Scandalo piano rifiuti, comitati e associazioni chiedono l’annullamento in autotutela dell’assemblea Ata


Mentre alcuni sindaci stanno valutando l’ipotesi del ricorso al Tar per la posizione dell’ex presidente della Provincia Fabiani, 11 comitati e associazioni in una lettera inviata a Provincia, Ata e Prefettura chiedono l’annullamento in autotutela e la riconvocazione dell’assemblea Ata

Non accennano a placarsi le polemiche e le discussioni intorno al piano d’ambito dei rifiuti, che di fatto trasforma il nostro territorio nell’immondezzaio delle Marche e del centro Italia. E si apre uno spiraglio perché quel disastroso piano possa essere rivisto, con la possibilità anche per il sindaco Fioravanti di ammettere l’errore commesso dal suo Comune e dimostrare che davvero è dalle parti dei cittadini e delle associazioni territoriali con le quali, 3 anni fa, ha combattuto contro l’utilizzo della discarica Geta.

In una lettera inviata alla Provincia, all’Ata Ascoli e alla Prefettura diversi comitati e associazioni hanno chiesto l’annullamento in autotutela di tutti gli atti successivi al 3 ottobre (per la decadenza del presidente della Provincia Sergio Fabiani, non più sindaco di Montegallo), quindi anche dell’assemblea che ha approvato il piano d’ambito, con la nuova convocazione dell’assemblea Ata. Come avevamo evidenziato nell’articolo “Piceno immondezzaio del centro Italia, nuovi sconcertanti particolari sul vergognoso piano d’ambito”, è emerso come l’assemblea che ha approvato il piano stesso è stata convocata e presieduta da un presidente decaduto che, guarda il caso, solo qualche giorno dopo si è dimesso. Nelle ore successive alla pubblicazione di quell’articolo, grazie alla sindaca di Appignano Sara Moreschini è emerso in maniera clamorosa e sconcertante il differente comportamento in proposito dell’Aato Acque e dell’Ata Rifiuti.

Il 4 ottobre scorso – afferma Sara Moreschini – il presidente dell’AAto Acque (Sergio Fabiani) scriveva al vice presidente dell’Aato acque che da quel giorno, vista la sua cessazione a carica di sindaco di Montegallo sarebbe cessato anche da presidente dell’Aato acque e che pertanto il vice avrebbe preso il suo posto.Il vice presidente, diventato quindi nuovo presidente, ha scritto a tutti gli enti consorziati per avvisarli della sostituzione. AAto acque e Ata Rifiuti hanno uno statuto molto simile, mi chiedo perchè da una parte lo stesso viene rispettato e dall’altro non solo non ci si pone nessuna domanda sul decadimento del presidente in quanto non più sindaco, ma ci si affanna ad adottare un atto di pianificazione su un tema fondamentale come quello dei rifiuti, di medio lungo termine, tra l’altro sovrastimato nel tempo e nelle quantità, iniquo e assurdo”.

In effetti è incomprensibile questo differente comportamento del decaduto presidente della Provincia che, per altro, con quella lettera conferma che era pienamente a conoscenza della situazione. Quindi, a maggior ragione, non avrebbe dovuto convocare e tanto meno presiedere quell’assemblea. La Moreschini ed anche altri sindaci stanno valutando l’ipotesi di ricorso al Tar per chiedere l’annullamento. Ma alcune movimenti, associazioni e comitati del territorio (Tavolo Piceno Acqua Bene Comune, Dipende da noi, Comitato Acqua pulita, Legambiente Ascoli, I Care, Le buone acque del Pescara, Comitato Ci Rifiutiamo, Comitato Tutela del Bretta, Comitato Aria Pulita Castel di Lama Villa Sant’Antonio, Ascolto & Partecipazione, Gas Gaspe) in una lettera invita alla Provincia, all’Ata e alla Prefettura per chiedere l’annullamento in autotutela.  

Nel Codice Civile viene definita la Diligenza del buon padre di famiglia ossia l’impegno da porre nello svolgere un ruolo o un mandato – si legge nella lettera – la diligenza del buon padre è quella che chiediamo, nell’interesse collettivo, alla Provincia di Ascoli Piceno ed ai suoi amministratori ora che, in ossequio alla Legge, procedono al passaggio di consegne da parte del presidente Fabiani che è decaduto dal ruolo. Chiediamo all’amministrazione provinciale di agire in autotutela annullando tutte le deliberazioni assunte dopo il 3 ottobre 2021 onde evitare un allungamento dei tempi e delle spese che nessuno vuole. Se, come ventilato, alcuni Sindaci presentassero il ricorso al TAR per l’annullamento dell’assemblea ATA del 12 ottobre scorso ci sarebbero costi sia per i ricorrenti che per i resistenti (tutti amministratori pubblici e, quindi, tutte spese a carico della cittadinanza) ed anche tempi lunghi.

Durante la discussione del piano, infatti, è stata sostenuta l’urgenza dell’approvazione per consentirne la pubblicazione entro fine mese e ciò non sarebbe possibile in caso di ricorso al TAR che, presumibilmente, verrebbe notificato nel mese di novembre ed andrebbe in discussione, per l’eventuale sospensiva, nel mese di dicembre con due possibili effetti: la sospensione e conseguente blocco della procedura oppure il rinvio nel merito con il proseguo dell’iter della pratica che, però, potrebbe essere annullata dopo mesi e risorse spese inutilmente in caso di soccombenza. Facciamo quindi appello al senso di responsabilità degli amministratori della provincia di Ascoli Piceno chiedendo loro di annullare in autotutela tutti gli atti successivi al 3 ottobre e convocare una nuova assemblea ATA per la discussione del piano d’ambito sui rifiuti”.

Il vicepresidente della Provincia, che fino al voto fare le veci del presidente, ha già affermato che in questi 45 giorni “faremo solo atti ordinari”. Quindi devono essere eventualmente i Comuni a muoversi in quella direzione. Per questo il consigliere comunale Ameli invita il sindaco Fioravanti e il Comune di Ascoli a “verificare subito la legittimità della convocazione dell’Ata. Se gli atti saranno nulli ci sarà la possibilità di una revisione del piano d’ambito dei rifiuti, viste le nuove condizioni politiche che si sono create a San Benedetto e il “mea culpa” del sindaco di Ascoli”.

Nel video in cui avrebbe dovuto fare chiarezza, al di là del clamoroso autogol e della conseguente “figuraccia”, Fioravanti aveva sottolineato che “la mia posizione è sempre quella da anni, facevo battaglie sui rifiuti, ho bloccato anche i camion e continuerò a fare questa battaglia”. I fatti dei giorni scorsi, purtroppo per lui (e per i cittadini del territorio piceno), fino ad ora hanno dimostrato esattamente il contrario. Il primo cittadino ascolano, però, è davvero fortunato. Infatti ha ancora la possibilità di dimostrare che realmente è dalla parte dei cittadini.

Nei giorni scorsi ha scoperto (si fa per dire…) che nel piano d’ambito che il suo Comune ha votato è prevista la nuova vasca 0 da quasi un milione di tonnellate alla discarica Geta. Presa coscienza del grave errore commesso, i problemi procedurali legati alla posizione dell’ex presidente della Provincia gli forniscono la possibilità di sanare quell’errore. Promuova, come richiesto da quei comitati e associazioni, l’annullamento in autotutela e nella nuova assemblea appoggi, insieme alla “nuova” amministrazione comunale di San Benedetto (insieme rappresentato il 40% delle quote dell’Ata rifiuti, gli emendamenti proposti dai Comuni di Appignano, Castel di Lama e Castorano, rispondendo quindi alle richieste di comitati e cittadini.

Se lo farà realmente sarà giusto dargliene atto. In caso contrario sarà l’ennesima conferma che non ci si può fidare delle sue promesse e delle sue affermazioni…

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