Riorganizzazione dei Pronto Soccorso, il grande bluff


Presentato con la solita enfasi dall’accoppiata Acquaroli-Saltamartini il piano sperimentale per riorganizzare e potenziare le attività dei Pronto Soccorso e ridurre tempi di attesa e disagi dei cittadini, approvato con delibera regionale n. 734 del 13 giugno

Dopo aver letto il comunicato stampa con il quale la Regione Marche ha annunciato l’avvio del piano sperimentale per riorganizzare e potenziare le attività dei pronto soccorso e ridurre tempi di attesa e disagi dei cittadini (approvato con delibera regionale n. 734), ci è tornata in mente una delle scene più esilaranti del film “Mars Attack”. Quella nella quale il presidente degli Stati Uniti James Dale (Jack Nicholson), nella riunione d’urgenza con il suo staff dopo che i “marziani” hanno fatto una carneficina e distrutto il Senato e sono sul punto di invadere la terra, spiega il suo piano di intervento: “Voglio che la gente sappia che le scuole e gli asili resteranno aperti, voglio che l’uomo della strada sia sicuro che tutti giorni l’immondizia verrà regolarmente ritirata. E voglio un agente di polizia ad ogni incrocio”.

Perché in concreto, analizzando nel dettaglio l’allegato alla delibera 734, l’unica reale novità che si propone, rispetto a quanto è già previsto, è un maggior confort in sala d’attesa (“Ottimizzazione dell’attesa attiva”) che, per carità, sicuramente non guasta, ma di certo ha un’incidenza assolutamente irrilevante rispetto al gravissimo e complesso problema del funzionamento dei pronto soccorso. Senza troppi giri di parole, il piano in 10 punti presentato con la solita insopportabile enfasi dal governatore Acquaroli e dall’assessore regionale alla sanità Saltamartini è nulla di più che il classico “specchietto delle allodole”, l’ennesima disperata mossa propagandistica di una Regione che, almeno in campo sanitario, sta dando davvero il peggio di sé.

Per altro anche la sequenza e la durata temporale di questo progetto sperimentale sono significative e confermano che si tratta essenzialmente di un spot promozionale e nulla più. Nella delibera, approvata il 13 giugno scorso, viene infatti stabilito che “la sperimentazione avrà durata dal 15 giugno 2022 al 15 settembre 2022”. Al di là del fatto che, per fare le cose con un minimo di criterio, sarebbe stato opportuno approvare quel progetto decisamente molto tempo prima (per permettere concretamente alle varie strutture di prepararsi per tempo), non bisogna essere dei geni per comprendere che per alcune delle “presunte” novità previste ci sarebbe bisogno di un po’ di tempo per organizzarle e farle partire al meglio.

In altre parole, quando eventualmente saranno finalmente entrate completamente a regime potrebbe già essere il momento di terminare la sperimentazione. A tutto ciò si aggiunge anche il fatto che sperimentare questo pseudo progetto di riorganizzazione e miglioramento nel periodo estivo non è esattamente la cosa più intelligente, non fosse altro che i carichi di lavoro in determinate zone della regione sono decisamente differenti nel periodo estivo rispetto agli altri 9 mesi dell’anno. Altro dato oltre modo significativo è, poi, il fatto che un simile progetto così enfatizzato, con tanto di conferenza stampa celebrativa, non prevede per la Regione neppure un euro di spesa.

Una sperimentazione “a costo zero” che può andar bene per fare un po’ di propaganda ma di certo è assolutamente inutile per provare, se non a risolvere, quanto meno ad attenuare i tanti problemi che affliggono il sistema dei pronto soccorso marchigiani. Che, per altro, è cosa nota che avrebbero bisogno di più personale, medico e infermieristico. Ed ovviamente se si vogliono assumere nuovi medici e infermieri qualcosa bisogna comunque spendere… A dir poco singolare, poi, il fatto che tra le motivazioni citate in delibera per la predisposizione di un simile progetto venga citata in particolare la volontà di prendere come riferimento quanto accaduto in Emilia Romagna dove, secondo quanto si legge nella delibera regionale, “l’implementazione delle Case della Salute ha ridotto del 16,1% gli accessi in pronto soccorso per cause che non richiedono un intervento urgente”.

Sempre in delibera, poche righe dopo, viene specificato che in 9 mesi le Case della Salute “hanno consentito di prevenire circa 6.300 accessi al pronto soccorso”. Che, a fronte di quasi un milione e mezzo di ingressi in 9 mesi nei pronto soccorso dell’Emilia Romagna, è pari allo 0,42%. In pratica si “sprecano” fiumi di parole per qualcosa di assolutamente irrilevante. Senza considerare, particolare non secondario, che nel progetto approvato dalla Regione Marche non c’è alcun riferimento esplicito alle Case della Salute… La confusione regna sovrana, quindi, come dimostra un altro aspetto che emerge dalla delibera.

Secondo quanto è riportato dall’allegato alla delibera stessa, per la figura centrale di tutto questo progetto (almeno secondo quanto riferito da governatore e assessore regionale), il Bed Manager, cioè colui che “dovrà garantire il percorso più appropriato e tempestivo” per ogni paziente del PS, è prevista operatività H12, cioè mezza giornata. Quindi, chi deve recarsi al PS, deve sperare di capitarci nella metà giornata giusta, quella coperta dal Bed Manager… Sarebbe stato da un velo pietoso sull’ennesima dimostrazione di superficialità e incompetenza in un settore così fondamentale della vita regionale. Per dovere di cronaca, però, di seguito i 10 punti che compongono il progetto della Regione.

1 Ottimizzazione dell’attesa attiva

Alla cittadinanza dovrà essere garantita maggiore trasparenza informativa in merito ai tempi di attesa. Per consentire un’adeguata comunicazione con gli utenti di altra lingua, è utile disporre di supporti tecnologici di traduzione a distanza o schede di accoglienza multilingue.

Si ritiene necessario promuovere iniziative di miglioramento dell’”attesa attiva”, mirate ad ottimizzare:

– il comfort in sala attesa: cartellonistica, opuscoli, videoproiezioni, monitor TV, filodiffusione musicale, erogatori di bevande e cibo;

– la gestione delle conflittualità: integrazione in PS H24 di una figura con compiti comunicatore/facilitatore (es. psicologo, infermiere, personale del volontariato accreditato, etc.) e del mediatore culturale al fine di fornire al cittadino che accede in PS le informazioni richieste;

– la trasparenza informativa mediante tabelloni elettronici/display che indichino in tempo reale:  il numero di postazioni di emergenza impegnate,  il numero di pazienti nelle sale visita; il numero di pazienti in attesa di ricovero;  il numero di pazienti in attesa per ogni classe di priorità; i tempi medi di attesa per ogni classe di priorità.

Le rilevazioni informatizzate sul livello di sovraffollamento dei PS dovranno essere rese disponibili in tempo reale alla Centrale operativa 118 regionale e all’Agenzia Regionale Sanitaria.

2 Istituzione della figura del bed manager

Ogni struttura ospedaliera dotata di PS dovrà individuare formalmente la figura del Bed Manager, operativa H12, finalizzata ad assicurare, attraverso il coordinamento e l’integrazione delle aree produttive ospedaliere e dei percorsi diagnostico/terapeutici, la tempestiva prosecuzione della presa in carico del paziente che afferisce al PS.

3 Sovraffollamento

Ogni struttura ospedaliera dovrà formalizzare un “piano di gestione del sovraffollamento”, aggiuntivo rispetto a quello per le gravi emergenze (PEIMAF), da rendere operativo nei casi di sovraffollamento “relativo”. Il fine è ottimizzare la permanenza dei pazienti nelle aree del Pronto Soccorso/OBI ed evitare in ogni caso lo stazionamento prolungato dei pazienti su letti bis e barelle.  In caso si ravvisi una situazione emergente di sovraffollamento o di prolungato stazionamento dei pazienti in modalità non appropriata (es. letti bis, barelle, etc.), sarà compito del Responsabile del Pronto Soccorso informare tempestivamente il Direttore Sanitario e il Direttore Generale al fine di concordare specifiche azioni per la risoluzione della criticità.  In tal caso, verrà garantita la disponibilità di comfort di tipo alberghiero, compatibilmente con le condizioni cliniche del paziente.

4 Definizione dei percorsi di fast track

Invio rapido dei pazienti in ambulatori dedicati per alcune specialità e patologie minori

5  Continuita’ assistenziale e dimissioni protette

Le strutture ospedaliere dovranno definire procedure efficaci per la semplificazione e accelerazione dei trasferimenti dei pazienti, se consentito dalle condizioni cliniche, dai reparti per acuti a quelli di post-acuzie e residenziali.

6 Misure straordinarie per garantire la disponibilità di medici

Si ritiene indispensabile verificare preliminarmente la messa in atto, anche in via straordinaria, di tutte le possibili modalità di reclutamento per dotare ogni Pronto Soccorso del personale adeguato, che dovrà essere specificamente formato, a garanzia di una efficace erogazione dei servizi (medici, infermieri OSS etc.). Ogni struttura ospedaliera con sede di Pronto Soccorso dovrà redigere, su base settimanale (H24, 7/7gg), un elenco riportante i nominativi delle professionalità mediche di specialità equipollenti o affini (anche in formazione), che giornalmente sono disponibili presso la struttura ospedaliera per integrare le risorse di personale in servizio presso il Pronto Soccorso.

7  Misure organizzative per la gestione delle non urgenze/urgenze minori

Coinvolgimento della medicina territoriale e incentivazione all’uso di strumenti di teleconsulto e telemonitoraggio.

8 Osservazione breve intensiva (OBI) in connessione funzionale con la Medicina d’Urgenza (MURG). 

Le strutture ospedaliere dovranno provvedere a rendere disponibili postazioni OBI (1 postazione adulto ogni 5000 accessi al pronto soccorso + 2 postazioni pediatriche per ogni UO di pediatria), di cui almeno la metà dotate di sistemi di monitoraggio multiparametrico del paziente.

9  Progetti di adeguamento strutturale e tecnologico

Ogni struttura ospedaliera dovrà redigere uno specifico progetto finalizzato ad adeguare, qualora necessario, gli spazi dedicati alle attività di emergenza-urgenza, per garantire facile accessibilità all’ utenza e comfort nella fase di attesa. Sarà inoltre necessario definire interventi per l’acquisizione e l’aggiornamento delle risorse strumentali a disposizione del pronto soccorso, in particolare per la diagnostica Radiologica (TAC elevata risoluzione).

10 Attivazione di percorsi specifici (pediatrico e ostetrico)

Il Triage pediatrico dovrà essere effettuato da un infermiere pediatrico, ove presente in organico, o da un infermiere specificamente formato per la valutazione e la presa in carico del paziente pediatrico e della sua famiglia.

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