Nessuno tutela il capoluogo piceno, futuro da “ospedaletto” di secondo piano per il “Mazzoni”


I sopralluoghi del sindaco Spazzafumo con i tecnici regionali, criticati dalla Casini, e il comunicato stampa del presidente della Provincia che auspica un ospedale di primo livello in Riviera, sono campanelli di allarme per il futuro, sempre più grigio, del Mazzoni…

Probabilmente sarà solo “fuffa”, l’ennesimo ”teatrino di Castelli e Spazzafumo” come sostiene la consigliera regionale Anna Casini che, giustamente non le ha mandate a dire al sindaco di San Benedetto. Però per il capoluogo piceno i segnali che arrivano in campo sanitario non sono per nulla incoraggianti e prefigurano un futuro se possibile addirittura peggiore di quello, di certo non edificante, fino ad ora paventato. In estrema sintesi, se è ormai assodato che la nostra provincia è sempre più la “Cenerentola delle Marche” in campo sanitario, per quanto riguarda il capoluogo piceno gli scenari futuri sono addirittura ancora più bui.

Perché, al di là dei sopralluoghi effettuati dallo stesso Spazzafumo insieme ai tecnici regionali e al consigliere regionale Assenti (FdI) per individuare l’area dove realizzare l’ipotetico nuovo ospedale di San Benedetto, c’è il comunicato stampa del presidente della Provincia e sindaco di Monteprandone, Sergio Loggi, che fa pensare. Dopo aver annunciato la convocazione dell’assemblea dei sindaci per il prossimo 28 luglio, Loggi afferma: “la politica locale deve e può essere da stimolo per far sì che si indirizzino le scelte per migliorare l’offerta ospedaliera esistente, rafforzare e riorganizzare i servizi socio-sanitari e agevolare la nascita di un ospedale di primo livello. Su quest’ultimo punto, Monteprandone fin da subito ha messo a disposizione un’area in zona Fosso dei Galli. E’ un’area strategica, a confine con San Benedetto del Tronto, a pochi passi dall’Autostrada, dall’Ascoli-Mare e dalle principali vie di collegamento con il vicino Abruzzo”.

E se è vero che in concreto la Regione per il momento ha semplicemente stanziato 400 mila euro per un semplice studio di fattibilità per il nuovo ospedale di San Benedetto (unico stanziamento per la sanità della provincia di Ascoli, a fronte di decine di milioni stanziati in tutte le altre province marchigiane…), è altrettanto innegabile che il continuo ripetersi di affermazioni e fatti concreti che vanno nella stessa direzione fanno pensare che la possibilità che San Benedetto abbia presto un nuovo ospedale sia più che una semplice ipotesi. Anche perché dalla riviera il pressing è sempre più incessante e, a differenza di quanto avviene nel capoluogo piceno, dove il sindaco Fioravanti ha ormai definitivamente abbandonato ogni interesse per la sanità e per l’ospedale cittadino, il primo cittadino sambenedettese spinge con decisione, anche con modi poco consoni, per avere il nuovo ospedale.

Spazzafumo invece di giocare al piccolo geometra dovrebbe far predisporre studi appropriati ai suoi uffici, che ha recentemente dotato di esperti pianificatori, proporre un’area alla Regione, farsi assegnare le risorse e iniziare progettazione e procedure espropriative – accusa a tal proposito la Casini –  tutto il resto è fuffa, solo passerelle inutili e, mi permetto, dannose per la salute, visto il caldo.  Inoltre farebbe bene a ricordare che la sanità riguarda tutti i cittadini della Provincia e quindi dovrebbe condividere gli studi con tutti i sindaci del Piceno a cominciare da quelli con cui confina. Insomma, dovrebbe fare il sindaco di San Benedetto del Tronto”.

Al di là dei modi discutibili con i quali sta portando questa battaglia, quanto meno Spazzafumo in qualche modo si preoccupa del futuro della sanità cittadina, non si rassegna passivamente a quel ruolo di “Cenerentola” che la Regione sta sempre più riservando al nostro territorio. Che emerge con sconfortante chiarezza dalla semplice osservazione dei fatti, dall’attuale situazione della sanitaria della provincia di Ascoli. Che, al momento, vede la presenza di due strutture che, con immotivato ottimismo, si possono definire “due mezzi ospedali”, carenti sotto tantissimi punti di vista, che producono disagi e disservizi a non finire ai cittadini, che messi insieme non arrivano neppure a fare un ospedaletto di secondo-terzo livello.

Per onestà è giusto sottolineare che l’ospedale di San Benedetto, il “Madonna del Soccorso”, è quello dei due che, sotto ogni punto di vista, è messo peggio, anche come dislocazione, assolutamente inadeguata, all’interno della città. E’ quindi comprensibile che dalla costa spingano per avere una nuova struttura ma è altrettanto inevitabile che, nel caso, il nuovo nosocomio di San Benedetto non potrà che essere un ospedale di primo livello, anche perché sarebbe al tempo stesso folle, demenziale, quasi criminale, “gettare al vento” decine e decine di milioni di euro per una struttura non differente da quella scadente e infrequentabile come quella attuale.

Per altro la presenza dei tecnici regionali inevitabilmente hanno dato una parvenza di credibilità in più al “teatrino” messo in scena da Spazzafumo. In realtà l’obiettivo di Acquaroli e della giunta regionale, dopo la serie interminabile di promesse e rassicurazioni fatte in campagna elettorale, è quello di lasciare tutto come è, con qualche intervento di facciata, ma di fatto continuando a penalizzare e discriminare il nostro territorio. Ulteriormente umiliato e preso in giro con la vergognosa barzelletta dell’ospedale di primo livello su due strutture, una colossale idiozia a cui solo qualche ingenuo e sprovveduto “boccalone” può dar credito, purtroppo rilanciata e propagandata da chi aveva promesso di difendere il nostro territorio e, ancor più, il nostro ospedale e che sulle quelle promesse hanno costruito la propria campagna elettorale.

Parliamo in particolare del sindaco Fioravanti ma, soprattutto, dell’assessore regionale Castelli e del consigliere regionale Antonini. Che, per quanto politicamente criticabili, non sono certo dei poveri sprovveduti e faremmo offesa alla loro intelligenza anche solo sospettando che realmente credono a questa imbarazzante pagliacciata. Non abbiamo dubbi che anche loro sanno perfettamente che, a proposito dell’ospedale di primo livello su due plessi , prendendo a prestito una famosa battuta del film “Febbre da cavallo” (Montesano – Proietti) si può sostenere che “una stronzata così non si era mai sentita da quando l’omo inventò er cavallo”.

Ne sono pienamente consapevoli, però per loro sono più importanti gli interessi dei rispettivi partiti (FdI del governatore Acquaroli, Lega dell’assessore alla sanità Saltamartini) che quelli dei cittadini del territorio. Per altro il sindaco Fioravanti da mesi non ha più proferito parola sulla situazione della sanità locale e dell’ospedale cittadino, nonostante nelle ultime settimane la situazione sia ulteriormente peggiorata e precipitata. Chiaro segnale ad Acquaroli e alla sua giunta, che sanno che possono continuare ad umiliare e penalizzare il capoluogo piceno, almeno per quanto riguarda la sanità, senza che il primo cittadino proferisca parola, si ricordi di difendere e tutelare i legittimi interessi della città e dei suoi cittadini.

A tal proposito sarà interessante sentire cosa dirà lo stesso Fioravanti che giovedì prossimo, in Consiglio comunale, sarà costretto ad interrompere il silenzio sull’ospedale cittadino e sulla sanità locale, visto che dovrà rispondere ad un’interrogazione presentata dall’opposizione. C’è da augurarsi che si ricordi che prima di ogni altra cosa è il primo cittadino del capoluogo piceno, prima ancora che esponente di FdI, e che quindi dovrebbe assolutamente dare la priorità agli interessi della sua città, non a quelli del suo partito. L’auspicio è che almeno non prenda ulteriormente in giro il Consiglio comunale e gli ascolani stessi, riproponendo l’idiozia dell’ospedale di primo livello su due plessi.

In ogni caso,  a prescindere da quello che dirà Fioravanti, il destino del Mazzoni e della sanità ascolana è tristemente segnato. Per l’ospedale cittadino si prospetta un futuro da ospedaletto di secondo livello, sia che si porti avanti la “pagliacciata” del primo livello su due plessi, sia che venga realizzato un nuovo ospedale, a quel punto di livello, a San Benedetto. Per altro, vista la desolante situazione, quest’ultima potrebbe essere la soluzione migliore (anzi, la meno peggio). Perché quanto meno consentirebbe di avere una parvenza di un ospedale appena appena decente a pochi chilometri dal capoluogo. Semplicemente desolante…

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