Solo slogan, proclami e zero trasparenza: bocciati sindaco e amministrazione comunale


Da piazza Arringo a corso Trieste, dal ponte di San Filippo alle scuole cittadine, sono troppi gli interventi annunciati ma che non sono neppure partiti nel corso del 2021. Sotto accusa anche il boom degli affidamenti diretti e il silenzio del sindaco su ospedale e sanità

Il dito sulla piaga, per la verità una delle tante che riguarda il capoluogo piceno, l’ha messo Massimo Tamburri nel corso della conferenza stampa di fine anno (e di metà mandato) dei gruppi dell’opposizione. Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle ha “tirato le orecchie” alla stampa e ai giornalisti locali che troppo spesso si limitano a fare da megafono agli annunci del sindaco Fioravanti e della sua amministrazione, riportando, a volte con smisurata enfasi, proclami e annunci, anche quando è sin troppo palese l’evidenza contraria.

Lo abbiamo sottolineato più volte come gran parte dell’informazione locale da troppo tempo ha smesso di adempiere al proprio compito primario, cioè verificare e raccontare i fatti, troppo preoccupata di compiacere il primo cittadino e la sua giunta, anche a costo di andare contro la realtà e di esporsi a imbarazzanti “figuracce”. E che quella del consigliere comunale del M5S non sia un’esagerazione è confermato da una semplice ma amara constatazione. Sulla base dei titoloni “sparati” a tutta pagina da gran parte dei quotidiani locali nel corso dell’anno appena terminato, basati esclusivamente sui proclami dell’amministrazione comunale, in questi primi giorni del 2022 nello splendido centro storico del nostro capoluogo potremmo ammirare la nuova pavimentazione di piazza Arringo, una sempre più suggestiva via Trieste completamente riqualificata, ma anche la nuova illuminazione della fortezza Pia.

E poi, allargando lo sguardo al resto della città, il ponte di San Filippo finalmente riqualificato e messo in sicurezza, la nuova sfolgorante cittadella del ciclismo, per non parlare dei cantieri in tutte le scuole cittadine per l’adeguamento sismico o, dove necessario, per la demolizione e la successiva ricostruzione di alcune scuole. Purtroppo, però, il mondo reale non assomiglia neppure un po’ a quello “fiabesco” disegnato da quei titoli e da quegli annunci, nessuna di quelle opere più volte annunciate nei mesi passati non solo è terminata ma è neppure iniziata. Ma la cosa peggiore è che sindaco, assessori e stampa locale, mentre rilanciavano quegli improbabili annunci, erano già perfettamente consapevoli che non erano per nulla attendibili perché in proposito gli atti ufficiali comunali sono sempre stati chiarissimi e non lasciavano dubbi sul fatto che per vedere l’avvio di quelle opere nella migliore delle ipotesi bisognerà attendere il 2022 (in diversi casi anche il 2023…).

Ma, al di là delle gravi responsabilità dell’informazione locale, la cui credibilità non è mai stata così bassa, questo clamoroso abisso che esiste tra il mondo reale e quello “incantato” descritto dai proclami e dagli annunci dal sindaco e degli assessori è già da solo sufficiente per bocciare senza possibilità di discussioni i primi due anni e mezzo e anche il 2021 dell’amministrazione Fioravanti. A rendere più insopportabile “l’annuncite” dell’amministrazione comunale è la tragica realtà di una città sempre più in crisi, che ormai è solo nominalmente il capoluogo, visto che il centro del territorio si è da tempo spostato in riviera. Se mai ce ne fosse stato bisogno, la conferma è arrivata negli ultimi giorni del 2021 anche per quanto riguarda la sanità con le scelte dell’Area Vasta e, soprattutto, della Regione, così penalizzanti per Ascoli.

Ormai il centro della sanità della provincia è la riviera, sono di San Benedetto il direttore generale e sanitario, l’ospedale nuovo si farà a San Benedetto” accusa il consigliere comunale e segretario comunale del Pd Francesco Ameli. E proprio la situazione della sanità e dell’ospedale cittadino sono stati uno degli argomenti al centro della conferenza stampa delle opposizioni. Sono lontani i tempi in cui Fioravanti e il centrodestra ascolano scendevano in piazza e protestavano in difesa del nostro nosocomio, chiedendo che il Piceno non fosse più la cenerentola delle Marche per quanto riguarda la sanità. Gran parte della campagna elettorale per le comunali del 2019 dello stesso Fioravanti è stata incentrata su questi temi, così come la campagna elettorale del centrodestra ascolano per le regionali del settembre 2020 (alla quale lo stesso sindaco ha dato grande impulso).

Ora, però, che le decisioni e le scelte della nuova giunta regionale di centrodestra hanno ulteriormente penalizzato non solo il Piceno ma, soprattutto, la nostra città, il sindaco tace, dando la priorità all’obbedienza al proprio partito piuttosto che alla difesa degli interessi dei cittadini e della città. “E’ imbarazzante il silenzio dell’amministrazione comunale e del sindaco Fioravanti sulla delibera regionale per i centri vaccinale che esclude quello di Ascoli – incalza Ameli – d’altra parte la destra ascolana è molto interessata alle nomine e non ai problemi della sanità. Nessuno parla più della situazione dell’ospedale, con scioperi e manifestazioni, come quella dei giorni scorsi, che non si facevano da anni. Abbiamo chiesto da tempo la convocazione di un Consiglio comunale aperto sulla sanità, senza ottenere risposte. La Consulta comunale sulla sanità non è stata più convocata”.

La Regione sta sbagliando tutta la politica sanitaria e sta pesantemente penalizzato Ascoli – aggiunge Giammarini di “Prospettiva Ascoli” – Fioravanti deve avere un occhio di riguardo nei confronti del nostro ospedale, gli chiediamo di venire con noi a difendere il nostro nosocomio”. I rappresentanti dell’opposizione hanno poi posto l’accento sulla mancanza di trasparenza da parte dell’amministrazione, con l’ex candidato sindaco di “Ascolto & Partecipazione”, Nardini, che ha parlato di “opacità amministrativa”. Anche in questo caso i dati parlano chiaro.

L’amministrazione comunale della nostra città è tra le prime in Italia per affidamenti diretti (quarto posto). Come vengono fatte queste scelte, come sono spesi quei soldi?” chiede Tamburri. In realtà basterebbe pensare all’imbarazzante incarico dato alla figlia del presidente dell’Ente Quintana, Melissa Massetti, per avere una chiara, pur se sconfortante, risposta a quel quesito. “Il ricorso all’affidamento diretto dovrebbe essere l’estrema ratio” aggiunge Nardini che poi cita il caso dell’affidamento diretto per il portale del turismo, per 90 mila euro, e quello del tentativo di esternalizzare la gestione della biblioteca Gabrielli per quanto riguarda la partecipazione.

Probabilmente, però, l’esempio più eloquente di questa mancanza di trasparenza arriva da quello che potrebbe essere uno dei punti di forza dell’amministrazione Fioravanti (o, in caso negativo, il più imbarazzante fallimento…), la candidatura a Capitale della Cultura 2024. Il cui dossier è stato di fatto oscurato e non condiviso con la città e con la stampa che si sono dovute accontentare di una serie di slides dense di slogan, anche di effetto, ma senza alcun contenuto concreto, e numeri e dati forniti “a casaccio” (come quelli relativi agli investimenti fatti e da fare, con l’irreale cifra complessiva di quasi 300 milioni di euro). D’altra parte è evidente come, di pari passo con la mancanza di trasparenza, si evidenza anche la più assoluta confusione e la totale incapacità di programmare.

E’ complesso governare una città come questa, c’è differenza tra amministrare e fare propaganda – sottolinea l’ex candidato sindaco del Pd Frenquellucci – come dimostrano i casi dei lavori del ponte di San Filippo mai partiti, come quelli per corso Trieste, quelli del ponte tra viale Vellei e San Pietro in Castello di cui non si hanno più notizie. Per non parlare del mattatoio comunale su cui c’è la più totale confusione, non c’è un progetto sul suo futuro, su chi lo gestirà”. L’aspetto positivo, che anche gli esponenti dell’opposizione evidenziano, è che, anche per merito dell’amministrazione comunale, stanno arrivando decine e decine di milioni di euro.

“E’ un’occasione fondamentale per dare una prospettiva a questo territorio – afferma Tamburri – il problema è come spenderli. E’ l’ultimo treno, perderlo sarebbe letale per la nostra città”.

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