“Fede, onore e disciplina”: la scuola modello “caserma del Ventennio” nelle Marche


Torna al centro delle polemiche il direttore dell’Ufficio scolastico regionale delle Marche, Marco Ugo Filisetti, per il suo messaggio agli studenti per l’inizio del nuovo anno scolastico. Di ben altro tono e da apprezzare quello dell’assessora Latini

Se non ci fossero dei precedenti non meno imbarazzanti, verrebbe da pensare che il direttore dell’Ufficio scolastico regionale (Usr) delle Marche, Marco Ugo Filisetti, nel suo messaggio di inizio anno scolastico rivolto agli studenti marchigiani si sia fatto prendere dall’entusiasmo per l’ormai quasi certa prossima vittoria del centrodestra e di Fratelli d’Italia alle prossime elezione politiche del 25 settembre.

Due i passaggi di quella lettera che fanno rabbrividire, il primo quando il direttore regionale ricorda “ai bambini che iniziano oggi il loro percorso e agli studenti l’importanza di fondare il vostro impegno sull’adempimento del dovere con fede, onore e disciplina”, l’altro quando ricorda il dovere “di non arrendersi… perché nel tempo a venire i vostri bisnipoti sappiano almeno che ci fu chi non alzò le braccia ma continuò a battersi”. Al di là del fatto che qualcuno dovrebbe ricordare a Filisetti che si sta rivolgendo a studenti e studentesse che si apprestano ad affrontare il nuovo anno scolastico nell’anno di grazia 2022, e non a reclute dei primi del ‘900 che si apprestano ad affrontare chissà quale campagna di guerra, è inevitabile inorridire di fronte ai toni del direttore dell’Usr che da più parti sono stati definiti “militareschi” e “nostalgici”.

Le esortazioni al sacrificio, all’adempimento del dovere con fede, all’onore e alla disciplina non sono soltanto frasi grottesche e fuori dal tempo, ma anche sbagliate nel merito e non contengono nessun messaggio positivo dal punto di vista educativo” afferma Giordano Masini (Europa+), candidato al collegio plurinominale della Camera di Pesaro. “Filisetti è riuscito ad usare parole e toni assolutamente non adeguati alla scuola del nostro tempo e più consone ad una caserma del Ventennio” aggiunge Nicola Fratoianni che, poi, accusa il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi “di non aver mai rimosso il direttore scolastico delle Marche, ex dirigente leghista, che da tempo doveva essere allontanato da quella sede”.

In effetti da più parti era stata chiesta la rimozione del diretto dell’Usr Marche dopo alcuni dei suoi messaggi passati, Come quello in occasione della giornata dell’unità nazionale e delle forze armate nel quale riprese parte di un discorso di Mussolini o, peggio ancora, le “deliranti” lettere agli studenti in occasione della festa della Liberazione (del 2021 e del 2022) nei quali continua a mettere sullo stesso piano chi ha combattuto per la libertà e chi si è macchiato di abominevoli stragi come Monte Sole e Sant’Anna di Stazzema (solo per citarne alcune), dimostrando per altro un’imbarazzante mancanza di conoscenza della nostra storia (vedi articolo “I deliri del dirigente scolastico regionale sul 25 aprile” e articolo “Dalla Liberazione all’Ucraina, il direttore scolastico regionale raddoppia la vergogna”).

Per altro non è un caso che l’esempio di Filisetti e dei suoi discutibili messaggi in occasione del 25 aprile sia stato ricordato nel famoso articolo pubblicato poco più di un anno fa sul quotidiano inglese “The Guardian” che parlava delle Marche e del capoluogo piceno come laboratorio della nuova destra italiana che non ha tagliato i ponti con il suo passato più buio (il fascismo). “Per l’ennesima volta – accusa la candidata marchigiana del Pd Irene Manzi – Filisetti utilizza in una comunicazione ufficiale agli studenti toni nostalgici e militareschi degni nel Ventennio. I termini che evocano il regime fascista dovrebbero entrare a scuola solo nei libri di storia e non certamente negli auguri di buon inizio anno rivolti agli studenti. E invece anche questa volta si perde l’occasione per trasferire agli studenti un messaggio inclusivo e coerente con presente”.

Davvero imbarazzante, un’autentica vergogna al cui confronto appare addirittura convincente e apprezzabile il messaggio che, invece, ha indirizzato agli studenti l’assessora regionale alla pubblica istruzione Giorgia Latini. Che parla dell’allontanarsi “dello spettro del distanziamento sociale”, dello “straordinario lavoro degli insegnanti”, dell’innovazione didattica, dell’importanza nel percorso di crescita degli studenti del “conoscere se stessi”, con tanto di citazione di Socrate. Sarà che ancora avevamo nella mente la sgradevole (per usare un eufemismo) lettera di Filisetti, ma bisogna ammettere che questa volta l’assessora Latini ci ha stupito, il suo messaggio agli studenti ci è parso convincente e pienamente condivisibile.

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