Romanzo Quirinale, il solito indecente teatrino della politica italiana


Il delicatissimo momento storico che stiamo vivendo doveva spingere la classe politica italiana a presentarsi all’appuntamento con già un accordo condiviso per eleggere il Presidente della Repubblica già al primo voto. E invece stiamo assistendo all’ennesimo indecoroso spettacolo

E noi paghiamo questi imbecilli?”. Così qualcuno ha commentato lunedì sera sui social l’esito del primo scrutinio in Parlamento per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Ovviamente gli insulti sono sempre da evitare e da respingere ma per il resto è impossibile non condividere la fortissima irritazione che emerge da quello e da altri commenti simili. E che è sicuramente indirizzata all’esito di quella prima votazione per i tanti voti burla espressi da quei “buontemponi” dei nostri parlamentari. Ma che si estende a tutto l’indecente e vergognoso spettacolo che, anche in un’occasione importante come questa, ha messo in scena la classe politica italiana. Sarebbe interessante vedere cosa hanno nella testa, ammesso che abbiano qualcosa, quei parlamentari che nel segreto dell’urna hanno espresso il loro voto per Amedeus, Bruno Vespa, Lotito, Alfonso Signorini, Giuseppe Cruciani, Mauro Corona.

Una “pagliacciata” che potrebbe forse suscitare un minimo di ilarità in occasione di votazioni per il Grande Fratello, Miss Italia, Sanremo e concorsi del genere ma che sarebbe del tutto fuori luogo anche in una votazione per l’amministratore di condominio. Figuriamoci, quindi, in quella che indiscutibilmente è l’elezione istituzionalmente più solenne del nostro Paese. Ancor più nel momento storico che stiamo vivendo, con una pandemia ancora in corso e tutte le conseguenti problematiche di carattere sanitario, economico e sociali che ne derivano. Per altro questi impresentabili “buontemponi” hanno dimostrato di essere doppiamente puerili perché ovviamente non hanno certo messo la faccia sulla loro indecorosa “bravata”, visto che sono protetti da una non più accettabile segretezza del voto. Un peccato perché saremmo curiosi di sapere chi sono questi “fenomeni” che meriterebbero non solo di non partecipare più alla votazione ma anche e soprattutto di essere cacciati dal Parlamento a “pedate nel sedere”.

Purtroppo, però, quanto accaduto è solo l’ultimo (in ordine di tempo) indecoroso atto di un penoso e surreale teatrino che, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, scredita ulteriormente una classe politica inadeguata, irresponsabile e impresentabile. E pensare che l’elezione del Presidente della Repubblica poteva, invece, essere un’opportunità per un parziale riscatto, per mostrare che in determinati passaggi e momenti storici così delicati i nostri rappresentanti politici sono ancora in grado di dimostrare un briciolo di dignità e serietà, sono capaci di pensare alle necessità della comunità piuttosto che ai piccoli interessi di parte.

Dignità e serietà che, proprio in virtù del delicato momento che stiamo vivendo, in un paese “normale” avrebbe spinto una classe politica seria di presentarsi preparata all’appuntamento in modo da eleggere al primo voto il nuovo Presidente della Repubblica, grazie ad un preventivo accordo tra tutte le forze politiche. Invece bisognerà attendere ancora diverse votazioni e nell’attesa continuare ad assistere uno spettacolo davvero penoso che denota quanto in basso siamo sprofondati. Tra l’altro la situazione di partenza e i numeri in Parlamento, con nessuno dei due principali schieramenti che ha i voti per eleggere da solo il Presidente anche al quarto scrutinio (quando è sufficiente la maggioranza relativa di 505 voti), doveva essere un ulteriore stimolo a trovare un accordo, a presentarsi subito con un nome condiviso.

Per questo i leader dei partiti avevano il dovere di mettersi subito, senza perdere tempo, intorno ad un tavolo per trovare un nome su cui poter convergere. Invece da una parte il centrosinistra e il M5S hanno confermato ancora una volta tutti i loro sconfortanti limiti, la mancanza di personalità e di intraprendenza, l’incapacità di prendere le necessarie iniziative e di trovare soluzioni rapidi ed efficaci. Dall’altra il centrodestra ha mostrato ancora una volta di essere completamente inaffidabile e di non avere dei leader di spessore e di carature, capaci di andare oltre gli slogan e la propaganda che diffondono a piene mani sui social. Se per quanto il centrosinistra (con il M5S) sorge addirittura il sospetto che sono arrivati all’appuntamento senza neppure avere non una strategia ma neppure la vaga idea di come muoversi, il centrodestra di fatto ha fatto una confusione terribile, sbagliando praticamente ogni mossa.

A partire dal fatto che ha provato a mostrare i muscoli (“spetta a noi proporre il nome del nuovo Presidente” hanno ripetuto per settimane) senza averne la possibilità numerica e la capacità politica. Semplicemente indecoroso, poi, è il comportamento di Salvini e Meloni (e dei loro rispettivi partiti) di fronte all’ennesima sconcertante provocazione di Berlusconi che ha tenuto in scacco il proprio schieramento per settimane. Aver costretto (per le debolezze di cui sopra) l’intera classe politica per settimane a discutere di una candidatura che definire impresentabile è altamente riduttivo (per tanti, troppi motivi, basterebbe citare la sentenza della Cassazione che ha confermato che Berlusconi e il suo gruppo per anni hanno finanziato la mafia…) rappresenta davvero il punto più basso della storia della politica italiana dal dopoguerra ad oggi.

Non è una questione politica, non c’entrano destra e sinistra, è una questione di dignità, di decoro, di rispetto nei confronti delle istituzioni (e di conseguenza del paese). Salvini e Meloni hanno avuto la possibilità di dimostrare di avere un minimo di statura, di amore per la propria nazione, di senso del rispetto bloccando sul nascere quella vergognosa candidatura che ha fatto sprofondare nel ridicolo il nostro Paese e ulteriormente danneggiato l’immagine già più che traballante di una sempre più indecorosa classe politica. Che ha dovuto aspettare fino ad ora che sono iniziate le votazioni per abbozzare una sorta di trattativa per cercare di trovare una soluzione vagamente condivisa, per altro tra capricci e incomprensibili impuntature.

Da una parte c’è Salvini che da settimane annuncia di avere una rosa di nomi di spessore da poter convincere anche la parte avversa ma che poi, dopo un’interminabile attesa, ha tirato fuori quello dell’ex ministro berlusconiano Frattini, co protagonista di alcune della pagine più buie della storia recente della nostra Repubblica, per altro con uno straordinario tempismo, visto che, in un momento di gravissima tensione internazionale, con la Russia che minaccia l’Ucraina (con tutte le conseguenze che ne derivano), pensare di mandare al Quirinale un convinto filo russo come Frattini è quanto meno fuori luogo. Sempre nel centrodestra, poi, c’è la Meloni che distilla banalità a piene mani, sostenendo che bisogna eleggere un Presidente che pensi al bene del Paese (e chi ci aveva mai pensato prima…) e poi propone la candidatura di Carlo Nordio, cioè chi ha definito la pedofilia “un orientamento sessuale”.

Per altro è quanto meno singolare che, dopo che il centrodestra ha fatto per anni le battaglie contro giudici e magistrati che poi si buttano in politica, una dei suoi leader proponga proprio un ex magistrato (per altro molto discusso) come Presidente della Repubblica. Sconfortante ma, per certi versi, c’è di peggio. Perché, sia pure in modo più che discutibile, almeno il centrodestra avanza candidature (certo, impresentabili…). Dall’altra parte, invece, il vuoto più totale, il Pd e anche il M5S sembra che non abbiano neppure in mente un qualche nome che non siano i soliti Draghi e Mattarella. A cui non si finirà mai di dire grazie, per aver ridato credibilità al nostro Paese in questi 7 anni, ma che ha detto in ogni modo che non è disponibile ad un secondo mandato.

Quanto all’attuale presidente del Consiglio la sua eventuale elezione sarebbe un’ulteriore pesante sconfitta per la classe politica italiana. Per altro l’ipotesi secondo cui, nel caso non vada al Quirinale, potrebbe anche lasciare la guida del governo è francamente inaccettabile, perché è stato sempre fatto passare il messaggio l’immagine di un Draghi che si era messo a disposizione del Paese in un momento difficile mentre ora saremmo di fronte ad una sorta di inaccettabile ricatto. Poi, naturalmente, è ovvio che se le due parti non dovessero trovare un accordo, una via d’uscita condivisa e si inasprisse lo scontro e la divisione, inevitabilmente si avrebbero conseguenze anche nella stabilità del governo. Ma non devono certo essere i capricci o i ricatti del presidente del Consiglio ad incidere sul futuro dell’esecutivo.

Certo è che se, alla fine, dovesse davvero essere eletto Presidente della Repubblica Draghi saremmo di fronte all’ennesima dimostrazione di incapacità della classe politica italiana che, allora, non avrebbe dovuto aspettare tutto questo tempo e mettere in scena questo indecoroso teatrino se davvero voleva portare al Quirinale l’attuale presidente del Consiglio.

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