Spese “folli” in Comune, 65 mila euro per la promozione turistica al Meeting di Rimini


Invece che sulla Bit di Milano e sugli altri appuntamenti di settore, il Comune di Ascoli per la promozione turistica punta sul Meeting di Rimini di Cl del 2022. Ma la relazione istruttoria allegata alla delibera n.294 invece che chiarire alimenta dubbi e perplessità

Chissà cosa penserà l’amministrazione comunale di Ascoli dei loro colleghi della Regione Marche, per altro della stessa parte politica, riguardo le iniziative di promozione turistica. Probabilmente che presidente e assessori sono degli sprovveduti dilettanti che, come annunciato in un comunicato stampa (a cui farà seguito anche una conferenza stampa) ancora partecipano ad eventi come la 58^ edizione della Fiera TTG Travel Experience di Rimini, la Borsa del turismo del Centro Italia, oltre naturalmente l’immancabile Bit di Milano per promuovere il territorio marchigiano. O, quanto meno, che non sono furbi e lungimiranti come loro che, invece di preoccuparsi tutti quegli appuntamenti comunemente ritenuti i più importanti per chi vuole promuovere il proprio territorio, hanno avuto la brillante idea di stanziare una cifra considerevole per partecipare al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, per altro quello in programma il prossimo anno (settembre 2022…).

Ironia a parte, la delibera n. 294 del 16 novembre scorso, “Approvazione iniziativa di promozione della città di Ascoli Piceno e programma Iti “form past to smart” finanziato a valere sulle risorse del Por Fesr Marche 2014-2020, asse 8, azione 3”, è l’ennesima imbarazzante dimostrazione di come ormai sindaco e assessori si sentano gli indiscussi e intoccabili “padroni della città”, certi di poter fare e dire tutto e il contrario di tutto, di poter raccontare qualsiasi improbabile storiella per spiegare l’inspiegabile, convinti che tanto i cittadini ascolani sono degli inguaribili “boccaloni” disposti a bersi qualsiasi cosa (ed in effetti una parte di loro lo è davvero). Anche che sia assolutamente normale stanziare fino a 65 mila euro per partecipare al Meeting di Cl che in realtà, più che la città, eventualmente può servire a promuovere l’immagine e la carriera politica di qualche amministratore.

Quella, infatti, è la spesa massima approvata, insieme alla relazione del dirigente del settore Cultura, nella delibera n. 294. Nella quale, ovviamente, non si spiega in alcun modo né come eventualmente verranno spesi quei soldi né, tanto meno, in che modo la partecipazione a quel Meeting, piuttosto che alle borse e agli eventi specifici di settore, può giovare alla promozione del territorio. Si rimanda tutto alla relazione del dirigente che, però, non è molto più chiara ed esaustiva. Anzi, per la verità per quanto concerne la giustificazione di un’eventuale simile spesa non viene detta neppure una parola, così come non si spiega in cosa in concreto consisterebbe la partecipazione da parte del Comune di Ascoli, al di là della presenza dei rappresentanti dell’amministrazione comunale come è accaduto negli anni passati.

Quanto alle motivazioni per cui la partecipazione al Meeting potrebbe essere importante per la promozione del territorio si sente fortissimo il rumore delle unghie sul vetro. Con anche palesi contraddizioni e passaggi che in realtà contribuiscono, e non poco, ad aumentare i dubbi. Già la parte iniziale della relazione, nella quale si riferimento alla nuova articolazione delle azioni ricomprese nel programma Iti “From Past to Smart” del Comune di Ascoli, lascia interdetti perché, in un certo senso, è una sorta di ammissione del ritardo, in questo settore, dell’amministrazione comunale.

Il Codice Intervento Iti 14 – si legge nel documento istruttorio – individua al suo interno un complesso di attività di comunicazione e promozione, dirette, nello specifico, a favorire un rafforzamento e un riposizionamento dell’immagine di Ascoli Piceno in linea con il brand Marche verso l’Italia (dove si sono registrati in questi anni risultati importanti e significativi in termini di incremento delle presenze turistiche verso la nostra Regione) e verso l’estero (dove l’azione promozionale deve ancor più rafforzarsi al fine di determinare risultati più significativi in termini di ulteriore incremento delle presenze turistiche)”.

L’elaborazione della strategia di rilancio dell’immagine della città di Ascoli Piceno per aumentarne l’attrattività turistica di visitatori italiani e non – prosegue la relazione – passa anche attraverso la promozione della città mediante la partecipazione ad eventi, fiere e convegni che meglio possano esaltare e valorizzare i contenuti culturali, turistici, enogastronomici e naturalistici del territorio”. Ed un simile preambolo avrebbe un compiuto senso logico se, poi, si decidesse di stanziare fondi per partecipare a quegli eventi sopra citati (per capirci, quelli a cui partecipa la Regione), non certo ad un meeting come quello di Rimini.

Invece, con un collegamento a dir poco ardito e per certi versi anche contraddittorio, il dirigente sostiene che “a tal fine, si segnala l’opportunità di partecipare al Meeting di Rimini 2022, ovverosia a una manifestazione che, da oltre 40 anni, rappresenta un luogo di ritrovo, dialogo e pace tra persone di popoli, culture e fedi diverse e un evento in cui incontrare i protagonisti del cambiamento, i rappresentanti delle religioni e delle culture, manager e uomini delle istituzioni, intellettuali e artisti, sportivi, educatori e persone con esperienze da raccontare  ”. Difficile capire leggendo queste righe cosa c’entri la promozione turistica con l’evento organizzato da Comunione e Liberazione (e se si legge la presentazione che si trova nel sito istituzionale del meeting si capisce ancora meno…).

Più che altro, a voler essere magnanimi, quello che sembra emergere è che il dirigente comunale in proposito faccia una discreta confusione. Sensazione che viene rafforzata quando, poi, nella relazione vengono citati a sproposito alcuni dati. “Negli anni – scrive il dirigente comunale – il Meeting di Rimini ha parlato al mondo ed è entrato nelle case di milioni di persone grazie a un’infrastruttura tecnologica che ha permesso di affiancare l’esperienza in loco a live streaming e convegni in on-demand di altissima qualità con circa 8 mila presenze fisiche al Palacongressi, oltre 15mila nelle piazze italiane e oltre 3 milioni di collegamenti in diretta e on-demand”.

Come detto né la delibera né la relazione spiegano in che modo dovrebbe essere effettuata la promozione della città di Ascoli al meeting, per una spesa massima di 65 mila. L’ipotesi più credibile è quella di uno stand al Palacongressi che, però, con i numeri citati (“8 mila presenze fisiche al Palacongressi”), risulterebbe quasi completamente inutile. Così come è altrettanto evidente che, sempre nell’ipotesi dello stand, i 3 milioni di collegamenti in diretta non avrebbero alcun valore (i collegamenti sono con il salone dove si svolgono gli incontri, non certo all’esterno dove eventualmente sono presenti gli stand).

La relazione si conclude, poi, ricordando come già la delibera 110 del 2020 aveva evidenziato l’utilità di partecipare al Meeting di Rimini dell’edizione 2021 ma che, visto il perdurare della pandemia, è più opportuno che la presenza del Comune di Ascoli venga posticipata al 2022. Parlare di scarsissima chiarezza (e ancor minore trasparenza) e di incomprensibile strategia promozionale è addirittura un eufemismo.

La pensano allo stesso modo i consiglieri comunali di opposizione che hanno presentato sulla vicenda un’interrogazione congiunta (firmata dai consiglieri Nardini, Speri, Ameli, Procaccini, Frenquellucci, Tamburri). Nella quale interrogano il sindaco per sapere innanzitutto i motivi per i quali, visto l’elevato importo stanziato per l’iniziativa, non siano stati presi in considerazioni fiere ed altri eventi più specifici del settore come quelli sopra citati.

A tali fiere ed eventi – si legge nell’interrogazione – a differenza del Meeting di Rimini da sempre dedicato alla discussione di temi di carattere universale, partecipano numerosi operatori professionali provenienti da ogni parte del mondo potenzialmente interessati a conoscere e veicolare l’immagine della città di Ascoli Piceno ai fini dell’elaborazione di proposte di viaggio dei tour operators specializzati”. Nell’interrogazione, inoltre, si chiede al sindaco di spiegare i criteri in base ai quali “è stata effettuata la determinazione dell’importo destinato all’iniziativa”.

Inutile sottolineare che siamo davvero curiosi di ascoltare cosa risponderà il primo cittadino…

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