Salvini e i no vax campioni di “bufale” nel 2021


Il leader della Lega, con la dichiarazione sui titolari di una licenza per la difesa personale, si aggiudica la “Pagella Cup 2021”. Ma più del 50% delle “bufale” diffuse nel 2021 hanno riguardato il covid e la campagna vaccinale. Di Siri, Borghi e Paragone le “panzane” più clamorose…

Sono di Matteo Salvini e del variopinto universo no vax le più clamorose “bufale” del 2021. Il leader della Lega succede a Giorgia Meloni (vincitrice nel 2020) e si aggiudica la “Pagella Cup 2021”, l’ironica competizione ideata da “Pagella Politica” per premiare la dichiarazione politica più clamorosamente sbagliata dell’anno, mentre arrivano proprio dal mondo no vax il maggior numero di “bufale” diffuse nel corso dell’ultimo anno, con quelle di Borghi, Siri e Paragone che risultano le più imbarazzanti. Come ogni anno “Pagella Politica”, il più autorevole sito di fact checking italiano, sceglie le 9 dichiarazioni politiche più sbagliate (catalogate come “panzane pazzesche”) tra le quali poi, sulla base delle votazioni dei lettori, viene scelta quella che di fatto risulta la “bufala” dell’anno.

Lo scorso anno ad imporsi era stata Giorgia Meloni, con la “bufala” sulla lotteria degli scontrini che serviva allo Stato “per conoscere tutti gli acquisti dei cittadini e valutarne la loro moralità”,  davanti a Matteo Salvini che aveva accusato l’Ue di voler imporre la carne “fatta in laboratorio”. Il leader della Lega, però, si è rifatto nel 2021, sbaragliando la concorrenza ottenendo il titolo di “bufala” dell’anno con il 42,7% delle preferenze degli oltre 5 mila voti pervenuti. La dichiarazione che ha permesso a Salvini di aggiudicarsi la Pagella Cup 2021 risale al luglio scorso quando l’ex ministro dell’interno in tv, per difendere l’assessore leghista di Voghera (Massimo Adriatici) che aveva sparato e ucciso un uomo, aveva sostenuto che “è normale per un cittadino comune girare armato se ha il porto d’armi, come accade ad un milione e 500 mila italiani”.

In altre parole secondo Salvini in Italia sarebbero 1,5 milioni i cittadini che possono regolarmente girare armati perché titolari di una licenza per difesa personale. In realtà, però, questa volta il leader della Lega l’ha davvero “sparata grossa”. Infatti secondo i dati ufficiali sono solamente 15 mila i comuni cittadini che possono girare armati in quanto titolari di quella licenza. Anche aggiungendo le guardie giurate (circa 40 mila), il discorso non cambia. Si avvicinano, invece, a quel numero le licenze di uso sportivo e venatorio che, però, sono tutt’altra cosa, visto che chi le possiede non può certo girare con la pistola in tasca.

Dopo quella di Salvini, la bufala più clamorosa dell’anno è dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi che a novembre per l’ennesima volta ha sostenuto che grazie al suo “Jobs act” avrebbe creato 1,3 milioni di posti di lavoro (secondo i dati ufficiali non sono più di 600 mila, meno della metà). Sul terzo gradino del podio un altro ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ad agosto aveva sostenuto che a Milano ci sono 200 mila bambini che vivono in povertà (tutti i minorenni a Milano sono 211 mila, quindi sarebbero in povertà il 95% dei minorenni milanesi…).

Subito dietro l’attuale presidente del Consiglio Mario Draghi, che a novembre in Parlamento ha decisamente gonfiato i benefici del green pass (citando dati sbagliati), e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni con la sua dichiarazione sulla revisione del catasto promessa nel Piano nazionale di ripresa e resilienza per ricevere i soldi dell’Unione europea. Le altre dichiarazioni in lizza per la “Pagella Cup” erano quella di Enrico Letta (che per giustificare il mancato impegno per promuovere una nuova legge sulla cittadinanza aveva sostenuto che il suo partito è il più piccolo, tra i 5 principali, in Parlamento), di Antonio Tajani (che aveva esaltato i risultati del suo partito alle elezioni comunali quando in realtà Forza Italia erano andato decisamente peggio rispetto alle precedenti elezioni praticamente in tutte le città), di Nicola Fratoianni (secondo cui in India i bassi tassi di vaccinazione contro il covid erano dovuti al fatto che quel paese produceva più vaccini di tutti ma li inviava a nazioni più ricche) e di Carlo Calenda (che ad aprile aveva sostenuto di aver sconfitto Salvini in molti capoluoghi alle elezioni europee 2019).

Se quelle citate sono considerate le “bufale” più clamorose del 2021, come era facilmente immaginabile l’anno che si è appena concluso è stato caratterizzato da un vero e proprio festival di “bufale” inerenti il covid e, soprattutto, i vaccini. Secondo quanto evidenziato da tutti i siti di fact checking italiani, più del 50% delle “bufale” del 2021 hanno riguardato l’epidemia da coronavirus e, in particolare, la campagna vaccinale. E se è vero che le più clamorose e surreali arrivano dal variopinto universo no vax (o comunque da chi, più o meno velatamente, lo sostiene), è altrettanto innegabile che un contributo importante l’hanno fornito i governatori regionali (ne abbiamo un esempio evidente nelle Marche) ma anche esponenti politici e del governo stesso.

Naturalmente, però, le più clamorose sono arrivate sicuramente dall’universo no vax. Tra le tante, da ricordare ad esempio quella del senatore leghista Armando Siri che il 14 luglio aveva sostenuto che a quella data i nuovi contagi riguardavano per il 56% soggetti vaccinati, nonostante i dati ufficiali forniti dall’Istituto superiore della sanità evidenziava come, da giugno a metà luglio, i contagi tra i vaccinati erano solamente del 7,5%. Ancora più clamorosa quella diffusa, sempre a luglio, da un altro leghista, Claudio Borghi, che per dare sostegno alla tesi di Salvini, che dall’alto della sua scienza aveva spiegato che sotto i 40 anni non servono e possono essere ancora più pericolosi, aveva sostenuto che “sulla base dei miei calcoli ogni mese muoiono 15 persone under 40 per colpa del vaccino”.

Peccato, però, che i numeri ufficiali di Aifa e Iss evidenziavano allora che tra il 27 dicembre 2020 (dato inizio vaccinazioni) alla fine di giugno si erano verificati complessivamente 7 decessi correlabili con i vaccini, tutti di persone over 70. Ma, a proposito di covid, la palma per la “panzana” più clamorosa del 2021 va senza dubbi a Gianluigi Paragone con il suo articolo, pubblicato sul proprio blog, secondo il quale i dati ufficiali dimostrerebbero che il covid in realtà è meno letale della “nomale influenza” (che, sempre secondo i dati ufficiali, negli ultimi 5 anni prima del covid avrebbe provocato poco meno di 6 mila decessi all’anno).

Una “cantonata” pazzesca che l’ex grillino (ma anche ex leghista) ha ripetuto più volte anche in tv, sostenendo che a certificarlo sarebbe stato lo stesso Iss nel report di ottobre. In realtà quel report evidenzia esattamente il contrario, visto che certifica che nel 93,6% dei casi la causa principale dei decessi è da attribuire ad una complicanza del covid (e nel restante 6,4% dei casi il covid è una concausa). Considerando che allora i decessi accertati erano circa 135 mila, significa che il covid è stato la causa principale di oltre 126 mila decessi, praticamente con una media di 63 mila decessi all’anno, 10 volte superiore a quella della “normale influenza”. In realtà di “bufale” negazioniste e no vax per certi versi ancora più assurde e imbarazzanti negli ultimi 12 mesi ne abbiamo lette e ascoltate a decine.

Ma quelle citate, considerate le più clamorose del 2021, hanno una rilevanza maggiore perché diffuse da esponenti politici e da personaggi pubblici che hanno una maggiore visibilità e che, con le loro assurde tesi, sono comunque in grado di condizionare e orientare larghe fasce della popolazione (quelle meno istruite e più propense ad “abboccare”).

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