Tamponi anti dad, la grande beffa


La Regione annuncia con enfasi per il 6 gennaio la giornata dei tamponi gratuiti che, però, è riservata agli studenti “di scuola primaria e secondaria di primo grado con sintomi o contatto diretto o sospetto positivo”. Quindi chi già dovrebbe sottoporsi a tampone e quarantena…

Il comunicato stampa n. 2 del 3 gennaio della Regione Marche parla chiaro. “Rientro a scuola in sicurezza: il 6 gennaio giornata di tamponi gratuiti per studenti di scuola primaria e secondaria di primo grado con sintomi o contatto diretto” recita il titolo del comunicato. “La Regione Marche – si legge all’interno del comunicato – organizza una giornata di tamponi gratuiti per gli studenti delle scuole primaria e secondaria di primo grado. Il 6 gennaio, in vista del rientro a scuola dopo le Festività, la Regione ha predisposto dei punti tamponi sul territorio regionale rivolti agli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado che abbiano sintomi o che abbiano avuto un contatto diretto o sospetto positivo, che potranno recarsi direttamente e senza bisogno di prenotazione per effettuare lo screening”.

Non ci sono dubbi, quindi, che l’iniziativa che la Regione ha promosso per favorire un rientro a scuola in sicurezza è rivolta solamente ai ragazzi delle scuole elementari e medie, quindi sono inspiegabilmente esclusi i ragazzi delle scuole superiori (che per altro sono potenzialmente più a rischio perché hanno un maggior numero di contatti). E, soprattutto, interessa quei ragazzi che presentano dei sintomi o che hanno avuto dei contatti a rischio, quindi chi in teoria già dovrebbe sottoporsi a tampone ed eventuale quarantena.

Se non stessimo parlando di un argomento serissimo, la pandemia e, ancora più, il rientro in sicurezza a scuola dei ragazzi, ci sarebbe da ridere, siamo di fronte a quella che giustamente la consigliera regionale ascolana Anna Casini definisce la “nuova demenziale proposta”, tanto rumore per nulla. In pratica un’iniziativa inutile che, pure, viene magnificata con insopportabile enfasi dal governatore Acquaroli e dagli assessori di riferimento (Saltamartini salute, Latini scuola), le cui dichiarazioni entusiastiche sono riportate nel proseguo del comunicato stampa.

Abbiamo voluto fortemente organizzare un appuntamento di screening gratuito per i giovani studenti per garantire al meglio un rientro in classe in sicurezza dopo le Festività” afferma il presidente Acquaroli. “Questa operazione è fortemente voluta da tutta la giunta regionale, a partire dal presidente Acquaroli e naturalmente da me e dall’assessore Latini come assessori competenti per garantire il riavvio in scurezza delle lezioni frontali. Verranno utilizzati tamponi antigenici di ultima generazione, che hanno la stessa affidabilità dei molecolari” aggiunge l’assessore Saltamartini. Che, poi, si preoccupa di ribadire che potranno accedere al tampone gratuito solo “gli studenti che presentino sintomi o che abbiano avuto contatti con soggetti risultati positivi”.

Attraverso lo screening nelle scuole, l’installazione degli impianti di ventilazione meccanica controllata e, a breve, dei sanificatori dell’aria nelle aule, possiamo monitorare e contrastare la diffusione del virus ed evitare la didattica a distanza che ha già dimostrato i propri limiti per l’apprendimento e la crescita dei ragazzi” sostiene l’assessora alla pubblica istruzione Giorgia Latini. Che, però, evidentemente non deve aver capito troppo bene l’iniziativa perché poco dopo, sulla sua pagina facebook, la presenta in maniera completamente differente, sostenendo che “tutti gli studenti delle scuole elementari e medie potranno effettuare gratuitamente il tampone su base volontaria”. E lo stesso messaggio chiaramente non veritiero nelle ore successive è stato veicolato da diversi esponenti leghisti ascolani su alcuni gruppi e pagine facebook.

A togliere ogni eventuale dubbio, però, ci ha pensato il governatore Acquaroli (ma anche l’assessore Saltamartini) che sulla propria pagina facebook ha ribadito che i tamponi gratuiti sono riservati “agli studenti delle scuole elementari e medie che abbiano dei sintomi o abbiano avuto un contatto diretto o sospetto positivo”. Quindi, al di là del patetico tentativo dell’assessora Latini di cambiare le carte in tavola, siamo di fronte all’ennesima decisione incomprensibile della Regione.

Sarebbe bello poter accogliere con un applauso una misura di questa giunta – accusa la Casini – ma  ancora una volta è stata presa una “mezza decisione” e anche inutile: perché tracciare quelli che già dovrebbero contattare il medico di famiglia, essere in isolamento o seguire il percorso di quarantene e tamponi predisposto per legge? Perché non tracciare anche i ragazzi delle superiori che rispetto ai loro colleghi più piccoli hanno molti più contatti “a rischio” con una rete sociale molto più diffusa fuori dal scuole e famiglie? Perché farlo solo il 6 gennaio (se un ragazzo avesse avuto un contatto il 5?) con il rischio di creare una finta sicurezza e non procedere a screening costanti come abbiamo proposto ormai più di un anno fa?”

La stessa consigliera regionale ascolana evidenzia poi come l’Asur di Pesaro ha pubblicato una circolare che molto più saggiamente dice di fare lo screening sugli asintomatici che non hanno avuto contatti, sconfessando di fatto l’iniziativa della giunta regionale. In realtà non bisogna essere dei geni per comprendere che quella proposta dall’Asur di Pesaro sarebbe davvero un’iniziativa sensata e sicuramente efficace. E’ evidente a tutti, purtroppo non al presidente Acquaroli e a quell’armata Brancaleone che, almeno in tema di pandemia, è la sua giunta regionale.

Nell’uragano di una campagna vaccinale sempre più disastrosa e approssimativa, Acquaroli confonde le idee dei cittadini con misure demenziali e una comunicazione schizofrenica” conclude amaramente la Casini. Impossibile darle torto…

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