021, con determina dirigenziale n. 612 viene avviata la procedura telematica per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva dell’intervento di demolizione e ricostruzione della scuola Don Bosco, con il successivo 18 maggio 2021 che vengono approvati i verbali di gara e disposta l’ammissione alla fase successiva di gara degli operatori economici (determina dirigenziale n. 1471/21). Dovranno, però, passare altri 11 mesi per arrivare all’approvazione dei verbali di gara e all’aggiudicazione dell’appalto. Esattamente il 1 aprile 2022 con determina n. 957, ad un anno e un mese dall’avvio della procedura telematica viene affidata all’Exup srl di Umbertide la progettazione definitiva ed esecutiva dell’intervento per poco più di 90 mila più iva (114 mila euro complessivi).

Dopo oltre 5 mesi, però, il 16 settembre scorso l’Exup srl in una nota richiede un’approfondita campagna di indagini geologiche “allo scopo di effettuare una progettazione più circostanziata che permetta la minimizzazione di eventuali varianti future”. E, sulla base di quella richiesta, con la determina n. 3214 del 1 ottobre scorso l’amministrazione comunale ha affidato l’incarico di redazione della relazione geologica ad una professionista ascolana.

Inevitabilmente, quindi, prima di redigere il progetto definitivo ed esecutivo bisognerà attendere quella relazione geologica (e nella determina non viene in alcun modo fissata una scadenza temporale per l’effettuazione della relazione stessa). E se è giustissimo e condivisibile al 100% che, prima di redigere il progetto in questione, vengano effettuate le necessarie indagini geologiche, l’amministrazione comunale ha avuto oltre 5 anni di tempo per farle. Quanto meno poteva effettuarle nel corso dell’ultimo anno, da quando ha dato il via alla procedura telematica per l’affidamento della progettazione definitiva, evitando così un’ulteriore perdita tempo.

Allo stesso tempo non si può non sottolineare come l’operatore economico che ha ottenuto l’incarico solo dopo oltre 5 mesi si è reso conto che era necessario avere quelle indagini. In altre parole si procede “a tentoni”, senza avere bene in mente quello che bisogna fare e, di conseguenza, senza una seria e affidabile programmazione. Per non parlare poi dell’autentico “buco nero” degli 11 mesi che sono trascorsi dall’approvazione dei verbali di gara (maggio 2021) all’aggiudicazione dell’appalto (aprile 2022). Un vero e proprio record negativo che non ha simili in altri comuni italiani ma che per l’amministrazione comunale ascolana è, purtroppo, la consuetudine.

Anzi, in diversi casi il Comune di Ascoli incredibilmente impiega ancora più tempo. Come per l’incarico di progettazione per l’intervento di adeguamento sismico della scuola Ceci che potrebbe richiedere un’attesa maggiore. In questo caso la procedura telematica per l’affidamento dell’incarico stesso è stata avviata nel settembre 2021, con il 16 dicembre 2021 la scadenza fissata per la presentazione delle offerte. Il successivo 5 gennaio 2022 si è svolta la seduta pubblica per il controllo della documentazione amministrativa e l’ammissione alla fase successiva di gara degli operatori economici (7 in tutto). Solo quasi 5 mesi dopo, però, con determina n. 1704 del 30 maggio 2022 verrà nominata la commissione giudicatrice che ha il compito di assegnare l’incarico.

Già perché in quel meraviglioso mondo che è il Comune di Ascoli nella maggior parte dei casi delle gare di appalto funziona così, la commissione giudicatrice non viene nominata prima o, al massimo, al momento dell’indizione della procedura telematica, come invece avviene in tutti i Comuni “normali”… Dovranno passare, invece, oltre 8 mesi per la convocazione, nei giorni scorsi, della seconda seduta per l’apertura delle buste contenenti le 7 offerte economiche. Viene da sorridere, molto amaramente, nel pensare che il cronoprogramma della tanto sbandierata (dal sindaco Fioravanti e dall’amministrazione comunale) Ordinanza Ascoli prevedeva che tutto l’iter per la demolizione e ricostruzione della scuola Don Bosco doveva concludersi in 18 mesi, mentre per quello per la scuola Ceci in 19 mesi.

Nel primo caso praticamente sono già trascorsi 18 mesi dall’avvio della procedura (marzo 2021) e non siamo neppure vicini all’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo, nel secondo dopo 13 mesi si è ancora in attesa che venga affidato l’incarico per la realizzazione della progettazione. Davvero superfluo aggiungere altro…

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