Una vita dedicata ai più deboli: lo straordinario esempio e l’eredità che lascia Gino Strada


Il fondatore dell’associazione umanitaria Emergency, che dal 1994 ha curato oltre 11 milioni di persone in 19 paesi, è stato una delle personalità migliori espresse dal nostro Paese negli ultimi decenni. Le sue battaglie contro la guerra e per affermare il diritto alla cura

Quello pubblicato venerdì 13 agosto (“Ascoli capitale della monnezza…e dell’incoerenza!”) doveva essere l’ultimo articolo prima della sosta estiva di ferragosto. Nel corso della stessa giornata di venerdì 13 agosto, poi, è arrivata la notizia della morte di Gino Strada. E chi, come chi scrive, è da sempre convinto che il fondatore di Emergency sia la personalità migliore che ha espresso il nostro Paese negli ultimi decenni, non può fare a meno di rendergli onore. Naturalmente, da prassi, in queste ore si susseguono articoli e dichiarazioni anche da parte di chi, per decenza, dovrebbe avere il buon gusto di tacere. Al tempo stesso non manca chi, anche in queste situazioni, non perde l’occasione per “vomitare” veleno, vaneggiando di chissà quali interessi economici che sarebbero celati dietro lo straordinario impegno di Gino Strada.

E’ una deriva dalla quale sembra ormai impossibile tornare indietro, nel nostro paese ormai il tifo di parte, sempre più accecato e da ultras, non risparmia più nessun ambito, non rende neppure possibile riconoscere, a prescindere dal condividere o meno determinati principi, la straordinaria statura di un uomo come Strada, attribuirgli i giusti meriti per la sua incredibile opera non solo nel mondo ma anche in Italia. Per questo crediamo che il modo migliore per onorarlo e per rendergli il meritato tributo sia ricordare quello che ha fatto, che continua (e continuerà) a fare la sua straordinaria creatura, Emergency.

Dall’esperienza con la Croce rossa internazionale alla nascita di Emergency

Un’associazione umanitaria fondata nel maggio 1994 da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti, insieme a Carlo Garbagnati e Giulio Cristoffanini. Negli anni immediatamente precedenti (dal 1989 al 1994) Strada aveva lavorato con il Comitato internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto (Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia, Bosnia-Erzegovina). E proprio questa esperienza sul campo fu alla base della volontà di creare un’associazione umanitaria internazionale per offrire cure mediche e chirurgiche gratuite e di alta qualità alle vittime di guerra, delle mine antiuomo e della povertà, promuovendo al tempo stesso i valori di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani. Nel tempo l’associazione ha esteso il raggio delle sue attività alla cura delle vittime della povertà in paesi in cui non esistono strutture sanitarie gratuite, operando anche in Italia per garantire a tutti il rispetto del diritto ad essere curati sancito anche dalla Costituzione.

Una sanità fondata su eguaglianza, qualità e responsabilità sociale

Crediamo che il diritto alla cura sia un diritto umano fondamentale perciò vogliamo una sanità fondata su eguaglianza (“ogni essere umano ha diritto a essere curato a prescindere dalla condizione economica e sociale, dal sesso, dall’etnia, dalla lingua, dalla religione e dalle opinioni”), qualità (“sistemi sanitari di alta qualità devono essere basati sui bisogni di tutti ed essere adeguati ai progressi della scienza medica”), responsabilità sociale (“i governi devono considerare come prioritari la salute e il benessere dei propri cittadini e destinare a questo fine le risorse umane ed economiche necessarie”)” si legge sul sito dell’associazione che spiega anche come i propri obiettivi sono sicuramente di carattere sanitario-sociale (cure gratuite e di qualità, medicina basata sui diritti) ma anche per promuovere e diffondere una cultura di pace che parta innanzitutto dall’abolizione della guerra.

Vediamo ogni giorno gli orrori della guerra, li curiamo, li raccontiamo. Ma il nostro obiettivo è abolirla” si legge ancora sul sito di Emergency. Che, a tal fine, è impegnata sin dalla nascita a promuovere “una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani” attraverso eventi, mostre, libri, documentari e anche incontri nelle scuole. Naturalmente, però, l’ambito principale di intervento di Emergency è quello sanitario sociale.

Dall’Afghanistan all’Iraq, dal Sudan alla Sierra Leone: dal 1994 oltre 11 milioni di persone curate

Curiamo una persona ogni minuto. Bene e gratis. Offriamo cure gratuite e di qualità alle vittime della guerra e della povertà, costruendo e gestendo strutture dedicate e formando il personale locale. Pratichiamo una medicina basata sui diritti umani e chiediamo una sanità basata sull’equità, sulla qualità e sulla responsabilità sociale” si legge ancora sul sito dove, poi, vengono anche sottolineati gli ambiti di intervento che, di fatto, spaziano in tutto il campo medico-chirurgico e riabilitativo ma anche nel settore dell’orientamento socio-sanitario, con supporto nella comprensione dei criteri di accesso alle cure del Servizio Sanitario Nazionale e accompagnamento presso le strutture dello stesso SSN.

Secondo i dati citati dall’associazione stessa, dal 1994 ad oggi Emergency ha lavorato in 19 paesi curando 11 milioni di persone. Su tutti lo straordinario impegno in uno dei più cruenti e pericolosi teatri di guerra, l’Afghanistan, dove l’associazione ha iniziato ad operare dal 1999, curando oltre 7 milioni di persone (in un paese di poco più di 30 milioni di abitanti). Tra gli interventi da ricordare quello nella valle del Panshir, ad Anabah, dove una vecchia caserma è stata riconvertita prima in centro chirurgico per offrire cure alle vittime di guerra e delle mine antiuomo, poi diventata un vero e proprio ospedale generale, vero punto di riferimento per la popolazione di quella zona. Dal 2003 nell’ospedale di Anabah è anche attivo il Centro di maternità, l’unico specializzato e gratuito disponibile nella regione, con annesso ambulatorio pediatrico.

All’ospedale sono, poi, collegati 18 posti di primo soccorso e centri sanitari situati nei villaggi più isolati della valle e nelle province della zona. A Kabul, invece, un ex asilo bombardato è diventato un ospedale chirurgico per le vittime di guerra ed attualmente è il più importante centro di chirurgia di guerra del paese. L’ospedale di Emergency a Kabul dispone di 3 sale operatorie, una terapia intensiva, una terapia sub-intensiva e 6 corsie di degenza per i pazienti, oltre a disporre dell’unico apparecchio Tac gratuito nel paese. Presso l’ospedale di Kabul, poi, vengono organizzati anche corsi specifici per il personale degli ospedali di tutto l’Afghanistan e nel 2019, su richiesta dell’Oms, sono stati formati 840 medici e infermieri provenienti dalle province afghane.

All’ospedale di Kabul sono poi collegati i centri sanitari e i posti di primo soccorso delle province limitrofe. Non meno importante è l’ospedale per le vittime di guerra di Lashkar-Gah che dal 2004 opera nella provincia di Helmand, la più pericolosa di tutto il paese. Dal 2016 i combattimenti e i bombardamenti nella zona si sono intensificati e, per rispondere all’emergenza, Emergency ha ampliato l’ospedale con nuove sale, compresa quella per le medicazioni e per la fisioterapia. Inoltre, per offrire aiuto anche alla popolazione dei villaggi più lontani, sono stati aperti nella zona diversi posti di primo soccorso. Medici e volontari dell’associazione, infine, in Afghanistan forniscono anche assistenza ai detenuti.

Non meno rilevante è la presenza dell’associazione in Iraq dal 1995 con il Centro chirurgico di Erbil (da fine 2017, dopo la conclusione dei combattimenti a Mosul, la gestione è stata trasferita alle autorità locali) e il Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale di Sulaimaniya. Dal 2004, poi, Emergency offre cure gratuite ai bambini fino a 14 anni nei centri pediatrici di Mayo, Port Sudane e Nyala nel Sudan dove è stato anche aperto un ospedale cardiochirurgico dove sono state operate persone provenienti da oltre 28 paesi.

Ma ospedali, centri chirurgici, centri pediatrici e di maternità e punti di primo soccorso sono stati aperti da Emergency in tutti i teatri di guerra con programmi ancora in corso in Sierra Leone, Repubblica Centrafricana e Uganda (dove dallo scorso aprile è attivo un Centro di chirurgia pediatrica) e programmi completati in Algeria, Angola, Cambogia, Eritrea, Nicaragua, Palestina, Ruanda, Serbia, Sri Lanka.

In Italia per affermare il diritto alla cura

Una delle surreali critiche sollevate nei confronti di Strada da parte di chi riesce a malapena a vedere poco oltre il proprio naso è di non aver profuso un simile impegno per le persone in difficoltà nel nostro paese. Chi conosce a fondo la storia di Emergency sa bene che non è così, l’associazione di Gino Strada dal 2006 ha avviato il Programma Italia per rendere concreto il diritto alla cura sancito dalla nostra Costituzione, purtroppo spesso disatteso. Per farlo l’associazione ha aperto ambulatori che offrono servizi di medicina di base e specialistica e orientamento socio-sanitario, per facilitare l’accesso al sistema sanitario a chi ne ha bisogno, a Marghera (Venezia), Polistena (Reggio Calabria), Castel Volturno (Caserta), Napoli, Sassari.

Inoltre per facilitare l’accesso alle cure alle fasce più vulnerabili della popolazione, dal 2011 sono stati attivati diversi ambulatori e unità mobili che lavorano nelle aree agricole, nelle periferie urbane, nei campi profughi, in aree colpite da catastrofi naturali. Emergency, inoltre, fornisce un servizio di assistenza sanitaria e supporto psicologico ai braccianti in Sicilia, di informazione e prevenzione per le “sex workers” e di assistenza socio sanitaria per i migranti in Sicilia.

Nelle zone terremotate, in prima fila contro il covid

Da ricordare, infine, la straordinaria opera effettuata nei territori dell’Italia centrale colpiti dal terremoto del 2016 e per contrastare la pandemia da covid. Dal 2017 l’Ong di Strada ha curato gratuitamente centinaia di persone nelle aree colpite dal sisma. In particolare l’opera dei volontari di Emergency è partita prima nel Lazio, ad Amatrice, poi si è concentrata  in alcuni territori del teramano gravemente colpiti dal terremoto (Castelli, Nerito e Montorio al Vomano), con un team composto da uno psicologo-psicoterapeuta, un infermiere e un logista, infine nella provincia di Macerata (Camerino, Muccia, Pieve Torina e Visso), con un identico team che ha assistito, ascoltato e aiutato decine e decine di terremotati.

Quanto all’impegno per fronteggiare la pandemia da covid servirebbero pagine e pagine per elencare nel dettaglio tutti gli interventi e i progetti avviati dall’associazione di Gino Strada nel nostro paese, sia per affrontare l’emergenza sanitaria che per l’altra emergenza conseguente, la nuova povertà che ha colpito in Italia famiglie, anziani soli, giovani, lavoratori precari. Per aiutare queste persone è stato avviato il progetto “Nessuno escluso. Neanche chi è ora in difficoltà”, con la distribuzione gratuita di pacchi di alimenti e di beni di prima necessità alle persone che hanno bisogno di un sostegno. Da un punto di vista sanitario Emergency ha messo a disposizione delle autorità sanitarie le competenze di gestione dei malati in caso di epidemie maturate in Sierra Leone nel 2014 e nel 2015 durante l’epidemia di Ebola. Ambulatori, centri di informazione, servizio di ascolto psicoterapeutico, attività di contact tracing, servizi di tamponi gratuiti sono stati avviati in diverse zone e città d’Italia: Milano, Roma, Latina, Camerino, Brescia, Piacenza, Catania, Verona, Catanzaro, Varese.

A Bergamo, nel picco dell’epidemia nel corso del 2020, un team medico e logistico dell’associazione, composta da circa 80 persone, ha lavorato presso il presidio ospedaliero dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, gestendo un reparto di Terapia Intensiva. L’equipe logistica e tecnica di Emergency ha partecipato alla progettazione e all’allestimento del nuovo presidio ospedaliero in Fiera a Bergamo e all’ospedale da campo a Brescia. In Piemonte team dell’associazione hanno supportato le Rsa colpite dal contagio da covid, mentre da fine 2020 è stata avviata la collaborazione con la Protezione civile in Calabria. Dove lo staff medico di Emergency ha lavorato presso il reparto covid dell’ospedale San Giovanni di Dio a Crotone, gestendo 25 posti letto nell’ospedale stesso e altri 8 nella struttura tendata esterna.

Un’opera davvero straordinaria, unica per un’associazione simile. Potremmo proseguire ancora a lungo a parlare di Emergency, delle sue battaglie, delle sue iniziative. Chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente può visitare il sito dell’associazione (https://www.emergency.it/). A noi, oltre all’inevitabile e profonda tristezza per la sua scomparsa, non resta che dire grazie a Gino Strada per quello che ha fatto e per quello che, attraverso la sua straordinaria associazione, continuerà a fare soprattutto per i più deboli.

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