Il sindaco abbandona l’ospedale Mazzoni al suo triste destino


Costretto da un’interrogazione ad esprimersi dopo mesi di silenzio, Fioravanti conferma la corbelleria del primo livello su due plessi che, per il Mazzoni, significa dover restare un “ospedaletto” di secondo/terzo livello, con tutte le carenze che lo stesso sindaco ha ammesso

Destino segnato per l’ospedale di Ascoli, definitivamente da chi aveva promesso di difenderlo. Una fine annunciata, ora confermata dal sindaco stesso. Che, costretto da un’interrogazione ad esprimersi dopo mesi di imbarazzato e colpevole silenzio, ha decretato la fine di ogni speranza di rilancio per il nosocomio cittadino. Al culmine di un intervento a tratti surreali, infarcito di “bufale”, invenzioni e imprecisioni, con evidente e comprensibile imbarazzo il sindaco ha confermato la corbelleria dell’ospedale di primo livello su due plessi che, di fatto, vuol dire che il “Mazzoni” è destinato a restare un ospedaletto di secondo/terzo livello, con tutte le carenze che alla fine lo stesso Fioravanti ha ammesso.

Eppure, nonostante tutto, questa volta abbiamo provato umana compassione per quell’uomo in così grave difficoltà, spesso confuso e poco lucido, così succube degli interessi del suo partito, anche quando, come in questo caso, finiscono per penalizzare così pesantemente la sua città. “Il coraggio se uno non ce l’ha, non se lo può dare” scriveva Manzoni. Fioravanti il coraggio di andare contro il suo partito, per difendere la sua città, ha più volte dimostrato di non averlo. Allora dovrebbe quanto meno trovare la dignità di farsi da parte. Di seguito riportiamo l’intervento integrale del sindaco, suddiviso per gli argomenti toccati (https://www.consiglicomunali.com/).

La Regione ha chiuso tutti gli ospedali di montagna e dei paesi del Piceno

Il Mazzoni svolge un ruolo primario non solo per la città di Ascoli ma per il territorio piceno e anche per il vicino Abruzzo e tutta la comunità di Ascoli è stata sempre vigile e attenta sull’andamento dell’ospedale perché è essenziale per la vita di tutti, per le famiglie ascolane, il servizio sanitario serve ogni giorno. Quindi io da consigliere comunale ho iniziato il mio percorso a 25 anni nel 2009, il primo banchetto l’ho fatto davanti al “Mazzoni” perché c’era integrazione tra il Sert e chi andava a fare prestazioni sanitarie. E poi ho continuato, da presidente del Consiglio comunale, nel 2014 ho fatto i banchetti lì davanti perché la Regione ha proposto una soluzione a questo territorio, ossia fare un ospedale unico a Pagliare, spendere 400 milioni senza certificare le coperture, quindi un eventuale project, senza un progetto, senza dire dove lo facciamo, senza fare uno studio del fabbisogno del territorio. L’unica cosa che ha fatto la Regione in questi 10 anni è chiudere gli ospedali di montagna, chiudere gli ospedali nei paesi, accentrare, seguire il mercato. La sanità non è mercato, il pubblico ci sta non per andare dietro al mercato ma per dare a tutti lo stesso nastro di partenza, tutti devono partire nello stesso nastro di partenza, altrimenti si crea disuguaglianza.

No all’ospedale unico, si al primo livello su 2 plessi

Quindi l’idea della Regione era fare un ospedale unico a Pagliare, chiamato nella delibera ospedale unico poi smentito, no ospedale unico, un terzo ospedale, neppure le idee chiare c’erano e allora abbiamo contestato, io ho raccolto in 72 ore 8 mila firme, non solo di cittadini ascolani, anche della montagna. No, se io mi sento male devo arrivare a Pagliare è sbagliato perché il territorio piceno, forse qualcuno non lo sa, è molto esteso, non si può accentrare i servizi sanitari. Quindi lì non è che ci siamo messi con il banchetto dicendo no ospedale unico, abbiamo fatto una proposta. Infatti nessuno tira fuori le mie dichiarazioni di 5 anni fa perché dicevo quello che dico oggi. Dicevo noi abbiamo bisogno di un’azienda sanitaria territoriale su 2 plessi, ospedale di primo livello su 2 plessi.

La mobilità attiva per coprire i debiti di Pesaro e Ancona

Dire ospedale di primo livello o meno è solo strumentalizzare politicamente, poi le persone vivono, quando chiamano per la mammografia voglio una data certa, non vogliono aspettare 2 anni, quindi alla persona gliene frega poco se è primo livello, secondo o terzo. Noi abbiamo il primo livello su 2 plessi, adesso quello che abbiamo detto 5 anni fa fortunatamente la Regione lo sta portando avanti e quello che dicevo qualche anno fa si sta realizzando perché con la nuova legge regionale abbiamo l’azienda territoriale sanitaria, allora possiamo fare quello che diceva lei, perché non stabilizziamo i precari che hanno lottato duramente il covid, perché non manteniamo i lavoratori? Perché li era una situazione straordinaria di covid, lo Stato ci ha permesso di assumere precari all’interno dell’ospedale, però con il disegno che ha portato avanti la Regione qualche anno fa non abbiamo autonomia, non possiamo decidere nulla perché il problema è sempre quello, da Pesaro andavano in Emilia Romagna e quella mobilità, le mancate entrate le pagava la Regione, anche noi, con le entrate dell’Abruzzo. E quindi le entrate del vicino Abruzzo di qui venivano spese per sanare i debiti di Ancona e Pesaro. Questo è ingiusto, questa è una vergogna! E l’abbiamo lottato sempre, l’abbiamo combattuta sempre. E continuiamo a combatterla.

Il ruolo della conferenza dei sindaci

Adesso con la nuova legge abbiamo un’autonomia territoriale. E il budget che prima veniva redistribuito in base agli abitanti e le entrate venivano distribuite in tutta la regione e invece ora no, perché abbiamo l’autonomia territoriale e questo secondo me è molto importante. Per quanto riguarda la conferenza dei sindaci uno prima di dire deve conoscere, deve guardare lo statuto o il regolamento o se non c’è il testo unico degli enti locali, non è competenza del sindaco del Comune capoluogo convocare la conferenza dei sindaci che non ha un presidente perché quello uscente non è più sindaco. Quindi per la prima volta da quando sono sindaco sono stato convocato 2 volte dall’assessore regionale, non era mai successo prima, 2 volte l’assessore Saltamartini è venuto qui a parlare con i sindaci e a costruire dal basso una legge regionale, una volta dalla presidente della Commissione sanità Leonardi. E quindi la conferenza sta lavorando e viene coinvolta nella costruzione della sanità livello regionale e territoriale. Poi le conferenze sono importanti molto e questa legge in questa direzione perché prima la conferenza non ha nessun ruolo, nemmeno puoi dare un parere, nulla. Invece adesso nella nuova legge si dà un parere importante e vincolante da parte della conferenza dei sindaci.

I lavori per “staccare” Urologia, Neurologia sta bene a San Benedetto

Mi chiedeva del reparto di Urologia, forse se cerca su google si accorge che è stato accorpato a Chirurgia 3 anni fa, Acquaroli non c’era, Saltamartini neppure, quindi prima di scrivere le interrogazioni uno si deve documentare, non sono mai stati fatti i lavori, infatti io personalmente che vado spesso in ospedale perché monitoro ogni giorno perché è importante, il servizio sanitario è una cosa fondamentale per la città di Ascoli, quindi sono tutti i giorni in ospedale per monitorare sia i lavori sul contenitore sia il contenuto. Abbiamo iniziato i lavori e quindi si stanno facendo i lavori, ormai non dico più la data perché gli imprevisti sono dietro l’angolo, però comunque sarà staccata Urologia da Chirurgia. Per quanto riguarda Neurologia voglio approfittare per fare i complimenti a tutti i dipendenti del reparto e alla primaria straordinaria Cristina Paci a San Benedetto. Se parliamo di ospedale di primo livello su due plessi l’importante è che sia nell’AV.

Via libera al nuovo ospedale di San Benedetto

Voi invece state parlando perché volete far scivolare il discorso sul primo livello in contrasto con San Benedetto. Non ci caschiamo, lo sa perché? Perché se vogliamo costruire una visione di questo territorio, se vogliamo dare una risposta efficiente ed efficace a livello sanitario dobbiamo parlare con San Benedetto e quindi sinceramente sul discorso dell’ospedale nuovo non mi oppongo perché quella è una visione molto chiusa, perché tu non puoi crescere uccidendo gli altri, tu devi crescere insieme agli altri, la mia visione è questa, non è che dobbiamo crescere ammazzando gli altri, dobbiamo essere più bravi degli altri. Per questo abbiamo fatto partire i lavori di efficientamento del Mazzoni, presto partiranno per il Pronto Soccorso, per chiudere Urologia e Chirurgia. Parlo sempre con il sindaco di San Benedetto perché se hanno bisogno di un ospedale nuovo è un’esigenza della città, non possiamo entrare nel discorso. Se invece è come era prima, con il disegno facciamo l’ospedale unico per fare diventare Spinetoli il centro del mondo togliendo ad Ascoli, su quello mi oppongo perché così ammazzi il capoluogo, non rafforzando il Mazzoni e facendo l’ospedale nuovo. Anzi, siccome a San Benedetto d’estate ci sono tanti turisti, quella è una risposta anche per la costa.

Criticità al Mazzoni? Colpa del covid

Però stiamo parlando di azienda sanitaria territoriale su 2 plessi, quindi il Mazzoni è importante per la montagna, anche per l’Abruzzo e per la costa perché dobbiamo ragionare su specialità diverse su 2 plessi perché se facciamo doppioni si crea solo scontro. Invece questa azienda, questa capacità giuridica ci può dare forza, lì misuriamo le capacità del management dell’Asur, lì lo misuriamo, se gli dai gli strumenti per governare e valorizzare il personale. E’ vero che ci sono diverse criticità all’ospedale, però dobbiamo essere onesti, il covid ha triplicato la domanda in ospedale però l’offerta è sempre quella. E’ come se in un ristorante che ha 90 coperti ci porti 150 persone. Quindi dobbiamo velocizzare questa legge, velocizzare l’autonomia territoriale e rafforzare il personale dell’AV5 che ringrazio, anche per la pazienza, perché con grande stile fa queste lamentele mai scomposte.

Caos al Pronto Soccorso e telemedicina

Per chiudere, sul discorso Pronto Soccorso condivido pienamente quando diceva Ameli perché la grande affluenza nel PS non è più accettabile, perché uno deve stare in PS 10 ore e non è accettabile. Però questo è un problema comune, però il primario Renzi mi ha presentato un importante progetto, del quale ne ho parlato con l’assessore Saltamartini, di telemedicina per alleggerire il PS. Però per alleggerire il PS, siccome la vecchia amministrazione regionale ha messo pochissime risorse per la medicina generale e quindi i medici sono andati in pensione e non sono stati assunti, abbiamo chiesto insieme al presidente Acquaroli ne entrano 60. Allora rafforzando la medicina generale riesci ad alleggerire il carico perché molte persone che vanno al PS possono andare dal medico di base, però al medico di base non puoi dargli 2 mila persone. Per quanto riguarda la Commissione salute per me conta molto più il reale che il percepito, il presidente Tacchini tutti i giorni è in contatto e va in ospedale anche per monitorare l’andamento interno dell’ospedale anche di efficientamento, quindi per convocare la Commissione salute non serve un’interrogazione, basta un messaggino a me o a Tacchini e la convochiamo anche domani, non penso che abbiamo mai negato la democrazia e non la neghiamo”.

Considerazioni finali

Doverose un paio di precisazioni e di considerazioni, partendo dall’ospedale unico. Su cui Fioravanti si contraddice in maniera sconcertante (sostiene che la regione aveva proposto Pagliare, poi che non aveva detto dove farlo…), inventando poi una ricostruzione degli eventi a dir poco fantasiosa. Detto che, prima del 2014, il territorio piceno aveva 3 ospedali (Ascoli, San Benedetto e Amandola), esattamente come ora (quindi quali ospedali di montagna e nei paesi avrebbe chiuso la Regione?), a novembre 2014 è stato approvato lo studio di prefattibilità dell’ospedale unico, senza alcuna indicazione del luogo, tanto che il sindaco Castelli aveva subito proposto Campolungo. Quindi nessun banchetto nel 2014, la protesta è iniziata nell’agosto 2018, quando è stata indicata per la prima volta Pagliare.

Ma “le 8 mila firme raccolte in 72 ore” dal solo Fioravanti sono un sogno. Il suo partito (FdI) ha infatti avviato la raccolta di firme il 6 agosto 2018 e il successivo 31 agosto, davanti all’ospedale Mazzoni, Castelli annunciava che erano state raccolte quasi 4 mila firme. Allo stesso modo non c’è traccia di una proposta di Fioravanti di un ospedale di primo livello su due plessi. Nel programma di mandato 2019-2024, depositato in Comune, per il “Mazzoni” non c’è alcun riferimento ad una simile sciocchezza, si parla di consolidamento e rilancio, di mantenimento dei servizi e di nuovi impianti e tecnologie. La “barzelletta” dell’ospedale di primo livello su due plessi l’hanno tirata fuori Acquaroli e Saltamartini e, subito dopo, come al solito Fioravanti ha fedelmente obbedito, rilanciando questa fandonia.

In merito alla rivendicata azienda sanitaria territoriale, a parte che è cosa decisamente differente dall’azienda ospedaliera invocata nel programma elettorale, come ha sottolineato Ameli il primo cittadino probabilmente non ha letto bene la nuova legge regionale perché, se l’avesse fatto, avrebbe scoperto che “la spesa del budget di ogni AV è sulla spesa storica, quindi mi porrei qualche preoccupazione”. Quanto all’accorpamento di Urologia con Chirurgia, abbiamo seguito il consiglio del sindaco, ma su google non abbiamo trovato notizie sull’eventuale accorpamento di 3 anni fa. Invece c’erano articoli di fine 2021-inizio 2022 sulla presentazione del nuovo primario di Urologia, con lo stesso sindaco che parla in termini entusiastici di Urologia, senza citare alcun accorpamento o prossimi lavori (che ora, secondo Fioravanti, sono in corso ma partiranno presto…). Quello che è certo è che al momento gli unici lavori al “Mazzoni”, di efficiantamento, sono quelli previsti e programmati dalla giunta regionale Ceriscioli. Stendiamo, invece, un velo pietoso su Neurologia, sui macroscopici disservizi di quel reparto, certificati nelle settimane e nei mesi scorsi dal calvario che quasi tutti i pazienti devono affrontare.

Penso che un cittadino non debba correre a seconda della patologia tra Ascoli e San Benedetto, deve avere cure adeguate” ha amaramente commentato Ameli. Che, poi, ha concluso sostenendo che: “il sindaco non ha risposto su nulla, ha lanciato la palla fuori dal campo, non ha risposto sulle problematiche, sulla programmazione del Mazzoni e del territorio. Il sindaco non deve rispondere a me, deve rispondere ai cittadini e quelle centinaia di persone che dentro l’ospedale lavorano e lanciano ripetuti gridi di dolore”. Il silenzio di Fioravanti, a testa china in Consiglio comunale, senza neppure provare a replicare alle durissime accuse del segretario dem, è la più emblematica fotografia di una giornata tragica per l’ospedale e per la sanità ascolana…

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