Sicurezza delle scuole: nuovo anno scolastico al via tra proclami, “bluff” e i soliti ritardi


Nonostante i proclami del Comune, per quanto concerne la sicurezza delle scuole l’anno scolastico 2021-2022 si apre nelle stesse identiche condizioni dell’anno precedente, di quello precedente ancora e via via di tutti quelli che sono seguiti a quel terribile 2016

Ora che si sono spente le luci della festa (la Festa della Scuola), a pochi giorni dall’avvio del nuovo anno le scuole cittadine tornano a fare i conti con la solita complicata realtà. Che, al di là di proclami, annunci e tutto il solito armamentario propagandistico, in tema di sicurezza in sostanza ripropone la stessa situazione dello scorso anno, con gli studenti ascolani ancora una volta costretti ad iniziare l’anno in scuole in larghissima parte per nulla sicure (lo dicono chiaramente le verifiche di vulnerabilità sismica effettuate dal Comune), con l’amministrazione comunale che continua a cercare (o quanto meno sostiene di cercare) soluzioni alternative per spostare intere classi e intere scuole, i lavori attesi da anni che continuano a non partire e una quasi sostanziale immobilità, con tempi sempre lunghissimi per ogni minimo passaggio nel lungo iter verso l’avvio dei lavori stessi, nonostante la tanto sbandierata Ordinanza Ascoli che doveva far accelerare e che, invece, è ormai chiaro che così com’è (per altro senza neppure i previsti controlli da parte del sub commissario) di fatto non serve assolutamente a nulla.

In altre parole, anche l’anno scolastico 2021-2022 nel capoluogo piceno, in tema di sicurezza delle scuole, si apre all’insegna di quelli che ormai sono due mondi e due realtà praticamente opposte. C’è quella virtuale, fatta di annunci e proclami, caratterizzata ormai da anni dalle “forti accelerazioni dell’Arengo grazie all’impegno del sindaco Fioravanti e del dirigente Galanti” (che, però, non si sa perché non producono mai effetti concreti). In questo mondo virtuale, costruito dall’amministrazione comunale e da parte della stampa che fa da megafono e spesso addirittura amplifica ed enfatizza i proclami dell’amministrazione stessa, è un susseguirsi di annunci trionfalistici con tanto di scadenze che, poi, come se nulla fosse, non vengono rispettate. Poco male, con straordinaria ed invidiabile nonchalance, quelle scadenze vengono spostate a qualche mese dopo, tanto poi chi se ne frega se non vengono nuovamente rispettate.

Naturalmente in quel mondo virtuale si susseguono buone notizie e grandi successi del Comune, con la conseguenza che l’affidamento e poi l’inizio dei lavori è sempre ad un passo (ma, guarda il caso, da anni quel piccolo passo che mancherebbe non si riesce proprio a effettuarlo). Però poco male, perché con periodicità svizzera si gioisce e si festeggiano risultati che esistono solo nella fulgida immaginazione del primo cittadino e dei suoi zelanti aedi (come, ad esempio, nel surreale caso della scuola primaria di Sant’Agostino). Poi, naturalmente, c’è il mondo reale, quello che vivono quotidianamente gli studenti ascolani, le loro famiglie e tutto il personale scolastico, che, ovviamente, non assomiglia neanche lontanamente a quella fantastica e fiabesca costruzione virtuale.

Nel quale, innanzitutto, a 5 anni dal terremoto e a 4 dall’annuncio e dal successivo stanziamento dei fondi per la messa in sicurezza delle scuole (oltre 30 milioni di euro) non c’è ancora lo straccio di un cantiere (la maggior parte dei Comuni che hanno ottenuto lo stesso finanziamento hanno addirittura finito i lavori programmati o, nella peggiore delle ipotesi, hanno tutti i lavori in corso). Dove nel famoso project financing presentato nel 2018 il Comune sosteneva di aver già individuato le cosiddette strutture temporanee dove poter spostare gli studenti  mentre venivano effettuati gli interventi di messa in sicurezza (o ricostruzione) delle varie scuole, nel programma elettorale del candidato sindaco Fioravanti si annunciava che si sarebbero subito messi in sicurezza gli studenti ascolani in strutture provvisorie (sempre in attesa di quegli interventi), ma all’avvio dell’anno scolastico 2021-2022 siamo all’ennesimo annuncio (sinceramente abbiamo perso il conto…) di un bando per trovare quelle strutture.

Nel mondo “reale”, poi, l’Ordinanza Ascoli, che secondo quanto hanno raccontato il sindaco Fioravanti e il suo predecessore Castelli (ora assessore regionale) doveva mettere fine ai lunghi tempi di attesi provocati dall’odiosa burocrazia, di fatto non è servita a nulla, tanto che è da considerare una sorta di miracolo il fatto che si arrivi all’assegnazione di un incarico (quello per la predisposizione del progetto per la Malaspina) ad oltre un anno dal bando, nonostante secondo l’Ordinanza stessa si dovevano impiegare non più di 30 giorni. E gli altri bandi per l’affidamento degli incarichi di progettazione per le altre scuole, che secondo quell’Ordinanza dovevano portare all’affidamento al massimo in 30 giorni, dopo mesi sono ancora in alto mare.

Ancora, nella città reale da oltre due anni con disarmante periodicità si annuncia l’avvio dei lavori nella scuola media di Monticelli (chiusa perché inagibile dopo le violente scosse del 2016) ma alla Don Giussani tuttora non c’è neanche l’ombra di qualcosa che assomigli alla prossima apertura di un cantiere. Per non parlare, poi, del fatto che in questo triste mondo virtuale ovviamente al momento non c’è traccia (e come vedremo nei prossimi giorni non è affatto detto che ci sarà nei mesi prossimi) del finanziamento per la scuola primaria Sant’Agostino. In altre parole, nel meraviglioso mondo di “Ugualos”, scambiano i sindaci, si succedono le amministrazioni, si possono fare tutte le ordinanze che si vuole ma, per quanto riguarda la sicurezza delle scuole, tutto resta sempre uguale. E l’anno scolastico 2021-2022 si apre nelle stesse identiche condizioni dell’anno precedente, di quello precedente ancora e via via di tutti quelli che sono seguiti a quel terribile 2016.

Ed è davvero surreale che, proprio poco prima della ripartenza del nuovo anno scolastico in queste sconfortanti condizioni, sia tornato a parlare di sicurezza delle scuole, nell’ambito della Festa della scuola, proprio l’ex sindaco Castelli che ha, almeno in questo specifico settore, ha fatto danni inenarrabili che il capoluogo piceno continua a pagare duramente. Basterebbe pensare, ad esempio, alla vicenda delle strutture temporanee che, da quando si è insediato Fioravanti, l’amministrazione sta disperatamente cercando. Nel novembre 2016 il neonato Comitato Scuole Sicure aveva proposto delle soluzioni in proposito, c’era la possibilità di ottenere i cosiddetti Musp (Moduli ad uso scolastico provvisorio). Secondo l’allora sindaco Castelli, però, Ascoli non ne aveva bisogno.

Pochi mesi dopo, la struttura commissariale aprì alla possibilità di chiedere fondi per realizzare le strutture provvisorie in attesa di dare avvio e completare i lavori di messa in sicurezza (o di ricostruzione). Tanti Comuni (ad esempio anche quello di Folignano) ne hanno usufruito, quello di Ascoli no perché Castelli, contro ogni evidenza, continuava a ripetere che il capoluogo non ne aveva bisogno, che le scuole cittadine non avevano problemi. Ora le verifiche di vulnerabilità sismica hanno dimostrato quello che in realtà già era chiaro, cioè che la situazione delle scuole ascolane è semplicemente disastrosa. E mentre il Comune continua senza ottenere alcun risultato, bando dopo bando, a cercare strutture adatte per le cosiddette scuole provvisorie, non si può non ripensare alla clamorosa occasione persa dall’amministrazione comunale di allora.

Non meno gravi e pesanti, però, sono le responsabilità dell’attuale primo cittadino e dell’attuale amministrazione comunale che, proclami a parte, non hanno cambiato marcia, non hanno avuto il coraggio di fare chiarezza sulla situazione ereditata e, soprattutto, continuano a procedere a “ritmi messicani. Da quando si è insediato Fioravanti ha ripetuto sempre la solita storiella degli ostacoli provocati dalla burocrazia (che, evidentemente, ad Ascoli deve essere diversa dal resto d’Italia, visto che altri Comuni sono riusciti senza problemi ad avviare e finire i lavori in tempi più rapidi…), ovviamente omettendo di ammettere di aver perso troppo tempo (circa un anno) dietro ad un project financing che sin dalla sua presentazione (2018, con la precedente giunta), era chiaro a tutti che fosse impraticabile.

Poi si è incredibilmente ascritto come successo quell’Ordinanza Ascoli che, in realtà, rappresentava un duro atto accusa contro il Comune di Ascoli ma che negli annunci del primo cittadino avrebbe clamorosamente velocizzato i tempi e, d’incanto, fatto partire in breve i lavori. Come al solito, poi, la realtà racconta tutta un’altra storia che dimostra come tutto continui a procedere con sfiancante lentezza. Basterebbe pensare che solo in questi giorni si è finalmente arrivati all’aggiudicazione dell’incarico di progettazione per l’intervento di adeguamento sismico della scuola Malaspina, praticamente ad un anno dall’indizione della gara (13 settembre 2020).

E le cose non vanno certo meglio per le altre gare per l’affidamento della progettazione, con quelle per le scuole D’Azeglio e Don Bosco che sono stata indette ad inizio marzo (e poco dopo quelle per le scuole Cagnucci  e Tofare). Per il famoso cronoprogramma stabilito nella Relazione istruttoria allegata all’Ordinanza Ascoli, che con sprezzo del ridicolo il sindaco Fioravanti sosteneva che doveva essere preso come modello da tutti gli altri enti, dall’indizione all’affidamento degli incarichi non dovevano trascorrere più di 20-30 giorni. Qui siamo già ad oltre 6 mesi e non si ha certo il sentore che l’affidamento possa arrivare a breve. D’altra parte, però, se ci si è ricordati solo dopo 4 mesi di nominare la commissione giudicatrice per la gara di affidamento del progetto per le scuole D’Azeglio e Don Bosco c’è davvero poco da aggiungere.

A completare un quadro davvero desolante nei giorni scorsi si è aggiunta l’incredibile vicenda relativa alla scuola primaria Sant’Agostino, per la quale un anno fa il Comune aveva presentato una richiesta di finanziamento (per un intervento di adeguamento sismico). Secondo quanto dichiarato dal sindaco ad un quotidiano locale, la richiesta è stata accettata. Nella realtà, però, il finanziamento non è stato erogato e non è detto che arrivi il prossimo anno (nei prossimi giorni approfondiremo questa ennesima sconcertante vicenda). D’altra parte, però, non c’è mica fretta. Se dopo 5 anni nulla è cambiato cosa mai sarà un ulteriore anno di attesa…

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