Campioni europei di maschilismo e sessismo


Per celebrare le 8 medaglie vinte ai campionati europei, la campionessa di nuoto artistico Linda Cerruti ha pubblicato sui social alcune foto, tra cui una in posa artistica, tipica del suo sport. Che, però, in un Paese sempre più maschilista ha provocato un diluvio di commenti sessisti

Nella suggestiva cornice del Foro Italico abbiamo dimostrato di essere al momento i migliori in Europa in acqua (nuoto, nuoto artistico, tuffi e nuoto di fondo). Sui social abbiamo invece confermato che siamo un paese profondamente “malato” e campione europeo (forse anche mondiale…) di maschilismo e sessismo. Nel quale basta davvero molto poco, anche una semplice frase o un’ingenua foto per dare la stura e far venire fuori il peggio del peggio. Ci sono, purtroppo, tanti esempi e tante storie drammatiche, quasi quotidiane, che testimoniano in maniera disarmante quanto nel nostro Paese il più becero maschilismo e il più inaccettabile sessismo siano diffusi.

Senza andare troppo indietro nel tempo basterebbe pensare all’ignobile commento postato sui social dal direttore della Croce Bianca dell’Emilia Romagna, Donatello Alberti che ha commentato così l’ultimo drammatico femminicidio (quello ai danni della 56enne Alessandra Matteuzzi, uccisa a martellate dal suo ex): “comunque anche lei come andava conciata, ovvio che il ragazzo era geloso”. Non vale neppure soffermarsi più di tanto su simili dichiarazioni, c’è solo da sottolineare che ogni minuto che passa senza che un soggetto del genere sia stato mandato via “a pedate nel sedere” dal posto che occupa è un’inaccettabile vergogna e un pesante insulto alla memoria di quella povera donna.

Però per certi versi è ancora più emblematica la vicenda che, nelle stesse ore, ha coinvolto la campionessa di nuoto artistico Linda Cerruti, plurimedagliata ai recenti campionati europei di Roma. E’ davvero singolare come ancora una volta sia il nuoto artistico a scatenare queste deprecabili pulsioni. Cinque anni fa ai mondiali di Budapest fu la straordinaria esibizione di Manila Flamini e Giorgio Minisini, che portò al primo storico e inaspettato oro mondiale dell’Italia in questa disciplina, a dare il là ad una serie sconcertanti di reazioni (che in quel caso, però, coinvolse non solo i social ma anche alcuni quotidiani).

Perché i due atleti azzurri , con una scelta controcorrente e molto coraggiosa, invece di pailletes e musiche ispirate a musical si resero protagonisti di un’esibizione che rappresentava un suggestivo omaggio al dramma della migrazione del Mediterraneo, sulla musica evocativa di Michele Braga e la coreografia di Anastasija Ermakova. Che, però, in un paese in cui il razzismo non c’è ma si vede, provocò la reazione stizzita e indignata di una larga fetta dell’opinione pubblica, al punto da far passare in secondo piano la stessa storica medaglia d’oro. Per certi versi anche questa volta è accaduto qualcosa di simile, perché così come per il razzismo, anche per quanto concerne la cultura profondamente maschilista ed il più becero sessismo che continuano ad essere profondamente presenti nel nostro Paese si tende a sminuire, a negare l’evidenza. Che, pure, in alcuni casi, esattamente come questo, è sin troppo inequivocabile.

Questa volta a scatenare il tutto è stata una delle foto con la quale Linda Cerruti ha voluto celebrare le sue 8 medaglie (2 argenti e 6 bronzi), copiando due leggende del nuoto mondiale (Mark Spitz e Michael Phelps) e rendendo omaggio alla sua disciplina sportiva (il nuoto artistico). La 29enne atleta di Savona, tornata a casa dopo le “fatiche romane”, ha pubblicato nel proprio profilo di Instagram alcune foto con le 8 medaglie vinte.

Tra cui una con tutte le medaglie al collo, appunto come Spitz nel 1972 (Olimpiadi di Monaco) con le sue 7 medaglie e Phelps con le 23 medaglie d’oro olimpiche, ed una in posa artistica, a testa in giù in spaccata con le medaglie appese sulle gambe, tipica posizione artista del nuoto sincronizzato (artistico) e chiaro omaggio alla sua disciplina sportiva. Solo che sperare che quella larga schiera di buzzurri trogloditi che fanno del maschilismo e del sessismo il proprio pane quotidiano potesse comprendere il significato di quello scatto è mera utopia. Per quei cervelli “bacati” quella foto è chiaramente un modo con il quale la nuotatrice vuole mettere in mostra le sue “grazie” (e che altro potrebbe essere mai…) e stimolare le fantasie sessuali più sfrenate dei maschietti.

Così, in brevissimo tempo, sotto la foto “incriminata” ecco spuntare un vero e proprio diluvio di commenti “vomitevoli” sconci e pesantemente maschilisti che mettono l’accento, anche in modo oscenamente pesante, sul presunto lato apertamente sessuale della foto stessa. Ne sono davvero tantissimi, spudoratamente troppi, molti dei quali davvero ai limiti dell’animalesco. Però abbiamo deciso di non citarne neppure uno, di non dare ulteriore spazio a simili trogloditi. Molto meglio darne, invece, alla puntuale e appassionata replica della stessa Linda Cerruti.

Come ogni anno, dopo mesi e mesi di sacrifici, è arrivata quella settimana in cui alzo la testa fuori dall’acqua, e respiro. Sia chiaro, non mi sto lamentando, ma sto solamente riportando la realtà quotidiana che è stata più che ripagata da una carriera piena di soddisfazioni. Due giorni fa ho condiviso una foto fatta nella spiaggia in cui vado da sempre, in cui ho coltivato i primi sogni e che per me ha anche un forte valore simbolico. La foto mi ritrae in una posa artistica, tipica del mio sport, a testa in giù e in spaccata, insieme alle otto medaglie vinte in quello che è il miglior campionato europeo della mia carriera. Il post è stato ripreso da vari giornali fra i quali @gazzettadellosport , @tuttosport , @larepubblica e @ilfattoquotidianoit .

Stamattina una mia amica mi invia uno di questi post condiviso dalle testate giornalistiche sulla loro pagina Facebook, lo apro e rimango letteralmente basita nonché schifata dalle centinaia, probabilmente migliaia, di commenti fuori luogo, sessisti e volgari che lo accompagnano. Qui sopra, scusandomi in anticipo con le giovani atlete che mi seguono per quanto leggeranno (ma l’alternativa è il silenzio, che è uno dei motivi per cui oggi leggiamo ancora queste cose), riporto alcuni screenshot esemplificativi della pochezza di alcune frasi a commento della foto. Dopo più di 20 anni di allenamenti e sacrifici, trovo a dir poco VERGOGNOSO e mi fa davvero male al cuore leggere quest’orda di persone fare battute che sessualizzano il mio corpo. Un sedere e due gambe sono davvero quello che resta, l’argomento principale di cui parlare?

Il minimo, nonché l’unica cosa che posso fare, è denunciare l’inopportunità di quei commenti, specchio di una società ancora troppo maschilista e molto diversa rispetto a quella in cui un domani vorrei far nascere e crescere i mie figli. Ci tengo, allo stesso tempo, a ringraziare tutte le persone che hanno preso le distanze da questi commenti, mi hanno “difesa” ed hanno apprezzato la foto per quello che è: l’immagine di un’atleta di nuoto artistico orgogliosa dei suoi risultati. È questa l’Italia che orgogliosamente rappresento portando la bandiera tricolore in giro per il mondo”.

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